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Procida. Otto per mille: a chi? Un invito a firmare per i Valdesi

soldiaipreti.jpgCome afferma Paolo Flores d’Arcais dalle pagine del Fatto Quotidiano, per molti italiani è tempo di dichiarazione dei redditi. Dunque è anche tempo di otto per mille.

Questo dio mammone che arricchisce la Chiesa cattolica, viola sfacciatamente il principio di laicità dello stato. Sono diversi anni che anch’io dò il mio 8×1000 ai valdesi. Riconoscendo valido il loro progetto, mi sto impegnando in opera di convinzione a loro favore, verso amici e parenti, perchè i valdesi non versano un solo centesimo a favore di opere di culto. Versare l’otto per mille alla Chiesa valdese, ora ufficialmente denominata “Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste,  è oggi la scelta più radicalmente laica che si possa fare.

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La campagna di quest’anno – Nomadi, Immigrati, Poveri, Precari, Disoccupati. Siamo tutti Fratelli d’Italia – si pone in continuità con l’iniziativa di ‘comunicazione umana’ che la Chiesa valdese ha lanciato alcuni mesi fa, affiggendo in varie città italiane manifesti di grande impatto visivo contro le discriminazioni, i razzismi e i pregiudizi. “Significa semplicemente riconoscere che una comunità di fede, per quanto ampia e rilevante qual è il cattolicesimo in Italia, non può dettare le leggi dello Stato che, soprattutto su temi sensibili, devono essere il frutto e la sintesi di un ampio dibattito pubblico. Quest’anno invece l’accento cade sui temi dell’esclusione e del pregiudizio.

Da una parte la nostra società è visibilmente sempre più multietnica e multireligiosa mentre, dall’altra, l’immigrazione viene vista come una minaccia ed un problema. E questa concezione può alimentare comportamenti anche violentemente razzisti. (Adista n°41 22/5/2010). Come per altro la cronaca ci dimostra. Questa è una scelta che fanno molti cattolici come me che credono che sia più importante obbedire al Vangelo, anziché alla CEI, a Bagnasco, o al Vaticano. L’otto per mille alla chiesa valdese è una scelta giusta, perchè essa si impegna solennemente a utilizzare l’intera cifra per opere di beneficenza, o promozione culturali e di non spendere neppure un euro per i propri pastori d’anime, o per strutture materiali delle proprie chiese.

L’aspetto più controverso dell’8 per mille è la ripartizione delle scelte inespresse. Infatti il cittadino che non firma per nessuna confessione religiosa e neppure per lo Stato (almeno la metà dei contribuenti), versa egualmente l’obolo che palesemente non intende dare: d’ufficio e obtorto collo, a tutte le confessioni religiose e allo Stato (cioè al governo) in proporzione alle scelte fatte dagli altri contribuenti.

Tale ripartizione è attualmente effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto alle scelte fatte dai cittadini. Ad esempio, se il 60% dei contribuenti esprime una scelta, si terrà conto delle preferenze di quel 60%. Questo criterio, secondo le principali critiche violerebbe di fatto il principio di equo sostegno alle confessioni religiose su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema dell’otto per mille. Quindi è necessario fare una scelta, altrimenti la non scelta è una scelta a favore dei potenti.

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