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Matteo Renzi e la funambolica oscillazione tra destra e sinistra

di Nicola Silenti dal periodico EXCALIBUR

Versatilità da camaleonte e spirito di adattamento, opportunismo alla massima potenza e una cura spasmodica della comunicazione mediatica. L’esistenza politica di Matteo Renzi è tutta imperniata sul calcolo maniacale della propria convenienza e sul computo ossessivo della propria azione a misura di consenso popolare. Una sorta di versione riveduta e corretta del machiavellismo a favore di taccuino e teleschermo, resa possibile dall’innata capacità di intuire con tempismo in che direzione spira il vento dell’umore popolare e da una mancanza di antagonisti degni di questo nome e comunque in grado di fare davvero paura. Una penuria capace di accomunare nella stessa irrilevanza sia gli avversari interni spazzati via come birilli dalla scalata trionfale alla segreteria del Partito democratico  sia gli avversari esterni, tutti trascinati nella spirale sciagurata e inarrestabile della fine del berlusconismo. Un panorama che sembra garantire anni di potere indisturbato, grazie anche a un’azione politica scandita da colpi al cerchio di sinistra come quello sulle unioni civili e colpi alla botte di destra come quello sul Job Act.

Un potere da gestire con il conforto di un esercito privo di generali ingombranti e un patrimonio di alleati insospettabili e amicizie influenti che si ingrossa di giorno in giorno sempre di più, nella tradizione tutta italica del “carro del vincitore”. Amici fedeli , che a dispetto di una storia politica vissuta nel campo avverso , presidiano oggi la maggioranza renziana puntellando i mal di pancia della sinistra con il voto salvifico dei transfughi del polo di centrodestra che fu.

In realtà, a dispetto dei critici ,anche gli osservatori più distaccati e i cantori meno entusiasti del renzismo giustificano il salto di qualità nella carriera politica nazionale dell’ex sindaco di Firenze con il fattore “Nazareno”, ossia con il patto d’intesa stipulato con il capo dell’opposizione Silvio Berlusconi. Un’intesa nero su bianco siglata, a Governo Letta in carica, nella sede del Partito democratico di Largo del Nazareno . Un evento a forte impatto emotivo consumato nello stupore generale di entrambi gli schieramenti, e che ancora oggi resta in larga misura oscuro ai più nonostante le numerose indiscrezioni su accordi veri o presunti in materia di legge elettorale, riforma del titolo V della Costituzione, televisione ed elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Un patto che oggi, portato alle estreme conseguenze, sembra essere la vera origine dello sfaldamento del centrodestra con le candidature contemporanee e contrapposte alla poltrona di sindaco di Roma di Guido Bertolaso, Giorgia Meloni e Francesco Storace. Uno sfaldamento replicato in misura analoga nella corsa all’elezione dei sindaci di Milano e Napoli, e che rischia seriamente di lasciare campo aperto al Movimento cinque stelle nel ruolo di contraltare unico al premier fiorentino. Un prezzo salatissimo e potenzialmente autodistruttivo per la destra italiana, che a tanti sembra il conto pagato da Berlusconi a Renzi per la salvaguardia dei propri interessi aziendali. Un patto d’acciaio che vale molto di più di una banale stretta di mano: la mano dell’uomo che, appena qualche giorno prima di spodestarlo dalla Presidenza del Consiglio, rassicurava il premier in carica Enrico Letta con un velenoso quanto letale: «Stai sereno».

Nicola Silenti

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Un commento

  1. A prescindere da ogni schieramento di destra o…di sinistra…il politico ex sindaco Renzi è senza dubbio, uomo di valore; lo attestano le numerose preferenze acquisite durante questa lunga e sofferta campagna elettorale che, in giugno avrà un suo naturale culmine, al momento delle votazioni che esprimeranno ogni preferenza popolare…
    Se solo il movimento di Grillo ha avuto esito ad egli contrario, è evidente che il livello dei così detti competitori doveva essere scadente o peggiore dei suddetti; quindi incolpare i migliori rappresentanti del fallimento dei partiti meno dotati non è corretto !
    Quando Berlusconi, col suo beato ottimismo, ha risollevato il morale degli italiani, è stato a sua volta aspramente criticato dai compagni di partito e dagli avversari che, sezionandolo in lungo e in largo hanno provocato dissapori tra gli elettori; ogni commento velenoso poteva contribuire a rialzare le sorti dei suoi incapaci avversari o denigratori della stessa fazione…
    Vogliamo vedere in tutto questo agitarsi una se pur nascosta ansia di potere …generata dall’invidia e dalla gelosia di chi, forse con meno capacità mediatiche, non riesce o non può interessare con argomenti coinvolgenti l’uditorio ?
    Oppure tralasciare ogni preconcetto e, seguire chi ci pare opportuno, senza pregiudizi di colore o di forma ?
    Vogliamo onestamente e concretamente valutare ” l’operato ” di chi dietro una qualsiasi bandiera è capace di orientare gli italiani e, conseguentemente l’Europa !!

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