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Maggioranze improbabili e tante chiacchiere inutili

di Nicola Silenti da Destra.it

Neanche il più ispirato studioso di problemi politici riuscirebbe a barcamenarsi con le parole in questo marasma d’incontinenza verbale che è il dopo voto. Tra sconcezze terminologiche e perversioni dialettiche da professionisti della politologia, sulle colonne della grande stampa nazionale è tutto un fiorire di ipotesi di governi del presidente, della non sfiducia, di garanzia o della solidarietà nazionale, tra idee e congetture di reincarichi, mandati esplorativi e patti di legislatura degni del più astruso dizionario della prima repubblica. Un campionario di termini che stona con la più concreta delle esigenze, quella di rispettare la volontà espressa con il voto dagli italiani e dare all’Italia un governo degno di questo nome, in netta discontinuità con le politiche renziane. Un governo che, al netto delle formule e delle alleanze, dovrà per forza di cose essere un governo del cambiamento, abbastanza coraggioso da smarcarsi il più possibile dai diktat di Bruxelles e al contempo in grado di segnare un nuovo corso nella politica economica e fiscale e nel perseguimento dell’interesse della Patria nello scacchiere internazionale, come insegna la crisi siriana.

Intanto, mentre prosegue il tourbillon di incontri, riunioni più o meno a porte chiuse e schemi di alleanze bi, tri o quadri – partisan sull’orizzonte dell’Italia continuano ad affacciarsi indisturbate le nuvole di sempre: nuvole in tutte le tonalità del grigio scuro, che ci attendono impassibili al varco incuranti delle decisioni del Palazzo e pronte come sempre a presentare al popolo il conto salatissimo della nostra classe politica ottusa e irrilevante.

Una congerie di previsioni, segnata dallo stallo spacciato per equilibrio dai notisti politici meno avveduti e palesato in tutta evidenza in questi giorni dai partiti e dagli schieramenti chiamati al cospetto del presidente della Repubblica. Uno stallo che si spiega plasticamente con una sinistra in rotta e spaccata tra i fratelli – coltelli delle correnti di sempre, un movimento cinque stelle incapace di qualsiasi iniziativa politica diversa dall’antiberlusconismo e un centrodestra molto meno coeso delle apparenze, e in ogni caso privo dei numeri per l’autosufficienza di un governo di maggioranza.

Così, mentre il Paese si interroga sul proprio futuro nella certezza di vedere per l’ennesima volta ingiuriata la volontà del popolo, gli unici ad esultare sono gli intraprendenti artefici della più sconcia delle leggi elettorali, compiendo in tutto e per tutto la missione di impedire nel dopo voto un governo di maggioranza, gettando il Paese in un marasma indecente di ingovernabilità e di paralisi. Un marasma di chiacchiere a vuoto che è il solo vero lascito dei cinque anni di governo della sinistra: un’eredità imperdonabile che rischia di pesare come un macigno sul futuro degli Italiani.

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Un commento

  1. DOTT. SILENTI FINO A CHE IL PARLAMENTO ED IL SENATO, CONGIUNTI E/O DISGIUNTI, FARANNO OPPOSIZIONI, IL POSTO DI IMPIEGO DI OGNI SINGOLO POLITICANTE SARA’ GARANTITO.. CHE E’ POI L’UNICA CERTEZZA CHE OGNI RAPPRESENTANTE DI PARTITO RICHIEDE A NOI POVERI E BISTRATTATI CONTRIBUENTI !!

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