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Procida. Riflessioni a margine del convegno dei M.A.I.A., “Un Dio gratis”

Castillo a Procida

Seguito da un pubblico attento e competente si è tenuto nell’aula consiliare del Comune di Procida  il 6/7 marzo scorso l’incontro organizzato dal’associazione M.A.I.A., con Josè Maria Castillo uno dei più prestigiosi teologi europei il cui valore è riconosciuto sia per l’attività accademica svolta nel campo dell’insegnamento universitario (già docente nella Facoltà di Teologia di Granada, e professore invitato nell’Università Pontificia Gregoriana di Roma e di Comillas a Madrid).  La collaborazione di Castillo con l’Università Centroamericana “José Simeón Cañas” diEL Salvador, lo ha portato a interessarsi alla teologia della liberazione, pubblicando un’importante opera sul tema, tradotta anche in italiano dalla Cittadella di Assisi (“I poveri e la teologia .Cosa resta della teologia  liberazione”  2002 “Simboli di Libertà” 1983 “Dio e la nostra Felicità 2002) Per Castillo l’esperienza del Dio di Gesù, un Padre che comunica vita abbondante alle persone, qualunque sia il loro comportamento, offre una visione completamente diversa dell’agire del Signore. Ciò che conta agli occhi di Dio è alleviare la sofferenza dell’uomo e promuovere la sua piena felicità.

“Un Dio gratis: il progetto di Dio che l’uomo sia felice”. il primo’incontro organizzato dall’Associazione M.A.I.A.  i quali da tempo si occupano di formazione e di creare dibattito intorno ai grande problematiche del mondo.

In molti si saranno  chiesti, perché insistere su certi argomenti, perché riproporre convegni, esperienze che mettono un certo trambusto interiore che  inquietano e spingono alla ricerca, a capire di più a fare chiarezza.

L’Associazione M.A.I.A. da sempre è animata dal desiderio di offrire a persone ad amici, l’opportunità di conoscere, di riflettere, di confrontarsi, di porsi domande su quanto si vive e scoprire le ricadute negative e drammatiche che possono esserci attraverso il nostro vivere da “religiosi” e non da uomini che seguono  un progetto straordinario di vita altra. Queste  hanno una ricaduta grave  sull’umanità, sul sistema globale dell’economia, della giustizia della dignità umana, un famoso biblista Ortenzio da Spinetoli dice “Finché ci saranno  le religioni, nel mondo imperverseranno  guerre e conflitti fra i popoli.

Josè Maria Castillo ha messo in evidenza che le religioni da sempre fanno  credere che la povertà, la sofferenza, l’espiazione  ecc, sono la volontà di Dio ma ciò  è solo una strisciante strategia per  giustificare  il proprio potere (economico sociale  e “spirituale”) “offrendo” una visione  deviante  di quello che è il suo volto, anche se scioccamente presumiamo di tracciarne i lineamenti, cosa per noi impossibile  perché Dio appartiene alla sfera del trascendente e non può essere valutato e misurato nell’immanente, facendo una lettura antropologica di esso.

Per Castillo le conseguenze di questa, ricadono  sugli uomini che si sentono sottomessi, dipendenti, sempre indegni e in colpa. La religione è la ricerca di Dio, ma il pericolo delle religioni è cercare Dio solo nel divino, umiliando l’umanità a partire da sa stessi. Il  volto,  che Gesù ci ha rivelato è quello di un Dio che mostra il suo agire nella storia, un agire teso ad umanizzare l’uomo, percorso che lo conduce alla condizione divina.

Spesso Gesù nel vangelo  sottolinea, che quello che conta è la somiglianza nelle azioni del vivere quotidiano, “Siate come il Padre vostro, invece inconsapevolmente l’uomo scinde le cose, fa moltissimi ed inutili gesti religiosi, come da placare un dio pagano, offrire cose per avere la sua benevolenza ma tutto questo non appartiene a Dio. Possiamo dire che in un paese dove non c’è una  fede adulta c’è molta invadenza del potere religioso. Castillo si è domandato a cosa serve la fede se no si riesce a fare una società più umana dove la gente si sente felice o almeno nella gioia? Quindi c’è bisogna di comprendere  cosa consiste la fede, non un osservanza, una sottomissione, ma una fiducia nel  progetto di società fraterna.

