Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dall’Assessore igiene, sanità e politiche sociali Maria Capodanno.
Nei giorni scorsi sono state pubblicate alcune osservazioni critiche sulla gestione della Sanità a Procida che richiedono necessarie precisazioni.
Infatti, se le critiche vogliono essere costruttive, bisogna che esse partano da dati di fatto e di diritto.
In attuazione dell’articolo 32 della Costituzione che recita che la Sanità è “ un diritto fondamentale della persona” la legge 883/78 istituisce il Servizio Sanitario Nazionale che individua nelle Regioni le competenze del Servizio Sanitario che viene organizzato attraverso le ASL che concretamente gestiscono il sistema.
I comuni non hanno alcuna competenza specifica operativa; ad essi resta, come legittimi rappresentanti dei cittadini e della comunità politica, l’iniziativa politica-amministrativa di chiedere, sollecitare, stimolare, evidenziare le esigenze del territorio verso le competenti autorità decisionali.
Il Comune di Procida si è sempre mosso in quest’ottica come ebbe a suo tempo (22.12.2005) a rilevare l’allora Presidente della Regione Bassolino in Consiglio Comunale in occasione della inaugurazione del Presidio Ospedaliero Gaetanina Scotto.
Egli infatti osservò come “in materia sanità non avviene spesso che ASL e Comune dialoghino e concordino le scelte”; e si augurò “ che questa esperienza di Procida potesse costituire un esempio in quanto il Comune è la prima espressione dello stato sul territorio”.
Per quel che riguardo le critiche di cui facevo cenno all’inizio mi permetto sottolineare che quanto evidenziato è stato oggetto costante di sollecitazione, di comunicazione e di ripetuti incontri fra l’Amministrazione Comunale rappresentata dal Sindaco e dalla sottoscritta e i competenti organi della ASL NA2, dell’Assessorato Regionale alla Sanità, della Prefettura, della Capitaneria di Porto.
La documentazione di riferimento è a disposizione di tutti i cittadini ed in primo luogo dei consiglieri comunali che possono verificare che ci si è mossi in modo assolutamente tempestivo e ripetutamente per quel che riguarda l’idroambulanza in avaria da diversi mesi che rientrerà in servizio agli inizi di aprile.
Sul problema della convivenza tra servizio 118, guardia medica e psichiatria, più volte è stata investita da ASL NA2, avanzando proposte precise e puntuali anche in forma scritta con nota del 09.12.2010.
In ogni caso esistono le condizioni che la guardia medica possa essere allocata nel Distretto stante la non contemporaneità delle rispettive attività. Comunque la competenza è strettamente legata al distretto territoriale e non è certamente del Comune.
Infine voglio precisare che, per quel che riguarda il nuovo servizio TAC, il suo avvio avrà luogo nel prossimo mese di aprile superando ogni sorta di ostacolo dovuta sia alle notevoli difficoltà finanziarie sia ai ripetuti cambi di direzione sanitaria amministrativa che hanno interessato la ASL NA2 Nord.
In tale quadro sento il dovere di ringraziare l’attuale Direttore Sanitario Dott. Carlo Bruno per l’attenzione e la disponibilità dimostrata e il Dott. Eugenio Amato per il costante impegno profuso nel tempo.
In riferimento al servizio TAC vorrei ricordare che l’iter della procedura risale al 2009 quando si rende disponibile l’apparecchiatura dell’Ospedale di Giugliano che, opportunamente rigenerata, viene destinata al nostro Presidio.
Vorrei invitare ad avere un atteggiamento più responsabile evitando critiche superficiali che potrebbero ingenerare inutili e pericolosi allarmismi.
Infine vorrei rilevare come tutto quanto evidenziato avviene in un quadro politico amministrativo regionale caratterizzato da una crisi profonda del sistema sanitario campano.
La Sanità in Campania infatti è stata commissariata dal governo nazionale da circa due anni per il profondo deficit sanitario che ha trascinato la regione stessa fuori dal patto di stabilità con conseguenti tagli in tutti i settori.
In queste condizioni essere riusciti a mantenere i servizi sanitari sull’isola aumentandone addirittura alcuni come la TAC è un grande successo ove si tenga conto che, con il decreto commissariale n.49/2010 le strutture sanitarie in tutta la regione sono state ridimensionate, a volt in modo drastico, in un piano di lotte agli sprechi e di contenimento della spesa.
Stando così le cose è necessario che tutti ed in primo luogo gli operatori del settore a cominciare dai medici di base si rendano conto che è finito il tempo delle “vacche grasse” e che tutti debbono farsi carico, ognuno per la sua parte, con senso di responsabilità della gravità della situazione.
Fare prediche o polemiche per ottenere facili applausi è veramente da irresponsabili.
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