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Nuova casa abbattuta a Procida mentre si continua a non demolire la grossa speculazione edilizia affaristica, Domenico Savio: “Si metta immediatamente fine a questa tragedia sociale”

di Gennaro Savio

PROCIDA – Improvvisamente e all’insaputa di tutti, ieri 20 marzo 2018, a pochi giorni di distanza dalle elezioni politiche, nell’isola di Procida sono ritornate in azione le ruspe di Stato per abbattere, ancora una volta, la casa di una famiglia lavoratrice e non certamente una grossa speculazione edilizia affaristica. Sul posto, tra gli altri, era presente anche l’Avvocato Bruno Molinaro il quale oltre ad affermare che la Procura ha proceduto all’abbattimento nonostante  la difesa abbia presentato un ricorso al giudice dell’esecuzione, presso il Tribunale di Napoli, il quale non solo non è stato ancora discusso, ma  di cui non è stata neppure fissata l’udienza, ha dichiarato che il Comune, come già avvenuto per un caso analogo, avrebbe potuto evitare la demolizione. “Nel 2015 – ha raccontato Molinaro – il giudice monocratico di Pozzuoli che ha giurisdizione su Procida, la Dottoressa Napolitano, ha sospeso l’esecuzione di un analogo ordine di demolizione perché il Comune di Procida aveva approvato un regolamento, che al momento non risulta essere stato revocato, basato sulla destinazione ad housing sociale, cioè edilizia sociale residenziale, degli immobili acquisiti a patrimonio comunale. Ritengo quindi che il comune poteva, facendo corretta e tempestiva applicazione di questa normativa regolamentare, evitare questa demolizione. Non riesco a capire per quale motivo il Comune abbia praticamente omesso in questa situazione specifica di coltivare la sua legittima pretesa alla conservazione dell’immobile”. La cosa che non è sfuggita a nessuno, ma proprio a nessuno, è che oltre alle Forze dell’Ordine e ai giornalisti, sul posto non era presente nessun amministratore comunale e nessun esponente politico locale. Ma possibile che nessuno abbia voluto far sentire quantomeno vicinanza umana a questa famiglia? E perché? Eppure l’attuale sindaco Dino Ambrosino, esponente del Partito Democratico, e cioè di quella forza politica che in parlamento ha affossato persino il decreto Falanga con cui si voleva solo programmare gli abbattimenti partendo dai grezzi, dalla speculazione per poi giungere alle abitazioni, quando era un semplice consigliere di opposizione anche davanti alle telecamere si mostrava molto sensibile al problema. “Io ritengo – dichiarava Dino Ambrosino qualche anno fa al giornalista Guglielmo Taliercio – che sia un danno troppo grande rispetto all’abuso che è stato commesso. Nel senso che la pena che si va ad applicare, cioè l’abbattimento, è una sorta di pena di morte della casa. La posizione che abbiamo espresso sulla stampa è di cercare di fare in modo che la politica riprenda un po’ il bandolo della matassa perché politicamente noi abbiamo un gran problema che se si inizia con gli abbattimenti in realtà ci saranno decine e decine di casi realmente drammatici. Perché abbiamo delle situazioni in cui nelle abitazioni costruite abusivamente ci abitano delle famiglie con madre, padre, ragazzi, bambini quindi è evidente che quello che può sembrare solo un problema di rispetto delle regole, diventerà successivamente agli abbattimenti anche un problema di ordine pubblico”. Dino Ambrosino, all’epoca, proponeva persino la convocazione permanente del Consiglio comunale per accendere i riflettori sul problema. “Noi la proposta l’abbiamo lanciata dalla stampa – rispose Ambrosino ad una precisa domanda di Taliercio – ed è evidente che poi faremo arrivare al sindaco e al presidente del Consiglio comunale una proposta formale per fare in modo di dare comunque l’impressione che il Consiglio comunale, quindi la politica, riprende in mano la situazione. Proponeva qualcuno di farlo addirittura in piazza questo Consiglio comunale penso che sia una buona idea per far capire a Procida, e a chi è fuori di Procida, che qui esiste un problema”. Sin qui le parole dell’attuale sindaco Dino Ambrosino pronunciate all’epoca in cui era un Consigliere comunale di minoranza. E mentre allora proponeva la convocazione di un consiglio comunale permanente da potersi tenere persino in piazza, oggi da sindaco perché non fa la stessa cosa? E quindi, ora, quello che ci chiediamo è questo. Cosa è cambiato da qualche anno a questa parte? La sensibilità di Dino Ambrosino verso il problema è sempre la stessa o no? La sua amministrazione comunale, per quanto possibile, cosa sta facendo praticamente per far si che altre famiglie lavoratrici si vedano riconosciuto il diritto alla casa? Da esponente del PD sta spingendo il suo partito affinché a livello nazionale questo dramma sociale trovi finalmente soluzione? Domande, queste, che rivolgiamo pubblicamente al primo cittadino. Intanto Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, da sempre impegnato a livello nazionale nella difesa del diritto alla casa delle famiglie lavoratrici, oltre a  sottolineare che purtroppo anche l’isola d’Ischia e Forio saranno prossimamente teatro di nuovi e tragici abbattimenti di case di necessità, chiede, alle forze politiche neoelette in parlamento, l’immediata  soluzione del problema affinché in Italia altri nuclei familiari non debbano patire la demolizione della loro unica casa di necessità e al contempo che si proceda, da subito, all’abbattimento della grossa speculazione edilizia affaristica che nei decenni ha distrutto coste e colline del nostro paese.

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Un commento

  1. francesco ferrandino

    da un articolo di Geppino Cuomo sul Il Golfo del 19/11/2009

    Duralex Sedlex

    Lo Stato siamo noi cittadini che ci siamo dati un’istituzione al disopra di tutti noi cittadini, affinché difenda i nostri diritti imponendoci dei doveri. Cosa volete che ne pensano a Procida oggi?…
    A Procida lo Stato butta a terra una casa nel mentre si discuta ancora se può rientrare nella legalità o meno, perché una legge non è uguale su tutto il territorio nazionale….
    Lo stato è un entità astratta , ma i suoi rappresentanti sono esseri umani, persone che si presentano sull’Isola per racimolare consensi quando servono. E noi glieli diamo questi consensi! Lo abbiamo fatto ieri, oggi, lo faremo ancora domani?

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