Procida: Oltre 500 i cittadini che convivono con il diabete.

“Il diabete: i ruoli assistenziali nella strategia di cura”, questo il tema della giornata di studio che si è tenuta ieri presso la sala consiliare “V. Parascandola” del Comune di Procida, per l’organizzazione della Delos Communication srl, che ha visto una nutrita partecipazione di medici e specialisti provenienti dalle isole e dall’area flegrea, così come la presenza, tra gli altri, di Maria Capodanno, assessore alla sanità del Comune di Procida, e del dott. Roberto Landolfi, Direttore del Distretto 36 formato dalle isole di Ischia e Procida.
“L’obiettivo di questo primo incontro – dice la dott.ssa Iole Gaeta, responsabile dell’ambulatorio di diabetologia presso il Distretto 36 di Procida e presentatrice del corso– è stato quello di far comunicare tutti i livelli assistenziali, per le rispettive competenze, a partire dalla Regione Campania, l’ASL Napoli 2 Nord, Distretto, Enti Locali, Medici di medicina generale, Specialisti diabetologi.
Per quanto riguarda l’isola di Procida – continua la dott.sa Gaeta – l’ambulatorio di diabetologia nasce nel 2002 e nel giro di 10 anni opera su oltre 500 pazienti con una età dai 40 anni in su. Per l’assistenza ai malati affetti da tale patologia, che ricordiamo è cronica, oltre al diabetologo, occorre creare sinergia tra vari ambiti a partire dal medico di base, al cardiologo, all’oculista (figura purtroppo mancante nell’attuale organico del Distretto) cosa che, in tutti i casi, obbliga i pazienti procidani a spostarsi presso strutture pubbliche nella vicina isola d’Ischia e/o in terraferma.
L’aspetto su cui prestare sempre e comunque maggior attenzione rimane la prevenzione – conclude la dott.ssa Gaeta – ovvero riguardare il proprio stile di vita, eseguire controlli periodici, in modo particolare i soggetti con rischio familiarità, obesi e sedentari.”
Per il dott. Antonio Chiacchio, Responsabile Comunicazione ASL Napoli 2 Nord:”L’Azienda ha sostenuto ed incentivato tale iniziativa in base a due forti motivazioni. In primo luogo le isole sono dei territorio che, proprio per caratteristiche intrinseche di isolamento e lontananza dalla terraferma, vanno sostenute in maniera adeguata, poi, perché trovare le opportune contromisure ad una patologia estremamente costosa per l’intera comunità, bisogna avere un giusto approccio in modo da fare sistema tra medici di base e specialisti dell’ASL.”

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