Home > politica > Nico Granito: Condizione imprescindibile per una eventuale mia ricandidatura è che ci si presenti con una “SQUADRA” ben affiatata che condivida un progetto politico di serio cambiamento

Nico Granito: Condizione imprescindibile per una eventuale mia ricandidatura è che ci si presenti con una “SQUADRA” ben affiatata che condivida un progetto politico di serio cambiamento

nico granitoUscendo dagli schemi classici della politica procidana che, in questi anni, ci ha  offerto pochi spunti di novità, abbiamo avuto modo di incontrare un giovane, il prof. Nico Granito, docente d’arte presso l’I.S. “F. Caracciolo – G. da Procida”, che dal 2010 vive la sua prima esperienza in Consiglio Comunale, nel quale riveste il ruolo di Vicepresidente, dai banchi della minoranza nel raggruppamento di “Insieme per Procida”, spaziando su vari aspetti della vita politica, e non solo, che caratterizzano l’isola di Graziella.

Quali le motivazioni che ti hanno spinto a “scendere in campo” nel 2010?

Nel 2010 decisi di scendere in campo perché avendo scelto di vivere a Procida ero ormai stanco di lamentarmi delle tante cose che in quest’isola non funzionano convinto del fatto che possa e debba essere amministrata meglio. Allora accolsi l’invito di Aniello Scotto e di altri amici a condividere un nuovo “Progetto Procida”. Pensai che era giunto il momento di mettere la faccia e che bisognava tentare la strada istituzionale.

Cosa ha fatto Nico Granito in questi anni in cui, dai banchi della minoranza, è stato presente in Consiglio Comunale?

Questa esperienza mi è servita innanzitutto a capire meglio come funziona la “macchina comune” comprese le dinamiche politiche che caratterizzano la vita amministrativa: come avvengono le decisioni importanti, il modus operandi di chi governa da anni e quindi quali sarebbero stati i miei comportamenti per fare diversamente auspicando risultati migliori. In un secondo momento, per non disperdere le energie, ho cercato di concentrarmi maggiormente su tematiche a me più affini come cultura, traffico, arte, gestione spazi comunali, giovani, associazionismo, partecipazione attiva dei cittadini. Su questi argomenti, credo con grande onestà intellettuale, ho avuto un duplice atteggiamento: propositivo (non facendo mai mancare i miei suggerimenti operativi, chiedendo la convocazione di commissioni, collaborando fattivamente quando gli obiettivi della maggioranza coincidevano coi nostri senza alcun pregiudizio) e di controllo (attraverso le canoniche interrogazioni che non sono mancate nel momento in cui l’Amministrazione sembrava non recepire le mie istanze). Posso dire di aver contribuito alla stesura di importanti regolamenti comunali come quello del cerimoniale, quello che dovrebbe disciplinare l’utilizzo dell’ex chiesa di San Giacomo, quello per l’istituzione delle consulte delle associazioni e delle grancie (a mio avviso importantissimi strumenti istituzionali atti a garantire una partecipazione più attiva dei cittadini alla gestione del bene comune e a rendere più sinergica e coordinata la preziosa attività svolta dalle associazioni sul territorio). Sono contento di aver animato con l’amico consigliere Gianluca Capodanno il gruppo Ten ForTeen “divertimento sicuro” che, grazie all’operato svolto con alcuni rappresentanti del gruppo famiglie (da cui è nata l’esigenza di far qualcosa di più  istituzionale per i giovani) è riuscito a fare rete tra istituzioni, forze dell’ordine ed operatori (bar, discoteche, etc…) entrando nel vivo delle dinamiche sociali dei giovani e cercato di trovare misure finalizzate ad uno stare insieme più sano. Inoltre, mi sono sempre battuto per la valorizzazione ed il serio rilancio delle nostre tradizioni (Venerdì Santo in primis) e sono stato molto presente alla vita del Consiglio Comunale facendo squadra col gruppo consiliare di “Insieme per Procida”, partecipando sistematicamente a tutte le iniziative intraprese dentro e fuori lo stesso. Ho imparato, in queste occasioni, forse la cosa più importante che vorrei condividere con tutti: per cambiare Procida non basta vincere le elezioni ma bisogna vincerle con la squadra giusta che condivida i principi basilari di cambiamento ed il relativo modus operandi ed una volta che si è vinto bisogna far partecipare la cittadinanza il più possibile alla vita amministrativa.

La sensazione che si ha è che i giovani non sentano particolarmente il richiamo della politica. A tuo modo di vedere cosa li frena?

