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Presentato il Progetto di Messa in Sicurezza e Restauro dell’ex Convento di Santa Margherita Nuova

PROCIDA – (c.s.) Il progetto ammesso a finanziamento ai sensi del comma 853 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 per la Messa in sicurezza e il completamento del restauro dell’ex convento di Santa Margherita Nuovae consolidamento dei barbacani, rappresenta un grande risultato del Sindaco Dino Ambrosino che ho affiancato nelle fasi per l’ottenimento del finanziamento, con  il perseverante e prezioso contributo dell’architetto Rosalba Iodice. 

Importante risultato che  permetterà di salvare uno dei luoghi più suggestivi di Terra Murata e dell’isola intera.

Il bene è stato trasferito nella proprietà comunale nel 2016  dopo la forte azione del Sindaco di essersi assunto la piena e grande responsabilità di ritenere Santa Margherita e l’ex cenobio un bene della comunità procidana di cui l’Amministrazione avrebbe – da protagonista – provato a salvaguardarlo, restaurando il cenobio, e a restituirlo all’uso e alla fruizione di tutti. 

Il progetto di ri-funzionalizzazione, prevede, la realizzazione di un centro culturale, dotato di sale espositive, spazi museali e spazi organizzativi.

L’opera di completamento del consolidamento sia sul fronte est che sud inoltre consentirà di realizzare un ampio sistema di percorsi terrazzati, una  promenade paesaggistica verso Capri – Pizzaco Chiaia e Corricella costituiti dalla  necessaria realizzazione di una soletta per l’incatenamento dell’intera struttura. L’intervento nel suo complesso, oltre a dotare la comunità di spazi culturali e sociali, è teso all’eliminazione dell’altissima vulnerabilità sia statica che sismica del complesso, al contempo l’intervento strutturale consente la realizzazione di spazi che costituiranno la su descritta paesaggistica  fino a raggiungere il rilevante sperone murario, un tempo contrafforte, oramai del tutto “isolato”, il quale, posto sull’estremità della cresta, incombe pericolosamente su quella tratta di pendio e di mare. La soletta di collegamento strutturale, che costituisce la nuova passeggiata paesaggistica, nella sua dimensione, rievoca la pianta dell’impianto dell’ex convento crollato.

La problematica della messa in sicurezza sia dei residui brani edilizi esistenti sulla cresta tufacea su cui erge, sia di quelli  che quasi in fase di anastilosi progettuale, hanno il compito di completarlo, e incatenarlo. Le motivazioni si racchiudono tutte nel processo di “disfacimento” morfologico che in maniera apparentemente ineluttabile interessa le pendici e le scarpate del suggestivo istmo roccioso che con il divenire dei secoli s’è progressivamente sfaldato, trascinando a mare anche il soprastante costruito. Tuttavia con le opere previste nel progetto, tale devastante effetto “domino”, verrà efficacemente fronteggiato.

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