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Procida. Cartoline dal Brasile.

CARTOLINE DAL BRASILE

Aprile 2010

Pioggia, braccialetti e bambini scomparsi: un sola emergenza!

Lo so, non avremo George Clooney in mondovisione con tutto il jet set hollywoodiano a chiedere aiuto; non potremo contare su Bertolaso neanche per una scaramuccia diplomatica con le autorità del posto. Non ci tento neanche a disturbare la gioiosa macchina della solidarietà ormai sintonizzata esclusivamente su Haiti. Confesso che, dopo 15 anni di impegno a tutto campo, non sono ancora in grado di valutare il peso dell’impatto mediatico e del conseguente radicamento di un’ emergenza umanitaria piuttosto che un’altra nell’immaginario collettivo. Allora mi rassegno e passo a snocciolare il numero dei morti e dei feriti causati finora dalle piogge torrenziali cha in questi gironi hanno sconvolto Rio de Janeiro e dintorni. Avrei voluto sottrarmi dal lanciare l’ennesimo SOS per la gente colpita da un’alluvione tropicale visto che in passato recente coloro che vibrano di generosità ad ogni calamità, hanno risposto picche!

Ma, mentre aspettiamo notizie circa tre famiglie di nostri assistiti colpiti dalla tragedia, dal fango assassino ci viene una richiesta di aiuto che non possiamo tacere. Al momento, dopo la frana di Niteroi che ha causato 107 morti i una sola notte, il numero complessivo delle vittime si avvicina a 300. I senza tetto sono più di 5000, imprecisato per…difetto il numero dei dispersi. Si scava ininterrottamente da 6 giorni mentre continuano a venir giù interi quartieri quasi tutti edificati su favelas o, udite bene, su discariche di rifiuti stratificati da anni. Più che il fango, può uccidere l’omissione! Le famiglie colpite hanno bisogno di tutto, pertanto vi invitiamo a intervenire con una liberalità a favore di TAM TAM BRASILE ONLUS – EMERGENZA ALLUVIONE RIO sul nostro CCP 47743596 o presso Banco di Napoli Codice IBAM IT16Q010 1040 1100 0002 7002 703. Grazie per l’attenzione!

Ma sulla capitale carioca piovono altre piaghe. La prima consiste nel triste primato nazionale di bambini e adolescenti scomparsi e mai più ritrovati. Si parla di 458 casi dal 1996 ad oggi di cui 200 solo a Rio de Janeiro( fonte O DIA, 5 aprile 2010 ). Le piste da seguire sono troppe: sequestro mal riuscito con soppressione della vittima, ratto a scopo sessuale, semplice scappatella finita male, rapimento per espianto di organi, allontanamento volontario per sfuggire ad abusi tra mura domestiche…

Le autorità brancolano nel buio affidandosi al lieto fine(raro) di un miracoloso ritorno dei desaparecidos.

Non meno agghiacciante la dilagante moda dei braccialetti del sesso tra i teen-ager brasiliani. Il nuovo giochino erotico, pare inventato in Inghilterra, si è rapidamente diffuso nel paese verde oro anche grazie alla blanda morale sessuale vigente. La dinamica prevede che il maschio rompa un braccialetto indossato dalle ragazzine ricavandone il “diritto” ad una prestazione sessuale a seconda del colore. Se il colore è viola, ci si limita al bacio, se è nero il maschio potrà pretendere un rapporto completo. Questo gioco, che in principio era parso innocente solo agli sciocchi e ai paladini del sesso libero, si è diffuso con tale veemenza da risultare già in tragedia. Due le ragazzine morte per aver rifiutato il “premio” più ambito e un numero impressionante di stupri su bambine con i polsi coperti dai famigerati braccialetti. In molte città è scattato, tardivo, l’allarme. Il braccialetto del sesso è stato messo al bando, ma il danno è fatto e il giochino erotico dei giovanissimi brasiliani troverà altre modalità per sopravvivere ai divieti degli adulti. Purtroppo la mancanza di una forte capacità di giudizio, di analisi e indicazione sociale da parte dell’adulto responsabile, è un vulnus etico-educativo che caratterizza tragicamente non solo i popoli al di sotto dei tropici. Anche da noi, tra le serafiche sponde procidane, dove l’opulenza maschera ogni fenomeno di degrado giovanile almeno fino alla sua esplosione eclatante, si registra un arretramento sul controllo dei costumi adolescenziali. Persino luoghi deputati all’elaborazione di un momento potremo dire sacro, sono diventati teatro di tale degrado morale. Per non parlare di feste danzanti che aprono le porte ai minorenni alle due di notte catapultandoli ubriachi nelle strade a giornata già iniziata da un pezzo e delle droghe che oramai viaggiano spedite attraverso canali insospettabili abbassando sempre più la soglia del primo sballo. Rassegnati, ci consegniamo alla legge del “così fan tutti”. Ci guardiamo attoniti e pensiamo che la soluzione possa venire da un’autorità morale che nemmeno abbiamo lontanamente individuato. La verità è che di fronte a questo assedio portato ai nostri figli, dobbiamo dire “io” e riprenderci il ruolo che ci spetta senza delegarlo al potere corruttore di chi vuole fidelizzarli solo a scopo di lucro. Qui come in Brasile, è questa la vera emergenza: la sfida educativa.

Rino Scotto di Gregorio

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