Certe volte la realtà supera la fantasia. Dopo essermi battuto e aver ottenuto assieme ad altri amministratori l’istituzione dell’Area Marina protetta del Regno di Nettuno, mai mi sarei aspettato di essere accusato di non averla a cuore. Un’accusa infondata, quella formulata dal direttore della riserva, Riccardo Strada, che da non napoletano non conosce la storia e le battaglie per ottenere la nascita della riserva naturale. D’altronde a Ischia il direttore ci ha messo piede solo dopo un bel contratto. Mentre io difendo e difenderò questo territorio, perché lo amo e proprio per questo trovo assurdo che per non permettere a poche marinerie puteolane di continuare a pescare ad Ischia e Procida si è giunti al punto di farsi bocciare sonoramente dal Tar. Già perché il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso delle marinerie puteolane e ha ordinato che tutti possano pescare nelle zone C e D. In poche parole per andare contro pochi storici pescatori si è permesso a tutti indiscriminatamente di pescare. C’è poco da commentare. I fatti dimostrano che le scelte estremiste non pagano. Ma lezioni di ambientalismo non le accetto soprattutto da un direttore che non vuole le piccole marinerie Puteolane, ma ha permesso l’allevamento e la mattanza di Tonni Rossi a Procida. A Procida però non erano poveri pescatori ma ricchi imprenditori.
Francesco Emilio Borrelli
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