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Procida. Aria di crisi al Comune: “SENSO DI RESPONSABILITA’, NON GIOCHI DI POTERE”

Di fronte ad una crisi amministrativa che si trascina da tempo (gli ultimi contrasti ne sono una semplice conferma) ancora una volta “i Riformisti per Procida” richiamano le forze politiche e sociali ad operare con senso di responsabilità non per “salvare” amministratori che hanno deluso, ma per avviare una inversione di tendenza della crisi che grava sul Comune e sul paese. “L’unità isolana” proposta nei mesi scorsi e ribadita con una nota di qualche giorno fa, porterebbe a risultati positivi per il paese nell’immediato. In prospettiva ne beneficerebbero anche le forze politiche sociali che si pongono in alternativa all’attuale raggruppamento che esprime Sindaco e Giunta. I “Riformisti” hanno concretizzato la loro proposta in quattro punti: dichiarazione della crisi della Giunta Municipale; confronto aperto sui problemi più urgenti; formazione di una nuova Giunta con la partecipazione di contributi esterni al Consiglio, come da vigente Statuto; ampia partecipazione alla gestione del Comune da parte delle forze economiche, sociali, culturali che il paese esprime e che responsabilmente intendono fornire il proprio apporto. Spetta in primis al Sindaco ed ai resti di quella che è stata “Procida in Progresso” scegliere se continuare a fingere di non vedere il precipizio. Possono scegliere di operare con l’ottica di rabberciamenti occasionali trascinandovi in esso il paese e loro stessi, sia che resistano per un altro anno, o che portino il Comune al commissariamento. Con ciò opererebbero in modo convergente con i fautori del tanto peggio tanto meglio. La venuta di un Commissario prefettizio che alcuni auspicano “per estirpare il bubbone”, (rimedio tutto da verificare, come i casi precedenti dimostrano!) servirebbe a scaricare non sugli amministratori uscenti, ma sui cittadini il peso degli errori e delle responsabilità amministrative del recente passato. Tanto per citare qualche aspetto, basti pensare al riequilibrio dei conti del Comune che sarebbe attuato con aggravio di tassazione, o agli abbattimenti di case abusive disposte dalla magistratura, o alla mancata adozione di misure economiche urgenti in favore delle categorie sociali e produttive. La proposta dei “Riformisti” ha il pregio di mettere tutti quelli che dicono di battersi per “il bene comune” di poterlo dimostrare nei fatti. A nessuno può essere concesso di evitarlo, etichettando ed archiviando la proposta con una sbrigativa e dispregiativa accusa di “ricerca di potere”, anche perché totalmente ingiusta per la constatazione che i nuovi equilibri prospettati non presuppongono nessun tornaconto diretto o indiretto da parte dei proponenti. Né tanto meno può esserlo consentito a strani e poco credibili personaggi come un Gennaro Cibelli, uno dei fuorusciti dalla maggioranza consiliare, non certo per “nobili” motivi. Egli ha già respinto la proposta di “unità isolana” a nome di consiglieri di variegata situazione, abusivi come “alternativi” e come “liberali”. Se tutte le opinioni sono legittime, non è legittimo formularle inventandosi accuse e falsificando la realtà. Come può un tale soggetto dare del “doppio gioco” a coloro che hanno sempre operato con coerenza per una alternativa progressista e mai, in nessuna circostanza (nessun altro raggruppamento può dire altrettanto!) é sceso a compromessi col centro-destra che regge l’amministrazione comunale dal 1993? Il Cibelli finge di dimenticare che egli a vario titolo ne fa parte proprio dal 1993 (16 anni!), poi come candidato non eletto (1996) e poi come capogruppo, consigliere delegato, presidente di commissioni (ancora in carica) e quant’altro. Insieme agli altri due fuorusciti, (addirittura assessore uno, presidente del cc l’altro) sono stati complici muti e servili di una gestione che, come egli scrive, ha “venduto anche le sedie”. Hanno condiviso e approvato tutto, hanno sempre respinto i costruttivi rilievi della minoranza e ora, a buon mercato, fidando nella memoria corta della gente, vorrebbero darsi la “verginità” perduta da decenni. Millanta finanche l’aver respinto profferte del Sindaco di appoggi esterni, che peraltro non trovano riscontri. E in modo molto incauto egli richiama la vicenda della procedura della ”vendita del porto”. Poteva risparmiarselo, perché nella circostanza questi ineffabili soggetti confermarono semplicemente che, pur ricoprendo da anni incarichi amministrativi, non si erano mai posto il problema di conoscere le leggi che regolano la gestione di un Comune, a conferma del pessimo modo con cui essi hanno amministrato. Ora il Cibelli e i novelli “liberali” cercano di far sciogliere il Consiglio, disinteressandosi dei problemi, nell’illusione di candidarsi chi a sindaco chi a conquistare illusorie posizioni di potere. Se troverà chi gli dà credito il Cibelli ne ha facoltà, la legge consente a quanti sanno leggere e scrivere, senza nemmeno darne prova, di ricoprire finanche la carica di Presidente della Repubblica. Ma chi augura un futuro migliore per l’isola, non può che auspicare che egli riporti lo stesso insignificante consenso elettorale di questi ultimi sedici anni e che certi “novisti” di circostanza siano posti nelle condizioni di non arrecare ulteriori danni al paese. Le festività pasquali hanno rappresentato una pausa nell’attività amministrativa, pausa che auspichiamo di riflessione da parte di quanti intendono superare l’attuale situazione, di cui sono in tanti a portarne le responsabilità, e poter avviare il paese sulla strada di un futuro diverso e migliore. Attendiamo di conoscerne le decisioni, con la serenità di chi intende onorare fino in fondo, come da sempre, l’impegno civico. Solo a tal fine auspichiamo che prevalga il senso di responsabilità e non l’aggiunta di sfascio allo sfascio in atto.
Pasquale Lubrano
RIFORMISTI PER PROCIDA
La Procida che ce la può fare

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