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Porto turistico: l’amministrazione comunale gioca sulla pelle dei procidani

renato marconi marina di procidaRiceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del gruppo consiliare “Per Procida” sul porto turistico.

Apprendiamo solo a mezzo stampa da un intervento del consigliere delegato al Bilancio Giovanni Villani che Il socio di maggioranza della società partecipata “Marina di Procida”, concessionaria del porto turistico di Marina Grande, non avrebbe accolto la modalità di compensazione dei crediti vantati per il reintegro della quota azionaria del 24% a favore del Comune di Procida a completamento della partecipazione alla ricostituzione del capitale sociale. Ricordiamo che l’altro 25% era già stato sistemato e l’intero piano di reintegro era stato predisposto con procedura suggerita dal nostro gruppo consiliare “Per Procida” ed approvato in C.C. all’unanimità.

Dall’intervento del delegato Villani non si evince che il socio di maggioranza abbia respinto la richiesta di proroga dei termini per il reintegro. La data di proroga dal 31.12.2015 al 29 febbraio scorso era stata fissata dall’Amministrazione Comunale. Al di là delle legittime ragioni opponibili per il riconoscimento della compensazione tra credito e debito, tutto l’intervento di Villani a nome dell’Amministrazione, con minacce di ogni genere, risulta un atto di rottura unilaterale che pregiudica fortemente positivi sviluppi dei rapporti societari.  I successivi sviluppi dell’importante vicenda, magari in sede istituzionale, per quanto dovuto ed in nome di una “partecipazione democratica” di cui non è dato notare la consistenza, chiariranno meglio gli aspetti sostanziali. Tanto per le ultime vicende del problema.

Ci sono, inoltre, valutazioni di carattere politico veramente spiacevoli.

In questi mesi, il consigliere delegato Villani e l’Amministrazione Ambrosino, per rimanere al campo finanziario, hanno “taroccato” di tutto, visti i molteplici rilievi del Revisore dei conti e della stessa Corte dei Conti e assunto comportamenti e decisioni, a dir poco, discutibili. Sia per il piano di riequilibrio, sia per quello di riaccertamento dei residui, hanno assunto atteggiamenti per portare il Comune al dissesto, non riuscendoci perché la normativa lo ha impedito. Similmente l’atteggiamento di rottura tenuto col socio di maggioranza della “Marina di Procida” potrebbe fare il paio con la dichiarazione del Sindaco che ha affermato “conviene di più spendere risorse economiche per l’ex Convento di Santa Margherita che per il porto turistico”. Al di là del “pistolotto” finale di Villani sulla sacra difesa del “bene comune”, come sempre in questi mesi, dietro frasi di facciata ad effetto si sono nascoste intenzioni ben diverse.

L’unica preoccupazione di Villani, non sono i problemi da affrontare ma che tutto debba essere addebitato a “quelli di prima”, anche quello che loro hanno fatto o che non hanno saputo fare.

Anche con le ultime farneticazioni sul tema, benché smentito continuamente nel recente passato, ha avuto l’ardire di ribadire che “quelli di prima” “non hanno fatto nessun atto concreto per recuperare l’intera quota societaria”.

Sinteticamente è il caso di ricordare che la precedente Amministrazione ottenne la proroga, al di là di ogni precedente in materia societaria, di oltre un anno per poter concorrere alla ricostituzione del capitale sociale; mantenne intatta la possibilità di vendere l’intero 49% ed indisse gara, poi andata deserta.

In pratica pur non versando la quota di spettanza del Comune mantenne in capo al Comune tutti i diritti sostanziale del socio!! Né corrisponde al vero che la precedente Amministrazione ebbe due opportunità di provvedere al recupero della quota societaria.

Le due date utile (come ammette lo stesso Villani) erano il 30 novembre 2014 ed il 30 maggio 2015: il 30 novembre 2014  era una scadenza IMPOSSIBILE, infatti se il 4 novembre 2014 il Comune non aveva le risorse (tanto da chiedere ed ottenere proroga) come poteva averle dopo 26 giorni? Il 30 maggio 2015 era il termine per approvare il bilancio di previsione:

come VILLANI dovrebbe sapere (e certamente ricorda….) il 31 maggio si sono tenute le elezioni comunali che hanno appunto visto vincere l’ amministrazione Ambrosino. Quindi era evidente che spettava a loro approvare la previsione di recupero delle quote.

