fauno caremar
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PER LA REGIONE CAMPANIA L’ISOLA DI PROCIDA MERITA IL “LOCKDOWN” A VITA

di Giuseppe Giaquinto

La Regione Campania ci fa sapere che da lunedì’ 11 maggio, con la fine del lockdown, ci regalerà una corsa in più di aliscafo e una traghetto per e da Napoli rimanendo invariato il resto dei collegamenti, ridotti all’osso da marzo per l’emergenza coronavirus. Ancora una volta l’ente regionale sembra non rendersi conto che sull’isola vivono centinaia di pendolari e non turisti, che, in parte, hanno già ripreso le loro attività lavorative ed, in parte, le riprenderanno lunedì’11. Questi pendolari per forza di cose dovranno raggiungere la terraferma con un mezzo navale e non certo camminando distanziati sull’acqua. L’ente regionale sembra anche non comprendere che sull’ isola ci sono anche malati che si servono di cure mediche presso strutture cittadine, che è presente personale sanitario e dei servizi territoriali che arriva e che parte e che ci sono molti operatori commerciali che hanno necessità di recarsi in terraferma per gli approvvigionamenti.

Ebbene, quando da più parti viene annunciata la riapertura delle attività, con la ripresa del 60% dei collegamenti terrestri ed, anzi, in molti casi con un sensibile potenziamento, considerata la ridotta capienza dei mezzi, la regione Campania mantiene per l’isola di Procida 9 corse invece di 18 con Napoli e addirittura 3 corse invece di 15 con Pozzuoli. Nel mentre, l’isola di Capri chiede ed ottiene la ripresa dei collegamenti Caremar all’ 80%. A Procida, invece, si ritiene di mantenere l’isolamento pressocchè totale dalla terraferma. Una situazione insostenibile che precluderà a molti la possibilità di accedere al lavoro o alle varie necessità e addirittura metterà ulteriormente a rischio la salute dei cittadini procidani. Infatti questa situazione rischia di provocare assembramenti sulle banchine, assembramenti a bordo dei pochi mezzi navali, costringendo, altresì’, le centinaia di pendolari isolani ad ore inutili di attesa per raggiungere il lavoro o per far ritorno sull’isola. Se questo è il ringraziamento per i sacrifici fatti dai procidani fino ad oggi per contribuire a limitare i danni della pandemia, ne siamo “fieri”. Ma si da il caso che molti di noi hanno con la terraferma un rapporto quotidiano ed imprescindibile. Tra l’altro non si chiede di sminuire l’attenzione sui controlli, che debbono essere fatti nell’interesse di tutti, ma non possiamo essere trattati come delle nullità.

Non è possibile pensare che al mattino un solo aliscafo, con una ridotta capacità di capienza a meno del 50% e, per di più proveniente da Ischia già quasi carico, possa soddisfare le centinaia di pendolari che prima si servivano delle corse delle 6.30 delle 7.05, delle 7.10, delle 7.35 per Napoli, delle 6,30, delle 8.00, delle 8.10, delle 8,30, delle 9.00 per Pozzuoli. E’ semplicemente un’assurdità. E’ semplicemente non avere rispetto per i procidani. Come pure è impensabile che la società Caremar, sovvenzionata con soldi pubblici per garantire i collegamenti con la terraferma, sospenda interamente la linea con Pozzuoli che pure viene utilizzata da tanti utenti lavoratori e di necessità e da un gran numero di veicoli commerciali e non. Insostenibile che viene garantito a molti pendolari provenienti dalla terraferma l’arrivo a Procida per le 8 e poi non il ritorno, giacchè l’unica ed ultima corsa disponibile per Pozzuoli viene effettuata alle 14,30. Così da Procida per Pozzuoli o si parte alle 5.50 per lavorare o per rifornirsi oppure alle 14.30. E chi ne ha più ne metta, perchè tante sono le precarietà di questo nuovo orario. Un bel modo di venire incontro alle esigenze degli isolani e dei pendolari della terraferma e di tutelarli nelle loro attività lavorative e non.

Il coronavirus è servito certamente a riscoprire delle comunità solidali e responsabili ma se qualcuno pensa che sia servito pure a ridurre diritti si sbaglia di grosso. Chiediamo a questo punto alla Regione Campania che ci sia una immediata rivisitazione degli orari proposti, con un aumento delle corse su Napoli e su Pozzuoli ed allertiamo il Prefetto di Napoli per la possibilità di disordini che potranno crearsi agli imbarchi e tra la popolazione pendolare con la compromissione anche della tutela della salute.

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