Procida: il pensiero del giorno. Tempo di occupazione

La Lettera aperta agli studenti procidani, ai genitori e alla preside dell’ITNC “F. Caracciolo Apparsa ieri, su questo blog : Come dargli torto?

Appare evidente che non è  vero che ci siamo abituati “all’ andazzo”  della funzionalità dell’istituto di questi ultimi decenni.  Si è rotto l’argine: parliamone!

Ci sono dei genitori che vorrebbero parlare, protestare, gridare, ma, per amor dei figli non lo fanno per il timore che poi sono “mal visti “ ( una   volta accadeva !)

Abbiamo il dovere e il diritto di esternare quando vediamo cose “storte”  che non vanno per il verso dovuto. Ciò, con la massima attenzione, e senza mai  generalizzare. Conosco molti insegnanti meritevoli del ruolo che svolgono. Così pure l’attuale Sig.ra Preside, persona attenta e zelante.

Ottima iniziativa, il divieto di accesso dei moto scooter nel viale dell’istituto.

Oggi questa situazione negativa, purtroppo da idea che tutti gl’insegnanti o docenti dir si voglia, hanno tale responsabilità. (Non è sempre così, le responsabilità sono molteplici )

E’ vero ! una “piaga” che è iniziata a incancrenirsi sin dalla metà degli anni 70, e ha degenerato sempre di più: avvicendamenti continui dei presidi e dei docenti, la scia e cultura sessantottina, “permissivismo ” dei genitori. L’anarchica galoppante dei giovani,  spesso a uso e consumo dei grandi. E chi più ne ha più ….

Tanto per fare qualche esempio:

Anni ottanta, ero rappresentante di Classe, sovente erano le  giornate di sciopero che i ragazzi facevano, chiedevo la motivazione,  la risposta era sempre la stessa:  l’hanno detto i professori.

Molte volte univo i genitori (disponibili) per accompagnare i nostri figli, e gli altri ragazzi nelle aule, per, evitare che si aggregassero alla massa, a marinare la scuola, con il pretesto del scioperare in qualcosa che neanche sapevano. Alcuni “prof ” guardavano il nostro gesto doveroso, con occhio malevolo.

Una volta dovevano fare una manifestazione contro la camorra, pensammo: nobile iniziativa, compiaciuto di ciò (anche perché a Procida di camorra, non se ne mai vista )  decisi di andare anch’io. Mentre mi accingevo ad andare all’istituto, strada facendo, ebbi l’amara sorpresa, d’incontrare mio figlio e alcuni ragazzi che stavano andando via.  Chiesi dove state andando? Risposta: siamo  gli ultimi, sono andati tutti via.

Avvilente ! “docenti”, alunni e genitori dov’erano? _(a maron o sape)

La settimana successiva di quell’episodio, arrivò a casa  la solita letterina,che invitavano alla famiglie degli studenti;  presentarsi giorno x all’ora  tale,   per far presente la posizione dello studente, in poche parole,i latini dicevano: Excusatio non petita, accusatio manifesta

Andai dal Preside e chiesi: che quella riunione fosse estesa a tutti, rappresentante di classe, genitori, alcuni,  prof.  personale non docente, e  la sua presenza.

Bene! Anzi male: la riunione, o assemblea si svolse con  “omertà assoluta” mi sembrava di vedere un film, non ci fu un genitore che approfittando delle mie provocazioni (reale) intervenisse,

Risultato? Un Signore docente procidano, girandosi verso di me disse: per colpa tua sono le 14,30 e sto ancora qui.

Purtroppo, da sei sette lustri si è creato quest’andazzo, la  responsabilità, va cercata in tutte le direzioni : stato scuola famiglia.
Facciamo un po  di autocritica,  la famiglia dev’essere più presente

Si pensa (sbagliando) che per essere bravi genitori, non far mancare niente ai figli, comprando anche il moto scooter al  primo anno di frequenza della scuola superiore.

Chi non osa nulla, non speri in nulla. ( Friedrich von Schiller)
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