LE PROMETTO CHE LE CREDERÒ
Noi vediamo gli altri soprattutto
attraverso le lenti delle nostre idee preconcette.
Il principale: «Sembra sfinita. Che ‘è accaduto?»
La segretaria: «Ecco, io… No, se glielo dicessi
non mi crederebbe».
LE PROMETTO CHE LE CREDERÒ
Noi vediamo gli altri soprattutto
attraverso le lenti delle nostre idee preconcette.
Il principale: «Sembra sfinita. Che ‘è accaduto?»
La segretaria: «Ecco, io… No, se glielo dicessi
non mi crederebbe».
COSTRETTA A USARE IL CERVELLO
Una signora tentò per ore di montare,
con l’aiuto del manuale di istruzioni,
un nuovo e complicato apparecchio,
che aveva comprato da poco.
CREDERE ALL’ASINO Un vicino andò a chiedere in prestito l’asino a Nasruddin. «L’ho già prestato ad altri», rispose Nasruddin. In quel momento l’animale cominciò a ragliare nella stalla. «Ma io lo sento ragliare», protestò il vicino. «E tu a chi credi, a me o all’asino?»
LA GRATITUDINE E LA CARITÀ
Una volta Dio diede una festa in onore di tutte le virtù,
grandi e piccole, umili ed eroiche.
Si riunirono tutte in Paradiso in una grande sala splendidamente decorata
e cominciarono subito a divertirsi perché si conoscevano bene;
alcune erano anche imparentate fra loro.
L’EREDITIERA E IL MONELLO INGRATO
Servirti mi fa sentire molto importante,
tuttavia pretendo che tu mi sia riconoscente.
Una ricca ereditiera tutta íngioíellata
uscì da un albergo londinese di lusso, dove
aveva cenato e ballato per tutta la sera
a una festa di beneficenza a favore dei ragazzi abbandonati.
LE MEMBRA E LO STOMACO
Ci fu un tempo in cui le membra
erano molto irritate nei confronti dello stomaco.
Si lamentavano di dover procurare il cibo e portarlo allo stomaco,
mentre questo non faceva nulla
se non divorare il frutto della loro fatica.
A CASA E IL MONDO La moglie al marito con il viso affondato nel giornale: «Ti è mai venuto in mente che nella vita c’è qualcos’altro oltre a quello che succede nel mondo?» La gente in genere ama l’umanità. E il vicino di casa che non può soffrire.
Nel villaggio si stava organizzando una grande festa
e ognuno doveva contribuire versando
una bottiglia di in una botte gigantesca.
Quando iniziò il banchetto, dalla botte uscì soltanto acqua.
Il Ministero dell’Agricoltura decretò
che i passeri costituivano una minaccia
per il raccolto e come tali
dovevano essere sterminati.
Dopo che l’ordine fu eseguito,
sciami di insetti che i passeri
avrebbero mangiato piombarono sui
campi e cominciarono a distruggere il raccolto,
così il Ministero dell’Agricoltura decise di usare dei costosi pesticidi.
di Francesco Marino
In occasione della Festa del 19 Marzo, vogliamo dedicare a due commentatori illustri di questo blog, Don Marco Meglio e Don Lello Ponticelli questa poesia, che non è inedita ma in questa occasione vuol essere un omaggio ai due preti “chiauleddischi”.
19 Marzo: Miraggio