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Pirateria marittima: Procida Oggi vs ProcidaMia.it

Riceviamo da Domenico Ambrosino, corrispondente de “Il Mattino” nonché storico direttore del “Procida Oggi”, giornale che da oltre un quarto di secolo entra in buona parte delle famiglie procidane rappresentando, per tutti quelli che fanno informazione, un esempio di longevità che non sarà certo facile da emulare ed eguagliare, una riflessione in merito alla posizione critica espressa da Salvatore Iovine sul sito web “ProcidaMia” su quanto rappresentato sull’ultimo numero di dicembre del periodico “ProcidaOggi” , sulla questione del rapimento e la successiva liberazione dei marittimi della “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato”.

Abbiamo ritenuto doveroso riportare entrambe le posizioni per una questione di rispetto, oltre che per i lettori, verso coloro, come Salvatore Iovine e Domenico Ambrosino, che per passione, sanguignità e/o professione non nascondono le proprie idee e il proprio modo di pensare.

Per quanto ci riguarda, chiunque sostenga o sosterrà che le migliaia di cittadini che hanno manifestato per sollecitare le istituzioni nazionali  affinchè fosse fatto tutto il possibile per la liberazione dei marittimi rapiti è “amico dei pirati”lo riterremo un folle,  e queste donne e questi uomini non lo sono affatto e questo blog sosterrà sempre la voce di chi grida per denunciare soprusi e ingiustizie a qualsiasi livello esse avvengano.

E in quiesto momento siamo vicinissimi ai familiari dei marittimi della M/N della compagnia campana Marnavi, “Enrico Ievoli” sequestrata  nell’oceano indiano dai pirati somali il 27 dicembre 2011.

“Siamo stati oggetto di un attacco feroce da parte del blog locale “Procida Mia”, in merito alle posizioni espresse nell’ultimo numero di dicembre 2011 di “Procida Oggi”, a riguardo le vicende dei marittimi sequestrati a bordo delle navi “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato”.

Ebbene, con molta serenità, ma con altrettanta determinazione, vogliamo precisare quanto segue, al fine di fare chiarezza e confronto su un problema che ha fatto vivere all’isola una dura esperienza di vita e di lavoro.

Quando Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale della “Rosalia D’Amato”, ci ha raccontato la sua drammatica avventura nelle mani dei pirati somali, ci ha pregato di scrivere (e noi lo abbiamo doverosamente fatto) quanto segue: “ Noi ringraziamo tutti per le manifestazioni di affetto. Ma dovete stare attenti. Abbiamo verificato che il clamore dei mass media e delle manifestazioni complicano le trattative. I pirati sanno tutto e se ne approfittano per rilanciare il gioco”. Successivamente Vincenzo Ambrosino ci ha voluto ringraziare per aver riportato fedelmente il suo pensiero.

Ebbene, anche a mò di autocritica, la dichiarazione di Vincenzo Ambrosino abbiamo voluta esplicitarla e allargarla su Procida Oggi.

Anche noi abbiamo partecipato alle manifestazioni, anche noi, tempo fa, ci eravamo chiesto “se questo assordante silenzio giovi …perché se è vero che i pirati vogliono che se ne parli il più possibile per aumentare il prezzo del riscatto, ci sembra altrettanto vero che armatore, assicurazioni e autorità vogliono il silenzio per pagare il meno possibile”.

Davanti, però, alle dichiarazioni di chi ha vissuto sulla pelle, fisicamente e psicologicamente, l’esperienza del sequestro dei banditi somali, c’è parso doverosamente importante, tornare a riflettere sulla problematica e scrivere ( rispettando, come sempre, la libertà di espressione, a volte anche ironica, dei nostri redattori) della pericolosità del clamore e del fragore dei mass media e delle manifestazioni.

Tutto qui. Non abbiamo per nulla affermato che i procidani e quanti hanno manifestato sono “amici dei pirati” (allora dovremmo esserlo anche noi che abbiamo manifestato!?) ; volevamo e vogliamo sottolineare, ripeto, la pericolosità di certi eccessi emotivi (slogan, parole d’ordine, espressioni varie) che sono spesso sfociati in mera speculazione politica (ma che c’entrano Berlusconi, Minetti, Craxi, La Russa. Frattini, Boniver, Lavitola etc., etc.?), causando confusione, sconcerto, inquietudine, tentando forse di appagare “la pancia” , ma non certamente la ragione dei lettori e cittadini.

La nostra linea (personale e del giornale) è stata sempre rivolta alla massima solidarietà nei confronti dei marittimi sequestrati e delle loro famiglie, insieme a quella di un intero popolo, stigmatizzando esibizionismi e speculazioni di vario genere che, purtroppo, si dono verificati a livello locale, ma anche nazionale.

Ecco perché, riteniamo gravemente scorretto, oltre che ingiusto ed ingeneroso, l’attacco di “Procida Mia” che interpreta in maniera assolutamente contraria nei contenuti le posizioni da noi espresse nei confronti dei marittimi e dei loro familiari.

Se l’esperienza, come la storia, è maestra di vita, impariamo da questa vicenda che il buon senso e la moderazione non devono mai venir meno, specie in occasione di momenti così delicati. Facciamo tesoro di questo insegnamento, anche nell’interesse dei marittimi appena sequestrati a bordo della “Enrico Ievoli”!

Buon Anno a tutti!

DOMENICO AMBROSINO

Direttore Procida Oggi

Procida, 27 dicembre 2011

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