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Procida. Intervista a Maria Capodanno.

In questi giorni abbiamo più volte parlato di Maria Capodanno come possibile nuovo presidente del Consiglio Comunale dell’isola di Procida dopo le dimissioni di Giorgio Formisano. Seppur da tempo impegnata in politica non tutti, ed in modo particolare le ultime generazioni, hanno avuto modo di conoscerla più da vicino ed è per questo che abbiamo ritenuto opportuno intrattenerci con lei per approfondire qualche aspetto della sua intensa vita politica.
Sig.ra Capodanno come riassumerebbe, sino ad oggi, la sua carriera politica?

Sono state eletta per la prima volta in Consiglio Comunale nelle liste del PSI il 26 novembre del 1972 e confermata, sempre con il PSI, nel ’78, ’84, ’89 ed ancora nel ’93, ’96, 2000 e 2005 con liste civiche di centro sinistra. Assessore alle attività produttive (turismo, commercio, trasporti, etc.) dal 1984 al 1989 nelle giunte Parascandola, Esposito e Aiello 2 (in questa anche come Vice Sindaco).
Sub Commissario alla A.A.C.S.T delle isole di Ischia e Procida dal 1986 al 1993.
Componente il Direttivo ed Esecutivo della Federazione napoletana del PSI dal ’76 e Responsabile delle questioni femminili dal ’77 al ’84. Componente del Comitato Centrale (poi Assemblea Nazionale) del PSI dal ’82 fino al ’93 e successivamente dello SDI.
Dall’alto della sua comprovata esperienza, come vede la situazione politica attuale?
Procida, come l’Italia, vive una grave crisi politica. Le Amministrazioni di centrodestra, in carica ininterrottamente dal 1996, presentano un consuntivo estremamente negativo e fallimentare. Lo stato del bilancio comunale è abbondantemente al limite del dissesto.
La maggioranza si è sgretolata con l’abbandono di tre consiglieri nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale anche grazie all’iniziativa di verifica politica promossa dai socialisti, ed attualmente conta su di un solo voto di differenza mentre permangono altri contrasti interni con relative conseguenze sul governo del territorio.
Il dibattito politico predominante, anche nel nostro paese, è povero di idee e si focalizza su personalismi o aspetti marginali piuttosto che su questioni importanti per la nostra comunità come lo sviluppo economico e sociale. Ed è per questo che come “Socialisti” abbiamo proposto un accordo fra tutte le componenti politiche presenti in Consiglio Comunale ed il coinvolgimento delle forze sociali ed economiche, delle associazioni e del volontariato in una logica di “unità isolana” per far fronte ad uno stato di crisi grave per risanare il Comune e creare sviluppo.
Una prima indicazione già l’ha data ma, nel complesso, come tirarsi fuori da una situazione piuttosto ingessata dalla quale è complesso vedere la luce fuori dal tunnel?
Ovviamente le prospettive nel futuro amministrativo dell’isola risentono pesantemente di questa situazione. Con la crisi dei partiti e con l’affermarsi delle aggregazioni personali si è creato un vuoto nella formazione dei gruppi dirigenti e Procida, come l’Italia, rispecchia questo contesto.
Allo stato si risente della carenza di un gruppo dirigente autorevole e responsabile che si ponga al servizio del Paese e che elabori un progetto di sviluppo credibile e realistico.
La società isolana appare disunita, sfornita di valori di fondo unificanti come una volta erano i valori cristiani, viviamo in una confusa transazione post-cristiana versa una laicizzazione priva di valori propri.
In questo quadro va stigmatizzata l’assenza dei giovani che, pur essendo dotati di strumenti culturali adeguati (nell’isola i laureati si contano a centinaia) non mostrano alcun segno di volersi impegnare nell’amministrare la cosa pubblica e sono piuttosto protesi verso un ideale esistenziale piccolo-borghese, fatto di carrierismo e di soddisfazioni corrispondenti.
In questo scenario, Sig.ra Capodanno, quale il ruolo del centro sinistra?
Mentre il centro destra esercita, molto male, il ruolo di amministrare, il centro sinistra non ha una proposta di governo concreta ed attendibile. Manca di una leadership politica forte e affidabile in grado di suscitare entusiasmo e organizzare il consenso. Perciò, allo stato, a 15 mesi dalle elezioni comunali, tenuto conto della prevedibile debacle che subirà a livello provinciale e regionale, è poco prevedibile che possa vincere a Procida salvo miracoli che, in genere, non sono frequenti in politica e nonostante che esista una oggettiva situazione di disagio e di caduta di consenso dell’attuale Amministrazione comunale di centro destra.
In un epoca post-ideologica come quella attuale, il confronto politico si articola essenzialmente sui problemi e sui contenuti. Ed è per questo che noi Socialisti riteniamo, come già abbiamo proposto, che per uscire da questo stallo sarebbe opportuno superare gli schieramenti in una sorta di “unità isolana” riaggregando su una proposta che vede innanzitutto il risanamento della finanza comunale, l’erogazione dei servizi in modo efficiente, il ripristino delle regole, in primo luogo il funzionamento delle istituzioni democratiche comunali, uno sviluppo sostenibile e funzionale dell’isola ed un aumento della vivibilità.
Questo per quanto riguarda il futuro ma, sig.ra Capodanno, come si spiega l’avversione mai sopita che da molte parti, anche a Procida, si solleva nei confronti dei socialisti?
L’antisocialismo, a mio parere, è un elemento delle lotte politiche. In Italia è stato alimentato soprattutto dai comunisti, specialmente al tempo di Craxi, per l’autonomia che seppe dare al partito.
In verità il PCI ha sempre demonizzato i suoi avversari politici da Fanfani a Moro ad Andreotti, bollandoli come nemici del popolo e del progresso salvo poi a riabilitarli strumentalmente quando apparivano funzionali ai propri interessi.
Procida non fa eccezione. C’è stato un antisocialismo democristiano quando il PSI esercitava la sua egemonia politica e c’è l’attuale antisocialismo, fatto soprattutto di frustrazioni di chi non è in grado di opporre nessun argomento alle idee e alle tesi dei socialisti e di sconcerto perché i socialisti esistono ancora.
I socialisti non sono stati sconfitti dalla storia come i comunisti e il nucleo delle loro idee, opportunamente aggiornato in sede riformista, costituisce tuttora la base del progresso politico come l’Europa insegna.
Va detto, tuttavia, che per motivi “sentimentali”, razionalmente sbagliati, i socialisti di Procida non hanno reagito in modo sufficientemente energico scegliendo di stare “comunque a sinistra” a prescindere dall’atteggiamento “anti” degli altri componenti dell’opposizione.
In definitiva l’antisocialismo locale si alimenta di bugie e faziosità ripetute (“una bugia ripetuta mille volte è uguale ad una verità” diceva Lenin).

da (“Il Golfo” del 28 gennaio 2009)

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