Circa la distanza tra i giovani e la politica, specie se si intende una partecipazione attiva, penso ci siano diverse cause: a) motivi oggettivi: i giovani tra i 18 e i 26 anni circa, prevalentemente sono molto impegnati nella loro carriera scolastica e/o nell’immissione nel mondo del lavoro che in diversi casi li porta fuori Procida; questo porta anche ad un voto non sempre consapevole o addirittura ad un voto dato con estrema “leggerezza”; b) un altro motivo pregnante, anche a livello nazionale, è dovuto alla disaffezione alla politica frutto dei cattivi esempi espressi negli ultimi anni dalla classe politica che portano ad essere disfattisti e rinunciatari; c) il sopravvento dei social network rispetto ad una socialità  più autentica spinge i giovani ad isolarsi, a cercare uno pseudo confronto solo sul web e ad essere vittime di pubblicità negative e forvianti che spesso stroncano sul nascere anche quei timidi cenni di iniziativa politica o sociale; d) per i giovani tra i 30 e i 40 anni circa subentrano altre difficoltà oggettive inerenti i maggiori impegni familiari e spesso le carriere che a quell’età possono prendere svolte importanti. A tutto questo, circa Procida, va aggiunta la naturale attitudine a delegare gli altri e sicuramente la poca efficacia di chi si occupa di politica a coinvolgere ma che viste le considerazioni fatte sopra non è impresa facile.

Sei una persona, al di là della politica, impegnata nel sociale: Quali le cose da fare assolutamente per  i giovani?

Penso che, senza scendere troppo nei dettagli, ci vorrebbe uno sforzo maggiore di tutti ad incoraggiare i giovani alla partecipazione soprattutto con testimonianze sane, coinvolgendoli in progetti concreti che possano interessarli e renderli realmente protagonisti. Ma innanzitutto bisognerebbe ascoltarli seriamente, sentire le loro esigenze, creando con loro spazi e momenti, anche istituzionali, di confronto facendo capire loro che se vogliono potrebbero essere molto incisivi circa le sorti dell’isola. Grazie al lavoro che faccio sto molto a contatto con i giovani e resto sempre sorpreso da quanto, nonostante tutto, i nostri ragazzi sono legatissimi al loro territorio ed alle bellezze culturali (che vorrebbero conoscere sempre meglio) e paesaggistiche che lo caratterizzano ma il consumismo sfrenato, l’ipertecnologia, il cattivo esempio spesso di noi adulti e a volte il troppo benessere inibiscono il loro pensiero e la capacità di sognare un’isola migliore.

In prospettiva delle amministrative del 2015 quali obiettivi ti poni e quali le condizioni per vederti ancora protagonista della vita politica procidana?

Elezioni 2015: parto con un quesito che rivolgo principalmente a me stesso: impegno politico istituzionale ed impegno sociale possono convivere a Procida? La risposta ovviamente dovrebbe essere si senza dubbio. Dico però che sto valutando molto seriamente quale possa essere il modo affinché una persona con le mie caratteristiche possa dare il miglior contributo possibile alla crescita e allo sviluppo dell’isola. Di certo il mio impegno ci sarà sempre. Aggiungo, pertanto, che i miei obiettivi fondamentalmente sono lungimiranti e riguardano un modo di fare politica con più  partecipazione, trasparenza amministrativa, sfatando i soliti luoghi comuni che ci condannano ad una mentalità spesso rassegnata e basata su dinamiche egoistiche e clientelari. Ma ho anche obiettivi più a breve termine che prevedono una gestione ordinaria di Procida con un maggiore rispetto delle regole, del bene comune con i dovuti controlli auspicando un’isola organizzata meglio con chiarezza e meritocrazia. Sicuramente lavorerei inoltre ad un nuovo modo di fare cultura che integri le cose buone del vecchio con dinamismo, creatività e coraggio di sperimentare anche soluzioni diverse. Partirei dai bambini delle scuole primarie per arrivare agli adulti risvegliando in loro l’orgoglio di essere procidani e che la qualità della vita a Procida può e deve migliorare in modo tale che ne possano beneficiare tutti, i procidani in primis e poi i turisti. In ogni caso per perseguire tali obiettivi, condizione imprescindibile per un eventuale mia ricandidatura, è che ci si presenti con una “SQUADRA” ben affiatata che condivida un progetto politico di serio cambiamento. Quindi lista civica, senza colore politico, ma senza “calderoni” dell’ultimo minuto che considero infruttuosi in prospettiva amministrativa. Spero che i procidani apprezzino la bontà di un progetto simile senza inventarsi alibi per giustificare le loro scelte diverse.

Pensi che la “rottura”  tra Capezzuto e Muro possa condizionare le prossime elezioni amministrative? Se si, ritieni possa esserci spazio per un ricambio nel governo dell’isola?

