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Procida 4 novembre – Giornata dell’Unità e delle Forze Armate

Largo Caduti - scuola elementare ProcidaA Largo Caduti, l’Amministrazione Comunale ha deposto una corona d’alloro alla memoria dei caduti in guerra, alla presenza dei rappresentanti delle Forze Armate del territorio, Marina ed Arma dei Carabinieri. Hanno assistito alla breve cerimonia – svoltasi con il prezioso supporto della Polizia Municipale – rappresentanze degli alunni della scuola primaria e del liceo. Nelle parole degli intervenuti – il Vice Sindaco, la Com.te del Porto Di Cuio e la Dirigente Dott.ssa Martano – un concorde invito a costruire la pace, nel mondo e nella comunità locale. Ancora oggi, infatti, si combatte con armi in moltissimi paesi di cui nemmeno di parla e si scrive; si combatte, inoltre, senza armi convenzionali, un’altra guerra: quella contro la povertà e la fame, la fame di cibo come di istruzione e cultura. Ed in tutti questi campi di battaglia, uomini e donne si mettono a servizio dell’altro senza distinzioni di sesso, religione, colore della pelle: sono uniformi che ricoprono corpi, menti e cuori di persone che svolgono un lavoro che è servizio, 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno, in missione come nei nostri quartieri e strade. L’Amministrazione Comunale di Procida – a nome di tutta la comunità – in questo giorno dedicato alla memoria ha inteso ribadisce fiducia, gratitudine ed affetto alle Forze Armate del territorio.

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Un commento

  1. Potrebbe essere grottesco che in tempi di pace si celebri commemorazione di caduti in guerra, anche solo per riconoscere l’eroe sacrificato alla vita ma, le madri mogli e figli delle vittime, siano esse civili o militari, non hanno e non avranno alcun sollievo da queste celebrazioni; dall’aver perso una battaglia o averla vinta si esce comunque sconfitti e soli con i propri dolorosissimi ricordi .
    La guerra andrebbe dimenticata nell’oblio, senza commenti, senza eroi, senza vinti ne vincitori; la guerra scatenata per interessi quasi sempre egoistici, andrebbe evitata come la peste, e chi la promuove, isolato da ogni contatto civile o morale dai suoi concittadini . La cultura, l’amore e la salute pubblica devono primeggiare su ogni altro interesse prevaricatore, per che è da queste premesse che si emerge dalla bestialità comune : PAPAVERI ROSSI RAI-STORIA DI…………pierarotella@libero.it

    FABRIZIO DE ANDRE’ HA SUGGELLATO QUESTA IMMAGINE,
    IO NE HO COLTO TUTTA LA DRAMMATICITA’
    E, COME IN UN SOGNO QUALCUNO L’HA ADOPERATA
    PER SUGGERIRNE IL SIGNIFICATO RECONDITO,
    GIOCARE ALLA GUERRA….SINO A MORIRNE !
    GIOCARE SINO A SPINGERSI, OLTRE OGNI POSSIBILE LIMITE,
    SEGUIRE I COMBATTIMENTI IN BIANCO-NERO
    CHE AVVENGONO SULLE PELLICOLE D’EPOCA
    E CONSTATARNE LA CRUENTE… VIOLENZA IMPLICITA….
    ASSURDITA’ DI TALI CONTESE, COME PUERILE MAESTRIA ….
    IMPRESSA ALLA MANO CHE MANOVRA IL SOLDATINO DI LATTA . …
    E I PAPAVERI ROSSI COME UN PRATO …
    MA GROTTESCAMENTE ATTRAENTE, PER CHE INSANGUINATO
    DALLE FERITE D’OGNI MILITE CADUTO….
    PAPAVERI CHE INVECE D’INVESTIRCI DI GIOIA,
    CI ATTANAGLIANO AL DOLORE
    PER UNA VITA STRONCATA…DA UN PRESUPPOSTO AVVERSO TRIONFO .
    QUESTI PAPAVERI NON CI PORTANO GAUDIO
    SONO IL TAPPETO DELLE NOSTRE COMUNI SCONFITTE ……………………………….

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