Perché un Dio gratis… Il Dio rivelatoci da  Gesù  è un Dio che sceglie l’ultimo posto che è venuto per servire,  non cerca il potere  questo non gli appartiene, a lui è familiare l’autorità, che non cerca i primi posti che lava i piedi che scende nel profondo dell’uomo e lo sconvolge positivamente, un leader che è al servizio, che non è tutelato da nessuno, ma ha in se un Sogno e la capacità di smuovere il cuore dell’uomo. Per Castillo i teologi che giustificano il primato del papato citano sempre il  passo del Vangelo che parla del potere data a Pietro mentre si ignorano  altri dove si parla del Figlio dell’uomo venuto per servire e non per essere servito  ( Matteo 20, 28 ), (Marco 10, 35-45), (Luca 22, 24-27). Castillo ha messo in evidenza che nel Vangelo sono tre le  solo preoccupazioni di Gesù.

1) La carnalità =   l’esigenza di donare il benessere fisico,(vedi le tante guarigione nei vangeli) rimettere in salute l’uomo, debellare o combattere le infermità fisiche e psichiche, aspetto primario per la sua  vita, visto che la malattia era ritenuta causa di colpa, quindi ridare dignità reinserire nel tessuto civile e sociale una persona notiamo quante volte emerge questo aspetto nel vangelo, questo primo pilastro include il successivo.

2)l’alimentazione = quanti banchetti, feste e pranzi nello scorrere dei racconti esigenza primaria dell’uomo ma non  come soddisfazione di un bisogno, ma come commensalia, gioia profonda di condividere il pasto insieme.

3)L’alterità= relazioni profonde e rispettose, preoccuparsi dell’altro, nell’accoglienza  dei suoi diritti primari, pari dignità,  le sue relazioni più forti erano verso i cosi detti lontani, il capo dei pubblicani, la peccatrice, i malati gli esclusi ecc. Gesù con la sua vita ha messo in evidenza esclusivamente ciò.

Quindi la nostra non è una sottomissione ad un ipotetico dio vampiro, ma una sequela gioiosa per umanizzarci fino a divenire divini. Gesù non ha mai affrontato argomenti come la sessualità ma piuttosto Il desiderio , come cita il comandamento, è il desiderio di possedere che crea la violenza e di conseguenza l’inumanità Nella lettera agli Ebrei si dice: “In tutto simile agli uomini tranne che nel peccato”. Si perché il percorso di consapevolezza di Gesù, teso alla pienezza umana, non gli ha permesso di fare esperienza di disumanità. E’ la disumanità il peccato dell’uomo! Il luogo dove le tre colonne portanti del vangelo succitate, vengono a cadere, quindi in  Gesù,  la disumanità non è presente e noi siamo invitati a vivere a piccoli passi questa metamorfosi.

Per Castillo l’esperienza del Dio di Gesù, un Padre che comunica vita abbondante alle persone, qualunque sia il loro comportamento, offre una visione completamente diversa dell’agire del Signore. Ciò che conta agli occhi di Dio è alleviare la sofferenza dell’uomo e promuovere la sua piena felicità. Quindi è chiaro che  non possiamo offendere Dio con le nostre parolacce o cosucce di sagrestia, no! Solo il male che facciamo a noi stessi e agli altri ci mette in una condizione di peccato, di non umanizzazione e quindi di rifiuto di Dio.

Castillo ha sottolineato che la Chiesa  necessita di una struttura nuova che crei  forme nuove  di partecipazione. E proprio su questo aspetto è stato estremamente critico, perché l’attuale impostazione va contro la logica del vangelo.

Con rammarico e sofferenza ha  sottolineando i passi indietro fatti durante il papato di Giovanni Paolo II, perché si è accantonato il problema della corresponsabilità. E’ rimasto un vuoto teologico. Su questo  punto fondamentale i padri sinodali durante il Concilio Vaticano II non sono  riusciti a trovare soluzione, (chi ha autorità il papa oppure i vescovi?). Per comprendere tutto questo si può consultare il paragrafo 22, 337 della documento conciliare, Lumen Gentium.

Padre Castillo ha chiuso l’incontro sottolineando la assoluta necessità  che ci sia la CHIESA  come struttura = cioè successione apostolica, affinché il messaggio rivoluzionario giunga nel tempo a tutti gli uomini,  ha  apprezzato e riconosciuto  l’impegno profuso da Giovanni Paolo II per il crollo del comunismo, ma ha messo in evidenza la troppa mediaticità sulla sua persona, mettendo in ombra la figura di Cristo.

Abbiamo chiuso i lavori con l’invito di essere attenti  riflettere, a  non far  dire al vangelo cose che mai e poi mai Gesù ha detto.

Penso che in molti siamo grati a J.M. Castillo per averci accompagnati in questo percorso di consapevolezza,  su  quale  il volto di Dio rivelatoci in Gesù.

 Lina Scotto

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