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“Per Questo mi chiamo Giovanni” – Gli alunni della “Capraro” ricordano Giovanni Falcone

PROCIDA – “Per questo mi chiamo Giovanni” è il titolo del concerto flautistico che si è tenuto mercoledì 23 maggio al plesso Flavio Gioia presso l’I.C. “Capraro” guidato dalla Dirigente Prof.ssa Giovanna Martano. L’evento si è ispirato all’omonimo scritto di Luigi Garlando dove Giovanni è un bambino di dieci anni che abita a Palermo e frequenta la quinta elementare. Il padre Luigi, che per lavoro apre negozi di giocattoli, per il decimo compleanno di suo figlio, decide di regalargli una giornata da trascorrere insieme, portandolo in giro per Palermo, e parlandogli della città e della mafia. Egli la paragona a ciò che succede nella sua scuola, dove è presente un bullo di nome Tonio (di tre anni più grande di Giovanni; infatti stava ripetendo per la terza volta la quinta elementare) che sfrutta i più deboli per ottenere ciò che vuole. Durante la gita, il papà gli racconta la storia di Giovanni Falcone, dalla sua nascita, passando per la sua giovinezza, il suo lavoro, il maxi processo, fino alla sua uccisione. Il padre gli rivela che è stato chiamato così proprio per devozione a questo personaggio. Quando arrivano all’uscita dell’autostrada per Capaci, dove è avvenuta la strage, il papà confessa che anche lui un tempo aveva pagato il pizzo alla mafia e che, quando si rifiutò di pagare ancora, il suo negozio venne raso al suolo, ma con esso anche un pezzo di mafia. I due si recano davanti alla casa di Falcone, dove ora si trova l’Albero Falcone, dove i bambini appendono i loro pensieri per Giovanni. Giovanni, al termine di questa giornata significativa, decide di fare visita alla signora Maria, sorella di Falcone. Il giorno dopo torna a scuola e si ribella a Tonio. Il collega di Giovanni Falcone è appunto Paolo Borsellino, proprio come indicato anche nel romanzo stesso.

Gli alunni della “A. Capararo”, dopo un’attenta riflessione ed analisi sul tema della Legalità, hanno abbinato dei brani strumentali al racconto. Da qui un programma emozionante, suggestivo, toccante che andava da “Imagine” a “Shalom caverim” passando da Trapani al giuramento mafioso, fino a diventare danza con “Sibilla balla con gli zingari” e concludendosi con “Sound of Silence”, “Halleluja” e come un supereroe…”Rocky”, tutto molto bello ed apprezzato dai tanti genitori presenti. La performance è stata curata ed amabilmente diretta dalla Prof. ssa Francesca Intartaglia, musicista, docente e referente Legalità e Cyberbullismo, che da tempo è attiva a sensibilizzare alunni e genitori su queste questioni. Centosettanta flauti all’unisono per ribadire un importante concetto “la mafia esiste, la mafia è una nemica da combattere subito senza aspettare di diventare grandi”. Al termine è stata donata a ciascun alunno una copia della Costituzione Italiana.

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