Procida: La “Lectio Magistralis” di due maestre

Di Michele Romano

La comunità della “polis micaelica” si è trovata immersa in un proprio e peculiare “Venerdì Santo” estivo attraverso la contemporanea scomparsa, dopo un itinerario doloroso simile alla crocefissione del Golgota, di due “maestre” della scuola primaria, le care Maria Celeste e Paoletta. Esprimere parole in questo momento così difficile e triste, principalmente per i familiari, si rischia di cadere nella fatuità e in una insensata retorica, per cui cercheremo di svolgere una sobria riflessione.

Perché abbiamo utilizzato il termine crocefissione? Utilizzando il percorso evangelico si può dire che la persona, nelle proprie miserie e imperfezioni, invoca aiuto, ordine, equilibrio, misura per cui si entra nel desiderio e nella speranza di proiettare lo sguardo al di là del morire e di parlare a “Qualcuno” che se ne intenda di essa e ci offra una motivazione. Così la Croce tende verso l’inizio di un nostro cosciente cammino da “Santiago di Compostela” che ci conduca, dalle mura chiuse, ad uscire e guardare più alto tanto da ritrovare il giusto senso delle cose e un umanesimo che non esprima orribilità, rassegnazione, stanchezza, ma possibilità e speranza per tanti atterriti dal sacrificarsi ed essere sacrificati inutilmente. Inoltre un’altra strada ci indica che “il soffrire passa l’aver sofferto non passa”. Su questo secondo aspetto, dentro una linea sottile, ci giochiamo il senso di continuare a vivere: o veniamo schiacciati dal dolore in modo tale da entrare nel tragico tunnel della disperazione senza ritorno oppure, per incanto, si sviluppa lo slancio vitale che offre più vigore e sostanza a riconciliarsi con se stessi e con gli altri per partecipare a migliorare la qualità del vivere quotidiano. In tal senso la testimonianza del loro Calvario che le amate figliole lasciano ai loro cari e a tutti noi plana delicatamente dentro il significato pregnante del domani è un altro giorno che bisogna spendere con gioia semplicità e con proficua applicazione per il bene comune.

Si parla tanto, e spesso anche in modo superficiale, demagogico, riduttivo, senza alcuna sponda valoriale, di realizzare la “buona scuola”; ecco Maria Celeste e Paoletta hanno offerto una “Lectio Magistralis” su quali contenuti verte tale bontà. Un immenso grazie per l’esempio sublime che ci avete offerto.

 

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Un commento

  1. Evviva la ” POLIS MICAELICA “

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