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Procida. E’ venuto a mancare il prof. Guido Cennamo

Apprendiamo dall’amico Giuseppe Ambrosino che il prof. Guido Cennamo è venuto a mancare alle prime luci di questa mattina 5 gennaio 2009. Per oltre quarant’anni uomo forte della politica procidana, per venticinque sindaco, ha certamente caratterizzato un pezzo importante della vita sociale, culturale, economica e politica dell’isola di Procida. Lo ricordiamo così
In ricordo del professore Guido Cennamo

Stamattina quando ho appreso della tua morte ho pensato alla poesia del Manzoni 5 maggio 1821, in onore di Napoleone Bonaparte Forse è sproporzionato fare simili paragoni,ma. caro professore Guido Cennamo come nella poesia manzoniana la tua morte ha colto tutti di sorpresa. Procida è rimasta attonita. Il tuo nome era ed è fortemente legato a questa nostra piccola isola.. Per ben quaranta anni, di cui 25 da sindaco hai intrecciato la tua vita con la storia di Procida, decidendone anche il destino ..La tua onnipresenza politica, i tuoi anni di sindacato, le tue realizzazioni, le tue opere hanno lasciato un segno incancellabile. Qualcuno irriconoscente potrebbe obiettare che non hai fatto altro che il tuo dovere, ma sarebbe ingratitudine il solo pensarlo.. Nessuno può disconoscere che per il bene di Procida tu abbia dato l’anima, Non voglio dilungarmi ulteriormente nel narrare la tua vita politica, perché altri avranno preparato chissà quanti “coccodrilli”, magari non completamente fedeli al vero Sento però il dovere di portare una testimonianza della tua grandezza, che non consisteva soltanto nella bravura politica ed amministrativa ma nella grande carica di umanità. Il mio ricordo si soffermerà particolarmente su quegli anni ,in cui il destino ha voluto che le nostre vite viaggiassero parallele. Il 14 maggio del 1978 ero nella tua lista per il rinnovo del Consiglio Comunale e proprio quel giorno morì mio padre all’improvviso. Tu fosti il primo a venirmi a dare conforto .‘ e non dimenticherò mai quel nobile gesto da parte tua:. Il giorno dopo seppi di essere stato eletto consigliere e fui molto lusingato e soprattutto onorato di averti conosciuto! Sei da quel giorno diventato un vero amico E così abbiamo viaggiato insieme come rappresentanti del popolo di Procida e al suo servizio fino al 1992. Ricordo la tua amarezza, quando nel 1982 la Democrazia Cristiana non riconobbe a fondo i tuoi meriti e tu orgogliosamente ti dimettesti da Sindaco. Procida ne soffrì ed anche la Democrazia Cristiana ebbe una grande sconfitta nel 1983 . Ricordo l’epico consiglio del 18 agosto di quell’anno in cui sotto la tua regia la DC andò all’opposizione. Tu sorridevi sornione .,apparivi quasi soddisfatto,ma io seduto nei banchi dell’ex maggioranza lessi nel tuo sguardo una grande tristezza . Avevi dato sì, una lezione al partito, ma ti rendevi conto di aver danneggiato Procida. Non potevi deludere quelli che avevano sempre creduto in te.Ed io ero tra coloro che credevo ciecamente in Te e ti rispettavo e fui contento quando ritornasti fra noi al servizio del Paese. Soltanto oggi dopo la tua morte mi permetto di darti del tu . Quando eri in vita, anche quando non avevi più il Potere non ne ho avuto mai il coraggio, perché la tua magnanimità mi incuteva troppa soggezione. Nutrivo per te un sentimento di riverenza che è durato fino ad oggi, anche se negli ultimi giorni eri tu ad aver bisogno di me .Ti ho visto sul letto del dolore e ho ammirato la tua forza nell’affrontare le sofferenze e nell’accettare la malattia. Ne sono rimasto ancora più intimidito essendo consapevole che la mia opera non sarebbe stata per te di grande aiuto. Già conoscevo la tua ricca umanità, la tua fede incrollabile, ma la serenità con cui hai saputo affrontare questa ultima battaglia è staa per me una grande lezione di vita. Quando immobile fissavi con lo sguardo vuoto il cielo della stanza, cercavo di intuire i tuoi pensieri. Certamente ripassavi il film della tua vita attardandoti soprattutto sulla tua fanciullezza pensando con nostalgia alla cara mamma , sulla tua gioventù passata nei campi di concentramento dell’Albania , sulla tua maturità vissuta assieme alla tua esemplare famiglia, ai tuoi studi e ai tanti sacrifici. Avrai certamente ripassato gli anni della tua lunga carriera politica , le sue gioie e le sue amarezze . Le gioie semplici che coglievi nello sguardo di riconoscenza di qualche pescatore della Corricella , o la gratitudine che assaporavi nella stretta di mano di un contadino del Cottimo. Le amarezze trangugiate per le tante ingiustizie politiche, la soddisfazione di aver realizzato tante opere per Procida

Per i giovani , beati loro, che tutti i giorni frequentano il campo sportivo , forse il tuo nome

è privo di significato., eppure tu sei stato l’artefice della sua realizzazione. Per gli studenti che frequentano l’istituto magistrale il tuo nome non rappresenta più nulla, eppure quel Magistrale è stata la tua creatura più agognata e più sofferta… Tu certamente li perdonerai, loro non ne hanno la minima colpa: è il tempo inesorabile che passa. Lo stesso non si può dire per coloro che usufruiscono dell’attuale Pronto Soccorso. Ogni procidano dovrebbe esserti riconoscente perché quello stabile fu fortissimamente voluto e realizzato da te, anche se per altre destinazioni. Non provarne amarezza, se qualche procidano, oggi, fa finta di non ricordare .Tu ben sai che la riconoscenza non è di questo mondo.Lo sai talmente bene che alla fine sei stato tentato dalla solitudine che rischiava di diventare la tua unica compagna. Crollato il mito del Potere, qualche procidano ingrato ti ha relegato nel dimenticatoio, facendoti apparire un monumento vivente.. Fortuna che sei stato attorniato da una famiglia modello e da una donna che ha riempito tutta la tua vita e che negli ultimi tempi ,soltanto lei, ti sapeva dare coraggio. Tu la cercavi con la coda dell’occhio e la sua presenza ti rassicurava .Oggi dall’alto dei cieli accanto a Colui “che atterra e suscita che affanna e che consola” volgi un ultimo sguardo alla cara Assuntina ai tuoi adorati figli Annamaria, Antonia e Gaetano , che afflitti piangono attoniti la tua perdita e avviali “ per i floridi sentieri della speranza “ onde colmare il vuoto del loro smarrimento.Dormi tranquillo e sereno, caro professore Cennamo, perchè nel cuore di chi ti vuol bene tu sei un Grande e le miserie umane e la gloria che passò oggi sono silenzio e tenebre.”

Con devozione

Peppino Ambrosino

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