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Procida: Il “118” scarrupato.

Dal 2006, anno in cui il presidio ospedaliero si è spostato dall’Albano Francescano presso la nuova sede di via De Gasperi, la postazione “118” con relativo parco ambulanze ha occupato parte dei locali e dell’area esterna del vecchio presidio ospedaliero di via SS Annunziata con condizioni di lavoro che, vuoi per opere edili in corso vuoi perché sembra che la ASL non abbia più tanto interesse a rinnova il contratto di fitto, per lo più scaduto da oltre un anno, non sono delle migliori.
Da questo punto di vista, i medici ed il personale impiegato con il quale abbiamo parlato hanno sottolineato come abbiano più volte chiesto l’intervento degli organi competenti affinché la sede venisse adeguata dal punto di vista igienico-sanitario senza ottenere grandi risultati. Il 1 maggio scorso, precisa il personale, in seguito all’invito da parte dell’Ente Albano Francescano a lasciare i locali posti al 1° piano, ci è stato intimato dal nostro primario dr Dario Golia, con apposito ordine di servizio, di allocarci presso il piano terra senza individuare gli spazi ne fornirci dei mezzi (poltrone ed altri suppellettili) per poter sostare durante il turno di guardia. Interpellato l’ufficio prevenzione dell’ASL sulla idoneità dei luoghi, questi relazionava che i locali non erano idonei alla sosta, in quanto privi dei requisiti minimi igienico-sanitario, ed invitava i responsabili ad allocare il personale in altra struttura idonea o in subordine in altro sito in attesa del completamento dei lavori di adeguamento. Nel mentre, è stata montata una impalcatura esterna e sono iniziati lavori di adeguamento commissionati dall’Albano Francescano per il rimodernamento la struttura che, nella parte superiore, ospita anziani. Da alcuni giorni, poi, una seconda ditta, questa volta incaricata dalla ASL, sta procedendo a smantellare una struttura in ferro che ospitava l’ascensore e dovrà procedere al ripristino della facciata esterna. Quindi, rimarca il personale del 118, conviviamo per quasi l’intera giornata con 10 operai dipendenti di due diverse ditte e con essi condividendo i precari servizi igienici, la polvere, i calcinacci e mille tra attrezzi ed impedimenti vari. Ciliegina sulla torta, con il forte acquazzone della mattinata del 4 giugno scorso si sono allagati i locali provocando ulteriori disagi. Siamo esausti, concludono sconsolati gli addetti al 118 di Procida, e chiediamo a coloro che possono (e devono) di fare il possibile per ripristinare le condizioni di vivibilità in modo da poter svolgere il servizio di emergenza in tempi e modi adeguati. Per l’assessore alla sanità e alle politiche sociale, Maria Capodanno, necessita uno sforzo comune da parte di tutte le componenti, a partire dalle Istituzioni sino agli operatori, per fare in modo che, considerando le tante difficoltà che vive il comparto sanitario e più in generale l’intero Paese, il buon senso possa essere il filo conduttore delle scelte da porre in essere per dare le adeguate risposte ai cittadini e ai lavoratori dell’isola di Procida.

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