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Procida e l’informazione.

dal quotidiano Il Golfo

L’intervista al redattore capo di “Procida Oggi”, Pasquale Lubrano. 

L’informazione nell’isola mostra segni di vivacità con varie iniziative sia sulla carta stampata che via internet. Accanto a quella quotidiana de “Il Golfo” che riscuote grande attenzione c’è quella periodica di “Procida Oggi” che possiamo definire storica, (data di nascita 1968, seconda serie ininterrotta dal 1986) a cui si sono aggiunti di recente alcuni numeri di “Espressioni Procidane”. C’è poi tutto un fiorire di iniziative via internet tra siti, blog, forum, alcuni con servizi video. Naturalmente le varie modalità di informazione mostrano ognuna i propri aspetti positivi e negativi.

La carta stampata è più responsabilizzata ma ha tempi più lenti di circolazione, quella via internet è più immediata, si rivolge a settori più dinamici, tra cui i giovani, ma ha come grave inconveniente la poco controllabilità delle inserzioni. In un video trasmesso uno degli intervistati asseriva che “a Procida manca l’informazione”. Forse ci pare più esatto dire che è limitato il numero di chi vuole informarsi.
E una vivace discussione ha suscitato un articolo pubblicato sull’ultimo numero di “Procida Oggi” riguardante l’informazione via internet.
A tal proposito abbiamo intervistato Pasquale Lubrano, capo redattore di questo periodico, da quarant’anni impegnato nell’informazione locale, che ci ha dichiarato: ”La ricerca del nostro giornale sulla comunicazione per via telematica ha riguardato i siti non solo isolani, ma anche quelli che ci risultano essere frequentati da procidani. Partendo dai risultati pubblicati da vari studiosi che hanno esaminato il fenomeno su base mondiale, abbiamo cercato di verificare la situazione nel nostro piccolo, prendendo in considerazione un ampio arco di tempo.

Ci è sembrato poter dire che pregi e difetti di tale tipo di informazione restano confermati anche in sede locale. Da grande opportunità di partecipazione democratica in troppi casi si è scaduti nella denigrazione gratuita o a fornire indicazioni inventate per scopi non certo nobili. Recenti iniziative di blog e di contributi video lasciano intravedere un miglioramento dell’insieme. E questo é un fatto positivo che può avere riflessi altrettanto positivi su quella parte di informatori che fanno informazione senza avere, né voler avere informazioni. Ciò provoca, come abbiamo scritto, danni alla informazione e alla formazione, specie dei più giovani”.
Bisogna però dire che l’articolo ha suscitato polemiche!

“Non credo che sia il caso di parlare di polemiche, rimarca Lubrano. Le nostre osservazioni sono a carattere generale e per nulla riguardanti problemi personali e sono state largamente apprezzate da tanti operatori telematici. Se qualcuno o degli organizzatori o degli inserzionisti ha ritenuto di riconoscere nei propri comportamenti quelli giudicati negativamente dal giornale e dai ricercatori su più vasta scala, non possiamo farci nulla. Anzi se è in buona fede e intende prendere in considerazione le valutazioni degli studiosi, può essere stato uno stimolo ad una analisi critica del proprio modo di operare e contribuire positivamente in futuro, nell’interesse collettivo. Anche questo sarebbe un fatto positivo”.
Il rilievo che viene mosso a “Procida Oggi” è che teme di perdere il monopolio dell’informazione locale e che è insofferente verso chi dissente da ciò che scrivete.. “Noi, come è evidente, non abbiamo alcun monopolio né tanto meno interessi da tutelare e siamo favorevoli a che si sviluppi in modo ampio anche l’informazione via internet. Anzi c’è già un sito (Procida tv) con una pagina di “Procida Oggi” e stiamo elaborando per i prossimi mesi la possibilità di una presenza continua in rete che arricchisca e completi il nostro impegno. Quanto all’insofferenza verso chi ha idee diverse dalle nostre, possiamo affermare, senza ombra di smentita, che in quarant’anni di impegno non ci siamo mai sottratti a nessun confronto.

Non saprei individuare una circostanza in cui si possa dire di essere stati insofferenti. Insofferenti sono i fanatici e i fondamentalisti, categorie a cui non apparteniamo. Privilegiamo il confronto, anche aspro se necessario. Naturalmente il confronto può avvenire tra chi ha idee, opinioni, che, com’è ovvio e come abbiamo scritto, sono tutte rispettabili, pur quando non condivisibili. Riesce impossibile confrontarsi con chi non ha opinioni o con chi si inventa le cose in buona fede o, peggio, a solo scopo denigratorio, coperto da un presunto anonimato o dalla unilateralità della comunicazione telematica.

In ogni caso mi sembra che l’articolo di “Procida Oggi”, “Il cortile telematico” abbia sortito un qualche effetto positivo, non so se occasionale o duraturo. Negli ultimi giorni quelle punte di pseudoinformazione a ruota libera sembrano scemate. Ben vengano le “opinioni”, da chi ne ha. Il confronto si arricchisce dalla vivacità di apporti ed esperienze diverse. L’auspicio resta quello che le energie positive, specie dei giovani, siano canalizzate verso obiettivi costruttivi per un presente e futuro migliori e non disperse nei rivoli di quella disgregazione morale, sociale, esistenziale che purtroppo caratterizza strati sempre più ampi della società, anche tra la nostra piccola comunità”.
Il dibattito continua.

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