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Procida: “si è trasformata da accogliente villaggio in rissoso condominio.”

Gli eventi tragici del sisma che hanno distrutto la bellissima città dell’Aquila e i suggestivi luoghi che la circondano, procurando incommensurabili dolori attraverso la perdita di tante vite umane, in special modo bambini e giovani cioè i potenziali costruttori di un futuro migliore, mi spingono a riflettere sulla consizione umana attraverso l’occhio di Dionisio che entra nel vissuto quotidiano del territorio natio. Certamente ancora l’ignoto prevede l’arrivo inesorabile di un terremoto ma ciò che desta profonda preoccupazione è il modo in cui si è preparati ad accoglierlo. Infatti, ogni volta che si presenta squarcia il velo sulle distorsioni che troppo spesso avvitano su se stesse intere comunità. In tal senso possiamo dire che la nostra isola non sfugge a tale situazione, sta anzi rischiando di avvilupparsi nel cuore delle tenebre, così sperimentiamo che si sta sempre di più trascinando attraverso il deterioramento della propria tenuta ambientale, della propria identità culturale e sociale trasformandosi da un vivace villaggio con le proprie agorà in un condominio rissoso dove la comunicazione trova la sua ragion d’essere quando c’è da litigare per qualcosa e non per costruire qualcosa di decisivo e positivo per il futuro, tanto da creare fratture insanabili tra le generazioni. Pertanto urge cambiare codice di comportamento sia, in modod prioritario, da parte di che incarna le istituzioni (compreso il sottoscritto), che da parte dei cittadini. Il mio invito, pertanto, è quello di sviluppare il percorso di un anno sabbatico al termine del quale, visto che c’è la scadenza elettorale, si costruiscano le basi, fra uomini e donne di buona volontà, di una nuova risurrezione dell’isola. Per rimettere in moto questo cammino è necessario appropriarsi, in questi momenti così difficili, del senso utopico dell’impegno politico come spririto di servizio indicato da testimoni della levatura dell’indimenticabile sindaco di Firenze, Sergio La Pira, altrimenti, seguendo il percorso nefasto della politica come gestione del mero potere e affermazione del proprio egoismo, il declino della politica che pensa e produce energie positive per la crescita e lo sviluppo del bene comune sarà drammaticamente irreversibile.
Michele Romano

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