Circa i rapporti tra Muro e Capezzuto premetto che sono temi che non mi appassionano molto ed inoltre non sono molto bravo a fare previsioni per il futuro; credo che prima di tutto mi debba concentrare sul mio progetto politico prima di vedere quello degli altri qualora ne abbiano uno. Una considerazione però posso farla avendo vissuto abbastanza da vicino l’operato dell’attuale amministrazione che mi porta a dire che non sono mai stati una vera squadra e che secondo me su alcune cose sono molto distanti; ma questa distanza, chissà grazie a quale potere divinatorio, con l’approssimarsi delle elezioni viene sempre colmata con qualche “accordo”. Sarebbe più rispettabile una loro corsa elettorale disgiunta di modo tale che gli elettori possano scegliere più liberamente quale modello politico li rappresenti maggiormente sperando che tra i due litiganti il terzo goda. E io “speriamo che me la cavo”.

Potrebbe interessarti

PIAZZA DEI BAMBINI: PRIMA FIERA DELL’USATO

PROCIDA – (c.s.)L’Assessore alle Politiche Sociali Sara Esposito questa mattina ha condiviso la partecipazione alla …

4 commenti

  1. “Sarebbe più rispettabile una loro corsa elettorale disgiunta di modo tale che gli elettori possano scegliere più liberamente quale modello politico li rappresenti maggiormente sperando che tra i due litiganti il terzo goda. E io “speriamo che me la cavo”.

    Non parteggio x nessuno,ma mi fa molto male leggere questa dichiarazione.

    Sperare nelle disgrazie altrui,senza aver detto nulla di un eventuale proprio progamma da presentare agli elettori

    beh! lascio a voi il giudizio….

  2. Giancarlo Di Marco

    Caro signor geppino p. qui non si tratta di disgrazie altrui ma della disgrazia di tutta procida, che da decenni subisce una politica ridotta a fare favori e accordarsi, nei casi migliori e di approfitarsene e sperperare i soldi pubblici nella maggior parte dei casi, sperare che questo termini e una speranza che tutti dovremmo avere!!!!

  3. geppino pugliese

    Sig. Di Marco..

    quello che dice nel post è molto vero,anche se il ragionamento è molto terra terra,,in politica bisognerebbe essere più cauti,non si può mai affermare che è tutto bianco o tutto nero,che non si è fatto niente e l’opposizione ha fatto tutto.

    Prima perchè c’è stata una legittimazione popolare per le varie amministrazioni che si si sono succedute, e il discorso è molto più complesso e avrebbe bisogno di approfondimento: ” In generale ,in politica, vige un concetto assoluto,indiscutibile : ” OGNI POPOLO HA L’AMMINISTRAZIONE CHE SI MERITA ”

    Io penso che si sarebbe più credibile se si spiegasse alla gente un programma di azione,semplice,attuabile preciso,grosse promesse non servono a niente,però moderato ed equilibrato: ” Non dobbiamo impiccare nessuno…”

    La sinistra non ha mai vinto a Procida perchè,purtroppo ha fatto più chiacchiere che fatti,grossi paroloni e niente sostanza.

    Una cosa è annunciarlo un programma,un’altra è presentarlo nelle sue linee guida,sarebbe piu credibile.

    Sperare che la diatriba Muro-Capezzuto( solo apparente) possa favorire il centrosinistra è ” PURA ILLUSIONE “

  4. Giancarlo Di Marco

    credo che il vero motivo perche hanno vinto quelli che stanno al governo e puramente opportunismo, hanno creato un sistema dove niente funziona e quindi chi non riceve favori non riesce ad andare avanti, anzi adesso con la crisi non riesce neanche a vivere.
    I punti sono semplici, posti di lavoro alle famiglie giuste ( che fa gia 25 %) poi i favori e altro 15% poi per esempio l’ abusivismo pianificato dal comune che si e sempre rifiutato di fare una pianificazione urbana in base alle leggi esistenti facendo si che tutti potessero avere dei permessi e favori ( due occhi chiusi) e cosi ormai tutti hanno il loro scheletro nel armadio e la cosa piu facile e votare quelli che hanno dei dinosauri nascosti, cosi tutto restera uguale e tutti contenti……..
    Non parliamo dei casi gravi come la svendita del porto…….. ma tanti di que soldi buttati regalati e passati in mani amici…….. E comunque sono d’ accordo sul fatto che un programma serio sarebbe una bella cosa ……ma forse fa troppa paura perche significherebbe cambiamento che alcuni vogliono ma altre proprio NO….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *