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Procida: Bandiamo gli shopper di plastica

In una recente interrogazione a risposta orale presentata in Consiglio Comunale dal gruppo “Insieme per Procida”, in merito alla riduzione dei rifiuti ed alla raccolta differenziata, vi è anche la proposta di bandire dall’isola, entro la fine del 2010, gli shopper (sacchetti o buste) di plastica che oggi, immancabilmente, il cittadino riceve all’atto di ogni acquisto.
“L’emergenza rifiuti che ancora una volta grava sulla Regione Campania impone una seria riflessione sulle politiche comunali di raccolta differenziata e di riduzione degli imballaggi.
A questo proposito il governo Prodi con la Finanziaria 2007 aveva previsto di “giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto di merci”, rispettando la scadenza suggerita dalla direttiva comunitaria EN 13432. Tale obbligo è stato più volte prorogato dal nuovo Governo.
Ciononostante diverse Amministrazioni Comunali, mostrando sensibilità sull’argomento, hanno emesso autonomamente provvedimenti per il divieto della distribuzione degli shopper in plastica.
Da studi effettuati risulta infatti che se stendessimo per terra le buste distribuite in Italia, ogni anno potremmo ricoprirci per intero la Valle d’Aosta. Per fabbricarle consumiamo petrolio come 160 mila automobili, equivalente al traffico di una città, e per smaltirle pompiamo in atmosfera 200 mila tonnellate di anidride carbonica. È il rifiuto più diffuso sul fondo dei nostri mari, l’ospite ingombrante dei parchi naturali e delle spiagge incontaminate, dove impiega dai 20 ai 200 anni per distruggersi. Al nostro Paese va la maglia nera europea con circa 400 sacchetti di plastica a testa distribuiti ogni anno. Questi dati impongono una scelta di responsabilità alle Amministrazioni Locali che sono i primi soggetti istituzionali che subiscono le conseguenze negative di questo comportamento facilmente evitabile.
È altresì censurabile, il comportamento di alcuni cittadini che – nel depositare gli imballaggi in cartone sulla strada affinché vengano raccolti – li lasciano accatastati a casaccio, esponendoli peraltro agli agenti atmosferici ed all’intervento degli animali mentre sarebbe quantomeno auspicabile che questi venissero ripiegati e mantenuti insieme con ordine anche per facilitarne la raccolta da parte degli addetti.
A questo proposito si interroga l’Amministrazione Comunale per sapere
• se intende emettere un provvedimento di divieto di distribuzione degli shopper in plastica, riprendendo un’ordinanza omologa degli anni ’80 mai revocata, ovvero adottare un’ordinanza simile a quella adottata da Comuni “virtuosi”( in calce una bozza) in linea con quanto rappresentato nel Convegno del 25 ottobre u.s. presso l’Hotel “La Vigna” sulle pratiche amministrative virtuose;
• se intende predisporre iniziative per incentivare l’utilizzazione di contenitori per la spesa in materiale non plastico;
• come intende affrontare il problema del deposito disordinato dei cartoni di imballaggio delle merci, lasciati ammucchiati nei pressi delle attività commerciali;
• come intende far rispettare la legge riguardo alla resa dei vecchi elettrodomestici ai commercianti in occasione dei nuovi acquisti.”
Sin qui la nota del capogruppo di “Insieme per Procida”, Dino Ambrosino, che vuole certamente rappresentare un segnale positivo nella riduzione di un materiale, gli shopper appunto, che richiedono grossi sforzi per lo smaltimento, anche se ricordiamo che la Legge italiana, che più volte ha indicato date per lo stop alla distribuzione, ovviamente sistematicamente smentite e prorogate, dovrebbe, salvo ulteriori spostamenti, entrare in vigore dal prossimo gennaio 2011.

Si allega una proposta di ordinanza. vai al documento ufficiale in pdf

Procida, 16 Novembre 2010.
Gruppo Insieme per Procida

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