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L'odissea dei procidani, di ritorno dalla manifestazione di Ischia

foto di Leo PuglieseComunicato stampa 

Una vera è propria odissea il rientro di una trentina di procidani, sabato notte. Il gruppo dell’associazione Procida Libera che aveva parteciapato insieme ai comitati campani alla manifestazione contro gli abbattimenti e un nutrito gruppo di procidani che avevano trascorso la serata a Ischia.

Il tutto è inziato sin dalla biglietteria MEDMAR che negava lo scalo a Procida della M/N Rosa D’Abundo per ragioni meteo avverse. Il che risultava non vero perchè le condizioni non erano avverse per un eventuale scalo, come del resto veniva confermato dalla stessa Guardia Costiera.

Il secondo motivo, quindi, adotto dal comandante della motonave, si rilevava un vero e proprio boomerang. E cioè che la motonave avesse perso un’ancora e quindi con una sola non potesse ancorare nel porto di Procida per ragioni di sicurezza.

Allorchè un comandante di lungo corso faceva notare che con una sola ancora, nemmeno per il porto di pozzuoli, destinazione finale, si sarebbe potuti partire. Grazie all’arrivo della polizia in banchina,  alle 3 e 45 minuti,  la nave è salpata.

Solo la ferma volontà di bloccare la partenza, restando fermi sul portellone ha determianto la scelta di garantire lo scalo a Procida.

Comunicato stampa

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