Potrebbero dire che non conoscevano l’argomento (anche su questo potremmo discutere…) peccato per loro che il Presidente uscente del Consiglio comunale Luigi MURO con una lettera inviata al ragioniere e al Sindaco p.t. aveva avvertito che era necessario prevedere in sede di predisposizione ed approvazione del Bilancio 2015 tale importo (con lettera ufficiale al protocollo del Comune del maggio 2015).

L’attuale Amministrazione  ha pensato di agire in  diversamente, senza tener conto di quest’atto ufficiale precauzionale a tutela dell’ente Comune di Procida. limitandosi a prevedere solo 35 mila Euro, sufficienti ad acquisire solo il 10%, (pur tra tante cifre gonfiate in Entrata per altri scopi) .

Nonostante tale omissione hanno previsto in bilancio la stessa quota di circa 3.200.000 derivante dalla vendita delle quote del porto ugualmente alla precedente Amministrazione comunale.

Se si è giunti a formulare una possibilità tecnica di recupero dell’intero 49% lo si deve alle proposte di “Per Procida” che Villani finge di aver dimenticato.  Villani non manca di esternare che “la Corte dei Conti ha acceso un faro” sulla attendibilità della previsione di incasso dalla vendita della quota di proprietà comunale per 3,2 mil. di Euro ritenuta priva di valutazione tecnica, pur dopo la figuraccia fatta di recente quando nel gioire per possibili riflessi economici e penali sui vecchi amministratori è stato pubblicamente smentito ed è emerso che la Corte era stata indotta in errore da una loro comunicazione ufficiale.

Questo è il passaggio intellettualmente più scorretto di Villani perché omette di raccontare i fatti nel loro reale accadimento:

NON E ‘ VERO’ che la quota di 3.200.000 non è frutto di istruttoria: nel 2008 l’Amministrazione Lubrano eseguì una ricerca di mercato senza base d’asta per verificare il prezzo di mercato ( non quello calcolato a tavolino da un consulente) della sua quota di partecipazione. Adempimento previsto dalla legge finanziaria dell’epoca che obbligava a cedere le partecipazioni in società non aventi fini istituzionali.

E (guarda caso……..) tra le varie manifestazioni di interesse) quella più consistente fu quella presentata dall’ex Consigliere comunale  Eugenio Michelino per conto di operatori del settore procidani ( Consorzio della Chiaiolella) per un importo di 3.000.000 di euro. Il Consiglio comunale con la totale adesione dell’attuale Sindaco Ambrosino ( che lasciò il suo gruppo consiliare per unirsi ai dissidenti provenienti dal centrodestra) ritenne la richiesta non congrua ed infatti non si procedette alla cessione ma la somma in oggetto fu tenuta quale base d’asta per le future gare.

Lo stesso Eugenio Michelino prima candidato alle primarie,  poi autore di dimissioni lampo per cause da accertare ed oggi proposto dal Sindaco quale Presidente del porto………

BEL MODO DI RINNOVARE LA POLITICA: il  Sindaco nomina Presidente del porto il Presidente del Consorzio concorrente ed ancora oggi dipendente di una delle società concorrenti di Marina Chiaiolella!!!!!!

Oppure anche lui si è dimesso (diciamo) tempestivamente?

A questo punto  il “faro” dovrebbe accendersi da parte degli organi di controllo, più che su “quelli di prima”, su gli attuali amministratori ed i loro sodali!! Come corollario va anche evidenziato che quando Villani accusa “quelli di prima” del mancato recupero della tassa rifiuti per il 2013-2014-2015, dimentica che finora egli e l’Amministrazione mentre si stanno dannando l’anima per perseguire piccoli utenti per qualche decina di metri quadri, nulla hanno fatto per una dei maggiori utenti, quale Marina di Procida. Noi continuiamo ad operare affinché il Comune riabbia il 49% della quota societaria di “Marina di Procida”, nonostante l ’attuale Amministrazione  stia provando a compromettere ogni possibilità, salvo ogni legittima azione a tutela dei diritti del Comune nei modi e nei tempi opportuni.

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