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Procida: circolare a Piedibus

piedibusdi Giuseppe Giaquinto

Cominciamo questo viaggio nei disagi che vivranno, secondo noi,  cittadini di Procida e turisti con l’entrata in vigore del nuovo piano di mobilità dei bus.  Lo facciamo con una serie di esempi da qui a fine settimana e con l’aiuto anche di alcune osservazioni che ci stanno giungendo da parte di molti procidani. Dalla prossima settimana, invece, cominceremo a parlavi delle iniziative a sostegno della nostra convinzione aprendo un osservatorio permanente sulla funzionalità del servizio che, nel frattempo, sarà entrato in vigore e mettendo in essere, anche con l’ aiuto di organizzazioni di consumatori e utenti, le opportune iniziative per chiedere il ripristino del servizio così come è stato strutturato da professionalità qualificate di Regione Campania e SEPSA nel 1990, dopo fruttuose iniziative politiche, e che ha retto, con tutti i problemi relativi ai mezzi impiegati, fino ad oggi. Ci diranno che in cambio si sono guadagnate delle corse sul percorso L2 e C1/C2,  ma certamente abbiamo reso un servizio pubblico a metà, più costoso per gli utenti, dove le corse terminano prima di cominciare e, come per incanto,  sulla direttrice Porto – Chiaiolella e viceversa, che da sempre assorbe gran parte dell’utenza isolana e turistica, fossimo tornati ai tempi dei due soli bus di Cozzolino e Ventriglia che, perlomeno, trasferivano 90/100 persone a corsa. Ma parliamo di altri tempi. Oggi vanno di moda le circolari, quelle che NON partono e arrivano al porto, quelle che costano di più, quelle che ti allungano la trasferta accorciandoti la giornata.

Per chiarezza diciamo subito che la questione non riguarda assolutamente la scarsa qualità dei mezzi pubblici e la migliorabilità dell’attuale servizio su cui siamo in pieno accordo.

La questione riguarda la revisione di un piano di mobilità del trasporto pubblico che mette a disagio un’intera collettività e un’immagine turistica con ripercussioni a nostro avviso negative, in prospettiva, anche sugli incassi da parte dell’Azienda e sull’aumento dei mezzi privati in circolazione.

Cominciamo ad analizzare i vari risvolti negativi partendo da quelli più immediati sui turisti, soffermandoci lungo il cammino sulle ben più negative ripercussioni per l’utenza procidana.

Con la nuova organizzazione del servizio BUS, per un turista che, ad esempio, arriva a Procida nel pomeriggio o sera e che vuole raggiungere una zona servita dalla circolare C1 sarà costretto ad aspettare il passaggio del bus L1 al porto, scendere dopo meno di un Km a Piazza della Repubblica ed attendere la partenza tabellare del C1 che dalle ore 12,30, fino a giugno,  diventa integrato con lo C2 e farsi trasportare prima fin su a Terra Murata e poi in orario più avanzato raggiungere la destinazione. Secondo i nostri calcoli tra attese e percorsi non meno di 45 minuti.  E’ chiaro che la stessa identica realtà troverà il procidano ed il pendolare di ritorno dalla terraferma o il concittadino che avrà precedentemente viaggiato sulla direttrice Napoli- Roma in 70 minuti.

Poi ci sono i disagi per affollamento, soprattutto nei fine settimana da fine aprile a metà settembre e tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto e concentrati soprattutto nelle fasce orarie 10,30/12,00; 16,00/19,00; 20,30/24,00 nei percorsi di andata e ritorno sulle direttrici della L1.

Fino ad oggi, è opportuno ricordarlo, a smaltire l’utenza che si concentra al porto di Marina Grande hanno dato una grossa mano le partenze della Linea L2 e in minima parte anche C1 e C2.

Ebbene se al mattino alle 10,30 uno arriva al porto e vuole raggiungere Ciraccio, ad esempio, deve contendersi il Bus della Linea L1 con un capienza di 25 posti con l’utenza che vuole andare a Chiaiolella, con quella che vuole andare a Centane/Solchairo; con quella che vuole andare a Starza/ Ciraccio; con quella che vuole andare a Terra Murata. Identica situazione troveranno i procidani che stanno al porto. Costoro, dopo essere stati fortunati a salire su uno di questi due bus L1 in partenza dal porto ogni 20 minuti, raggiunta Piazza della Repubblica dovranno scendere e aspettare le partenze dello C1 e C2 per chi deve proseguire sulle due direttrici servite da questi Bus oppure scendere a S.Antonio e aspettare le partenze del Bus L2 per chi deve  proseguire sulla direttrice di quest’ultimo Bus.

Per il  ritorno al porto la situazione è ancora più drammatica per gli utenti di cui sopra. Un abitante o un turista che sta a Solchiaro e che alle 17 piuttosto che alle 21 prende il bus L2 a Solchiaro o a Centane dovrà fermarsi a S. Antonio e aspettare l’arrivo del Bus L1 che in quelle ore risulterà già pieno delle 25 persone trasportabili salite a Chiaiolella o lungo il percorso. Stessa sorte per gli abitanti o per i turisti che si trovano a Terra Murata e nelle zone Starza- Ciraccio e che dovranno utilizzare il C1 o C2 fino a Piazza della Repubblica, scendere e aspettare che sopraggiunga lo stesso L1  di prima che avrà già lasciato a terra gli utenti di S.Antonio, figuriamoci che prospettiva avranno questi ultimi di salire e  proseguire fino al porto.

A questo punto, soprattutto i malcapitati turisti, immaginiamo si rassegneranno e proseguiranno a piedi fino al porto pur di fare ritorno a casa.

Purtroppo il problema è tutto loro che sono turisti troppo esigenti e poco aperti alle novità.

Non sanno che a Procida è stato istituito il … inteso come servizio di trasporto pubblico dove un pezzo te lo fai in BUS e un altro a PIEDI!!!.

Penseranno, loro ”malpensanti”… – meno male che a Procida gli amministratori hanno competenza solo sul trasporto pubblico locale se no con questi ci sarebbe capitato di prendere il traghetto a Pozzuoli… scendere su una scialuppa a Capo Miseno e aspettare la nave da Napoli che sopraggiunge per imbarcarci per l’isola di Arturo. Noi potremmo aggiungere che in cambio  abbiamo avuto qualche corsa in più Pozzuoli – Capo Miseno e viceversa.

Ma sempre loro, sempre turisti poco attenti, non sanno che a Procida siamo nell’epoca delle circolari… quelle fanno girare la testa e anche i cog.ni!!!!

(continua)

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Un commento

  1. Circolare sulla vostra isola, per un turista stanziale, occasionale o residente,
    è diventato un dilemma; anche per che tra marittimi e locali,
    sembra ci sia un mutuo e coordinato disfattismo, volto a perdere credibilità
    ed affidabilità, nei riguardi degli spostamenti coi mezzi pubblici .
    Per scoraggiare ogni uso di trasporto pubblico infatti
    basta offrire un trasporto privato più a buon mercato,
    come i ” taxi collettivi ” che, per ragioni di profitto smodato,
    non sono ancora efficaci neanche sulla terraferma !
    E’ ben chiaro che più che rivendicazioni salariali o sindacali,
    i disservizi sono da imputare a circoscritti interessi venali,
    che poco hanno a che fare con l’utenza !

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