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Anche a Procida è tempo di sciogliere i nodi

Di Michele Romano

PROCIDA – Ci sentiamo di sviluppare una ulteriore riflessione sul voto dello scorso 4 Marzo partendo da una degressione sull’isola di Procida. Ebbene, scrutando i voti ed entrando nei meandri del governo comunale, si scopre che il mondo pentastellato ne è l’elemento dominante ed ispiratore. Basta osservare la quotidianità nella sua essenza operativa, per comprendere come questi “lupetti” hanno occupato significative fette di potere in punti nevralgici, e del sottobosco, dove stanno determinando scelte deludenti ed opache per il bene comune. Contemporaneamente, imperversano sui social urlando contro la disonestà e il potere altrui. Certamente un odierno Fedro prenderebbe spunto da loro per riformulare la favola delle due bisacce dei difetti altrui davanti e dei propri dietro. Perché tali comportamenti, con un tasso di ipocrisia superiore, si manifestano come il prosieguo dei non esaltanti e alquanto dannosi governi isolani del recente passato. E qui ci spostiamo sul quadro nazionale per dire che, nel degrado di valori profondi di etica della responsabilità, di condizione onorevole, di consapevole attesa per costruire un futuro migliore, gli inganni dei mendaci urlatori (politica, mezzi di informazione, sociologi e intellettuali di ogni risma) come ci insegna la storia “magistra vitae”, spingono sempre i disperati, i poveri, gli ultimi, gli indifesi a passare dalla padella alla brace. Come credenti della speranza ci affidiamo alle parole di Giustino Fortunato: “Sulla via nella quale l’Italia si è mossa, non resta che piegare il capo e trepidi affidarsi al dio ignoto”.

Postilla finale: In tale perniciosa Babilonia il P.D. pesantemente sconfitto, si gioca la partita di sopravvivenza qualificata e determinata nella nostra società se possiede ancora energia e passione ad uscire dai loculi in cui ci siamo chiusi, logorati dalle modalità di come uccidere, politicamente parlando, il proprio segretario e prendere contatti, corpo a corpo, con il popolo, affrontando, con razionalità progettuale e sentimento, tutte le acute problematiche che lo attanagliano, perché sia i  demagoghi pentastellati che i sovranisti leghisti non offrono un orizzonte rassicurante.

In questi giorni abbiamo incontrato ragazzi e ragazze, freschi elettori, che ci chiedono, in controtendenza, di iscriversi al Partito Democratico. Ecco dove risiede la speranza di costruire una nuova e fascinosa attesa di un futuro degno di essere vissuto, per cui il tempo di attardarsi con rami secchi o sepolcri imbiancati e impregnati di tradimento è finito. Altrimenti ….

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