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Mandragora: “Procida mi resterà dentro ma mi sarebbe piaciuto continuare. Ora sono un allenatore libero…”

PROCIDA – Si è conclusa con il playoff perso in semifinale contro il Savoia la stagione del Procida. I biancorossi hanno disputato un girone di ritorno strepitoso, con una striscia record di 16 risultati utili consecutivi. La conquista dei playoff è stato un avvenimento storico per il calcio isolano, festeggiato alla grande dopo la vittoria all’ultima giornata contro il Mondragone. Poi c’è stata la partita del Giraud, giocata alla grande dal Procida che aveva anche trovato il vantaggio con Dodò. La dea bendata, però, non ha premiato i biancorossi: prima l’immediato pareggio del Savoia, poi le grandi parate del portiere biancoscudato ad evitare il nuovo vantaggio ed infine la rete di Esposito in contropiede a chiudere i giochi. La stagione del Procida si è conclusa in lacrime ed ora non si quale sarà il futuro dei biancorossi. In attesa di avere notizie certe sulla società isolana, è tornato a parlare l’allenatore che ha condotto il Procida ai playoff: Bruno Mandragora.

“Ho passato una stagione straordinaria – ha esordito – Voglio partire dalla società, da tutti gli addetti ai lavori e dai calciatori che con me sono stati fantastici. Gli allenatori fanno bella figura quando lo decidono i giocatori, noi dipendiamo da loro. Se i calciatori ti stimano arrivano anche i risultati, altrimenti no. Quest’anno mi rimarrà dentro, eppure ho allenato in piazze importanti anche in Serie D”.

E’ passato poco più di un mese da quel playoff contro il Savoia, che sensazioni prova ripensando a quella partita?

“A distanza di un mese c’è ancora tantissimo rammarico, perché a Torre Annunziata siamo usciti tra gli applausi. Ma questi vanno presi quando si vince, altrimenti lasciano il tempo che trovano. Ma questo Procida resta nella storia per i risultati che ha raggiunto. I ragazzi hanno sciorinato calcio, hanno ottenuto grandi risultati anche con un ottimo gioco. Non si scala l’Everest per caso, c’è un grande lavoro dietro”.

Qual è il suo rapporto con la società?

“Con la società sono rimasto in buoni rapporti, sia con Muro che con Crisano. Non ho parole per descriverli. Ma la società è confusa in questo momento e questo mi ha fatto capire che sono un allenatore libero. Spero che il Procida prosegua, ma credo che non morirà e andrà avanti. Non so che problemi ci siano, ci sono persone autorevoli e serie a occuparsene. Sono molto dispiaciuto, avrei voluto proseguire questo progetto. Se dovesse continuare il programma che mi è stato descritto lo scorso anno sarei contento di sedermi a tavolino e parlare con la società, ho massimo rispetto di questi dirigenti”.

Cosa si attende per la prossima stagione?

“Non chiedo nulla in particolare. Ora non è il momento degli allenatori ma è quello delle cordate e delle società. Se ho allenato bene a Procida, significa che ancora posso dare tanto in questo mondo”. 

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