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Procida: Regna la confusione all’ufficio tecnico comunale

Di Vincenzo Muro*

PROCIDA – Caos e ritardi regnano sovrani da alcuni mesi nell’Ufficio Tecnico comunale, con pratiche inevase, commissioni del paesaggio che si riuniscono in tornate sporadiche, aleatorie e saltuarie, carenza insostenibile di impiegati e funzionari.

Il tutto in conseguenza della raggiunta pensione dell’ex dirigente dell’UTC e delle mosse ondivaghe e incomprensibili messe in atto dall’amministrazione comunale. Infatti, già qualche mese prima che l’arch. Ruocco lasciasse il comune, l’amministrazione comunale aveva cercato il suo sostituto individuandolo in un ingegnere della società (a partecipazione 100% comunale), che svolge molte altre funzioni di carattere tecnico per il comune e aveva inoltre anche impiegato qualche mese per convincere tale figura ad accettare l’eventuale nuovo ruolo. Aveva quindi indetto un concorso per titoli, – praticamente su misura della figura scelta – ma, una volta presentate le domande, (dalle quali risultava che il tecnico desiderato non solo era il più qualificato ma non aveva praticamente concorrenti tra gli altri partecipanti), a causa di dissidi interni alla maggioranza, (il personaggio pare non fosse gradito a qualche assessore e a qualche presidente), il concorso fu annullato per non dover provvedere alla sua nomina. L’ingegnere era diventato scomodo, anche se era stata la stessa amministrazione che l’aveva richiesto e convinto a partecipare. E si sono persi i primi mesi, con l’Ufficio allo sbando, privo di direzione oltre che di funzionari e impiegati. Fu indetto quindi un nuovo “concorso”, ma il vincitore, nominato dopo colloquio col sindaco, si dimise dopo circa un mese, pare a causa dell’enorme mole di lavoro da fronteggiare e della carenza di personale dell’ufficio. E si persero altri mesi. Fu poi nominato l’attuale dirigente, arch. Imparato, tuttora in carica, il quale, seppur assiduo nel lavoro e di buona volontà, fa quel che può, mancandogli il personale necessario nell’ufficio e forse anche un pochino di esperienza nella gestione delle specifiche funzioni pubbliche.

Ultimamente è venuto a mancare dall’ufficio, essendo in malattia prevista per un lungo periodo, anche il funzionario preposto al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche e ai rapporti con la Soprintendenza; a causa di ciò non vengono assolutamente rispettati i tempi che la legge prevede per l’esame delle pratiche ma queste giacciono da mesi accatastate senza possibilità che vengano, per il momento, evase o esaminate, con tutti gli inconvenienti facilmente immaginabili per i cittadini; infatti le suddette pratiche, quando accade, sono esaminate anche dopo 10 mesi e magari con esito negativo.

Il sindaco, pensando di portare sollievo, in qualche modo, a tale problematica che aggrava notevolmente la situazione in cui versa l’ufficio tecnico e abbreviare i ritardi ormai biblici nell’esame delle pratiche paesaggistiche, invece di nominare un nuovo responsabile, anche se a tempo determinato (o prendendolo dallo stesso comune o indicendo un apposito concorso come i precedenti), ha emanato il Decreto Sindacale n. 22 del 22 luglio u.s., col quale ha nominato lo stesso arch. Imparato, dirigente dell’ufficio tecnico comunale (quindi anche funzionario preposto per legge alle funzioni amministrative in materia urbanistica-edilizia)quale responsabile in materia di tutela paesaggistica.

Orbene, la legge, ( art. 146, co.6 del Codice dei Beni Ambientali e Paesaggistici- DLvo 42 del 2004) dispone che l‘Ente interessato,– cioè il comune, nel nostro caso-, deve “ …garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia e ciò anche in quanto “L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o ad altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio”. In parole povere ciò significa che il funzionario preposto alle funzioni di tutela paesaggistica non può e non deve avere anche funzioni amministrative in campo urbanistico- edilizio e quindi non può e non deve esaminare anche le pratiche da un punto di vista urbanistico o emettere comunque giudizi e pareri inerenti (e viceversa). E’ questa una caratteristica e una novità sostanziale del Codice dei Beni Ambientali e Paesaggistici e sicuramente non è derogabile; quindi tale nomina appare contro legge, con la conseguenza che gli atti emanati potrebbero essere illegittimi o dichiarati nulli.

