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Modus vivendi

di Michele Romano

PROCIDA – Colloquiando con le rappresentanti della contrada Chiaiolella sulle criticità di tale territorio ci siamo permessi di mettere in risalto che ne esiste una che precede tutte le altre cioè il “Modus vivendi” della comunità isolana.

E qui iniziano le dolenti note perché si sperimenta come la cura dell’ambiente, il rispetto delle problematiche altrui, lo spirito di condivisione certamente non godono di buona salute.

In questi giorni un atto visibile di tale condizione è diventata la nostra strada Via Giovanni da Procida, dove la mobilità veicolare incurante della presenza di bambini ed anziani che frequentano la scuola, il santuario di San Giuseppe e altre attività, impazza in senso vietato, favoriti nella triste e assassina inciviltà dalla mancanza assoluta di controllo istituzionale.

Si dirà non c’è di nuovo sotto il cielo se l’andazzo è così ovunque.

Ma, visto che siamo ferventi credenti nella perenne speranza di costruire un umanesimo di alta qualità riteniamo fondamentale che particelle, atomi democritei, monadi di spinoziana memoria come può essere la nostra isola dovranno inserirsi nella lotta titanica tra la politica dell’inclusione fatta di tolleranza, di solidarietà, di rispetto, di legalità, e quella selvaggia e senza regole dell’esclusione, perché chi vince tale conflitto delineerà nel bene o nel male il futuro prossimo del mondo.

Ecco perché per il bene comune non c’è bisogno di politici populisti ma orientati alla pedagogia di servizio in un legame profondo con il popolo in cui si è profondamente discente e docente e non capi tribù e gestori di interessi plebei.

In tal senso chi amministra insieme a tutte le altre istituzioni (scuola, famiglia, chiesa, servizi socio-sanitari, etc.) hanno il dovere nel prossimo triennio di ribaltare l’opacità odierna e mettersi in cammino per entrare dentro le tenebre le paure gli egoismi e allo stesso tempo la solarità, la generosità, della propria gente tanto da partorire una nuova polis condivisa e in pace con se stessa.

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Un commento

  1. geppino pugliese

    Non condivido nemmeno una parola

    dello scritto di Romano,forse solo nella parte del risvolto pedagogico potrei essere un pò d’accordo,ma è un discorso più lungo..

    L’articolista si sofferma su un punto,che non è nemmeno tanto importante,anzi.
    A mio parere,non è vero che non sono presenti le istituzioni,c’è una segnatelica a via rivoli,dei vigili,che dovrebbero controllare l’uscita dei bambini,ma non si pone nemmeno l’accento sul problema gravissimo delle soste selvagge delle macchine delle mamme che vanno a prendere i figli.

    Ma,a mio parere,la cosa più ECLATANTE è che l’articolista dimentica ,volontariamente, I PROBLEMONI SERISSIMI

    che ci sono a Chiaiolella,che sono,e ne cito qualcuno:

    – Un porto turistico ,inquinato e che ha interdetto VITA NATURAL DURANTE ,l’accesso ai procidani,anche a quelli che sono nati qui..

    Tutti sanno, infatti, che NON C’E’ un ” cm ” ,libero e gratuito. Un giovane che vorrebbe possedere una barchetto e avvicinarsi al mare,non lo può fare ,se non pagando ai privati ingenti somme.

    Il porto di M.Chiaiolella è ” ILLEGALE ” perchè sprovvisto di un sistema antincendio,e manca lo spazio acqueo di manovrabilità,infatti,in caso di mareggiata succederebbe un macello: Basti vedere che quando un natante deve entrare o uscire dai pontili lo si deve accompagnare con gommoni.
    E poi,il livello di sicurezza,specie elettrico,è pericolosissimo:Ancora insistono tubi con dentro le condutture elettriche,che passono sott’acqua ,e poi vanno sui pontili.

    – UNA PIAZZA DEVASTATA dove la fanno da ” Padroni Assoluti ” le varie attività ristorative,che si allargano e si restringono,a proprio piacimento.
    Il povero procidano,è costretto così, a imbucarsi in pochi metri e deve stare pure zitto…

    – Un distributore di benzina ,con i serbatoi sotto piazza,densamente popolata e trafficata.

    – La collina di S. Margherita,demaniale e,quindi di tutti,svenduta all’affittuario,che ,a sua volta,ha lottizzato i terreni,e ,così,si sono fatte le case ABUSIVE ,tutte,nessuno esclusa.
    Quindi c’è stato pure interdetto l’accesso.

    _ Vivara,che pascia di disinteresse totale.

    – i terreni insistenti sul lungomare invasi di rimessaggi …..,dove ci sarebbero dovuti stare infrastrutture turistiche e ricettivi

    Non voglio dilungarmi troppo,posso tediare,ma ce ne sono un sacco ancora…

    E,il buon Romano,che fa?,vede la ” PAGLIUZZA ”

    ma ,la cosa più odiosa è quando,arbitrariamente,dà una patente di legittimità ai rappresentanti della contrada.

    UNA COSA VERGOGNOSA!

    LA contrada è di tutto il popolo che c’è nato in quel posto,non di quattro persone…che vorrebbero comandare loro.
    Procida è un unico territorio,con diversi quartieri.

    I ” RAS ” locali DEVONO SCOMPARIRE : PER ME NON CONTANO NIENTE

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