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Procida: Il 2013 un anno già passato alla storia.

benedetto xvidi Michele Romano

Cosa dire di questo inizio anno del 2013? Se non che, arrivati appena ai primi di marzo, quest’anno già può essere consegnato alla Storia come l’inizio di un’epoca profondamente nuova in cui la “forma mentis” e il “modus vivendi” cambia in una dimensione radicale. Gli eventi che hanno condotto a ciò sono stati uno di espansione planetaria, cioè le dimissioni del Papa, e un altro racchiuso dentro le mura del nostro Paese, riguardante le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

Per quanto al primo aspetto si assiste alla definitiva e disarmante umanizzazione, nella sua precarietà dell’essere, della figura del vicario di Gesù Cristo sulla Terra, per cui il percorso della vicenda della Chiesa cattolica non potrà essere più come prima. Per il voto in Italia, da lunedì sera, si può ritenere che nella mente e nel cuore di tantissimi elettori, in primo luogo quelli di sinistra, viene seppellita una stagione politica e non sono più disponibili a vedere la presenza delle stesse facce, delle loro concezioni, delle loro strategie e tattiche.

In altri termini è un’Italia in cui la maggioranza dei cittadini aspira ad un Paese diverso, ad una classe dirigente diversa, impregnata di assoluta fedeltà a ideali di giustizia sociale, di difesa dei deboli, di equilibrio nella distribuzione del denaro e dei privilegi, insomma ai principi di alta moralità nella gestione della “res” pubblica.

Questa votazione mette in risalto che ci sono i numeri quantitativi e qualitativi per costruire i sentieri di questo cambiamento e mettere alla “berlina” quella sacca immobile e deleteria del berlusconismo che tanti danni nefasti ha arrecato alla nostra società, che ci ha condotti alla disintegrazione del concetto di “comunità”. Ebbene le organizzazioni politiche, sociali e civili che, in carne ed ossa, possono guardare tale prospettiva di trasformazione, trovano la loro raffigurazione visiva in un Partito Democratico, completamente da rinnovare, e nel Movimento 5Stelle.

Infine, devo notare con gradito stupore, attraverso la lettura dei dati elettorali, che la nostra cara Procida, ha offerto un significativo segnale che testimonia di essere in sintonia con lo “sconvolgimento nazionale” e ciò fa ben sperare che anche qui da noi si è sul punto di uscire dal lungo e mollaccioso letargo in cui si era caduti.

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