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Oggi più che mai

clip_image002.jpgCOMUNICATO STAMPALe vicende degli ultimi mesi in Italia confermano un trend che sta occupando il paese già da alcuni anni.La classe dirigente è costantemente preoccupata solo di se stessa, la dimensione civile viene sempre più ridimensionata dalle ruberie, camorrie, sciatterie e menefreghismi di ogni genere.La dimensione sociale rimane affidata solo al sacrificio dei lavoratori subalterni o pensionati.Il dibattito politico è infumettato da servi e lacchè armati contro ogni respiro innovativo.I partiti politici sono privati di ogni autorevolezza e ancora inconsapevoli delle cause che li hanno posti al margine della società.Le opposizioni non vedono le macroscopiche insufficienze del governo.Il governo finora si è preoccupato principalmente di difendere il suo capo dai guai giudiziarie e da se stesso.La classe media, che è stata ridicolizzata nelle sue aspirazioni e nelle sue funzioni, annaspa nella ricerca di un messia di cui non sa descrivere nemmeno le note salienti.Una moltitudine di lavoratori si affanna sul baratro o dentro il baratro della disoccupazione senza la più debole speranza di un futuro meno nero.Di recente stiamo assistendo, specialmente in Campania, all’abdicazione di tanta parte del mondo intellettuale che invece di indicare la via di una ricomposizione morale e civile della comunità, invece di proporre con coraggio la strada per uscire da una crisi strutturale in cui è stato lasciato cadere il Paese, si rifugia sul carro di chi ha vinto la battaglia politica sulla base di un potere economico fortissimo e di un altrettanto fortissimo potere di comunicazione.Ma è vero, si o no, che la maggioranza ora al potere non ha indicato un percorso all’Italia per fermare la disoccupazione e tornare, con buone e giuste speranze di successo, su quel mercato internazionale, da cui tante nostre attività sono state espulse?Il governo gode di una maggioranza vasta come mai l’Italia ha avuto, ma se si fa guidare solo dai sondaggi, non sarà mai in grado di esprimere al Paese quella svolta di cui ha bisogno.Non seguiremo questa classe media, questi intellettuali, questi politici dei fatti loro, sul carro dei vincitori.Il Paese ha bisogno di altro. Ha bisogno che si dica che in una Repubblica fondata sul lavoro, il lavoro non può pagare tasse così alte.Ha bisogno che si dica che è assolutamente necessario ridurre almeno di 6-7 punti la tassa sul lavoro per riportare il lavoro italiano ad essere competitivo sui mercati internazionali.Ha bisogno che si dica che il deficit che proverrebbe da tale scelta deve essere recuperato dalla maggiore tassazione dei redditi da capitale che oggi è al 12%, mentre la tassazione del lavoro è al 27%.Ha bisogno di dire poi che per non aumentare troppo la tassazione dei redditi da capitale bisogna combattere ogni spreco, ogni privilegio della casta, ogni evasione di tasse, ogni lavoro nero. In questo modo, tale impegno troverebbe alleanze e cooperazione dall’interno del mondo dei redditi da capitale, che è molto più efficace del mondo dei redditi da lavoro.Solo con queste premesse si può riaprire l’orizzonte ai nostri giovani, ai nostri lavoratori, alla nostra produzione.Su queste premesse si può chiedere l’alleanza e la cooperazione di tanti cittadini smarriti oggi e senza speranze e ridare quella dimensione sociale, morale e civile che il Paese ha perso.Gli Italiani sanno che non abbiamo mai smesso di coltivare gli ideali del Risorgimento, della Resistenza e della Costituzione, le cui radici non possono trovare terreno di crescita nel Centrodestra come si è venuto a costruire in Italia.Per questo al contrario di tanti politici ed intellettuali, rimaniamo fermi nelle posizioni culturali dei nostri padri e dichiariamo da oggi di impegnarci a presentare nostre liste liberaldemocratiche nelle prossime elezioni comunali, a Napoli, come ovunque ci sarà possibile, per continuare l’antica testimonianza a tener viva e operativa quello spazio politico culturale che può dare idee, speranze e modernità alla società italiana del XXI secolo.Per il Coordinamento di Liberali, Repubblicani e Laici in ItaliaElio NotarbartoloPer il Coordinamento di Liberali Repubblicani e Laici in CampaniaEnzo PelusoVitantonio CostanzaPaolo GravagnuoloRaffaele GrazianoMichele Vagliviello

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