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Procida: Il Caracciolo cede la “Bannock” al Comune

mn bannockLa nave “Bannock” (così chiamata dal nome di una tribù pellerossa che nel 1878 dichiarò guerra agli Stati Uniti) è stata costruita nei cantieri americani Charleston Shipbuilding and Dry Dock a Charleston in South Carolina agli inizi degli anni ’40 e, sembra il caso di dire, laddove guerre o missioni esplorative pericolose, che la nave ha affrontato nel corso di decenni di gloriosa ed onorata carriera, hanno fallito sta riuscendo la pubblica amministrazione nostrana.

Per chi non conoscesse la storia recente della “Bannock” facciamo un rapido passo indietro che ci riporta al 2004 quando, col Protocollo d’Intesa del 13 febbraio, stipulato tra il Comune di Procida e la Scuola Superiore “F. Caracciolo – G. da Procida”, il Ministero dei Trasporti trasferiva gratuitamente la motonave “Bannock” all’Istituto procidano per la realizzazione di un progetto polifunzionale e museo mentre la gestione economico-finanziaria del progetto rimaneva a carico del Comune di Procida. Quest’ultimo otteneva un finanziamento dal Ministero dell’Ambiente di circa 350.000 euro per l’adattamento della motonave alle esigenze progettuali, opere che venivano avviate ma, ad un certo punto, per l’impossibilità di sistemare lo scafo nel porto di Marina Grande, nei pressi degli uffici della locale Capitaneria di Porto, tutto si impantanava (anche nel senso letterale della parola).

Giungiamo, così, nel 2014 quando il Comune di Procida ha disconosciuto il Protocollo d’Intesa precedentemente sottoscritto avviando un contenzioso legale con la “Caracciolo” che, come ultima tappa, vede il Consiglio d’Istituto della stessa il 9 gennaio scorso, convocato di urgenza, deliberare la cessione a titolo gratuito della moto nave “Bannock” al Comune di Procida, subordinando tale atto alla cessazione del contenzioso attivato dal Comune di Procida avverso la Scuola.

«La Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Saletta Longobardo – dice il dott. Giovanni Villani, presidente del Consiglio d’Istituto –  ha proposto tale donazione per accelerare i tempi di intervento dopo aver verificato, da un lato,  tutte le possibilità inerenti la realizzazione del progetto e l’utilizzo della motonave, dall’altro il mancato esito positivo della Conferenza dei Servizi indetta  il 2/10/14 e conclusasi il 16/12/2014 durante la quale è stato affrontato, come prioritario, il problema della sicurezza dal momento che la motonave rischia l’affondamento e il conseguente sversamento di liquami altamente inquinanti con inevitabile disastro ambientale».

La motonave “Bannock”, ricordiamo, versa in condizioni pietose al molo 26 del Porto di Napoli, con costi di guardiania che il Comune deve (o dovrebbe) riconoscere: si parla di una cifra superiore a molti zeri.

L’auspicio è che al più presto possa essere trovata una soluzione onorevole per scrivere la parola fine di una storia che vede involontaria protagonista una nave che ha contribuito attivamente allo sbarco in Normandia e che è stata sede di ricerche scientifiche di altissima importanza per l’umanità.

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