Per superare tale divieto della legge e le sue conseguenze, di cui peraltro dimostra di avere una qualche contezza, il sindaco, (pensando di essere al di sopra del Parlamento?) ha fatto l’invenzione, con lo stesso decreto di cui sopra, di nominare il segretario comunale quale responsabile delegato alla firma dei permessi di costruire (sic!). Quindi, secondo il sindaco, basta che i permessi di costruire vengano firmati dal segretario comunale per garantire quella differenziazione che la legge dispone tra le funzioni di tutela paesaggistica e di materia urbanistico-edilizia. Un assunto del genere appare assolutamente illegale e addirittura demenziale. Infatti, pur se il permesso di costruire viene firmato dal segretario comunale, il dirigente dell’ufficio tecnico non deve fare nessun esame della pratica prima, contravvenendo alla sua funzione di legge? E non deve esprimere nessun parere sulla ammissibilità dell’intervento? E come fa il segretario, che sicuramente non è un tecnico esperto di urbanistica o edilizia, a firmare il permesso se il dirigente dell’ufficio tecnico non sottoscrive l’ammissibilità e la liceità dell’intervento richiesto? E come la mettiamo con le SCIA e le CILA (quando sottoposte anche a parere paesaggistico), che non avrebbero bisogno di una firma finale autorizzativa ma richiedono necessariamente, quanto meno, una verifica di ammissibilità da parte dell’ufficio e quindi del dirigente dell’UTC ?In ogni caso, a meno di non nominare il segretario comunale anche direttamente responsabile dell’esame urbanistico-edilizio di tutte le pratiche (sic!- stravolgendo la legge esistente e le mansioni assegnate da questa ai singoli funzionari comunali)come sarebbe garantita la differenziazione delle funzioni previste dalla legge?

Che poi il segretario comunale firmi i permessi di costruire può essere, forse, ammissibile unicamente nel caso che il comune sia privo della figura preposta per legge a tale compito(cioè del dirigente dell’ufficio tecnico, come verificatosi negli ultimi mesi del 2018) ma lascia perplessi che, in questo periodo, con il dirigente dell’ufficio tecnico nel pieno delle sue funzioni, il segretario comunale, figura sicuramente esperta di diritto amministrativo, si presti ad accettare un tale incarico sostitutivo, nelle condizioni attuali, senza avere qualche dubbio circa la legittimità.

Qualcuno dell’amministrazione afferma di aver richiesto alla Regione il parere circa la possibilità e l’ammissibilità del decreto emanato ultimamente (il n. 22),e di aver ricevuto indicazioni affermative; poiché non appare concepibile che la Regione dia pareri positivi manifestamente contro legge , se ciò fosse vero, sarebbe forse il caso che venisse verificata in quali modi e in quali termini è stata formulata la richiesta , spiegando l’effettiva situazione e inviando anche il decreto emanato per avere conferme.

Peraltro, la considerazione di cui sopra è rafforzata dalla lettera della stessa Delibera della Giunta regionale richiamata nel decreto n. 22 (la 1122 del 19 giugno u.s.), la quale prevede che, in caso di difficoltà del comune a dotarsi delle strutture organizzative, i comuni “….devono garantire la prevista attività di differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio delle funzioni amministrative di tipo urbanistico-edilizio…… designando, all’uopo, un responsabile del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica …scelto con stipula di apposita convenzione tra professionisti esterni….”. Il contrario di quanto ha fatto il comune. E inoltre la questione, per quanto di competenza, è stata anche sottoposta alla Soprintendenza?

Ad avviso del sottoscritto, per non correre il rischio di un annullamento o di una dichiarazione di illegittimità degli atti futuri emanati dal comune in campo paesaggistico ed edilizio, occorre nominare quanto prima un nuovo responsabile comunale pro tempore per la tutela paesaggistica.

Invito eventuali esperti nel settore amministrativo ad esprimersi sulla questione.

*ingegnere libero professionista

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