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Procida Sanità: Non tutto è da buttare

La sanità è un argomento sempre molto presente e importante per i cittadini in quanto tocca, in un modo o in un altro, presto o tardi, la vita di ognuno di noi, segnando la nostra esistenza di conseguenza a secondo che veniamo al cospetto della “buona” o della “cattiva” sanità.
In questi ultimi giorni, poi, ma la quotidianità ne è piena zeppa, non sono stati pochi gli esempi di scempi e di disfunzioni organizzative assunti alla ribalta delle cronache cosa che dimostra come, purtroppo, non sempre, le ingenti risorse economiche che la collettività profonde in questo vitale settore vengono impiegate con la dovuta attenzione e solerzia. Ma, almeno nel caso che segue, ispiratoci da una lettera di una cittadina, la sig.ra Fabrizia Morandi di Roma, riportata dal “Corriere della Sera” lo scorso 25 febbraio a pagina 59 dal titolo: “A Procida e Pozzuoli Buona Sanità”, non tutto è completamente negativo o da buttare.
Scrive la signora Morandi: “Nel 2011 mio marito (81 anni), in vacanza a Procida (Na), ha avuto una gravissima occlusione intestinale. Per merito del presidio ospedaliero dell’isola, nel giro di 2 ore eravamo all’ospedale di Pozzuoli (Na), dove in un tripudio di mosche e mancanza di tutto ma con una organizzazione a dir poco ferrea, l’hanno operato e gli hanno salvator la vita. Non ho parole per descrivere la costanza e l’accuratezza dell’assistenza ospedaliera, senza lenzuola, senza alcuni strumenti necessari, con la pulizia degli ambienti praticamente inesistente, ma con tanta cura, scrupolo e umanità. Se fosse successo a Roma?”
“Fa sempre piacere – interviene Maria Capodanno, assessore alla sanità del Comune di Procida – apprendere che, in un mondo in cui il bene non sempre riesce ad avere spazio sui media, ci sono ospiti dell’isola di Procida che hanno trovato, così come deve essere, giovamento presso il “Gaetanina Scotto di Perrotolo”. Quanto manifestato dalla sig.ra Morandi, poi, ci conforta non poco in quanto dimostra, ancora una volta, la professionalità, lo scrupolo e le doti umana del personale medico e paramedico impiegato, così come deve fugare ogni dubbio sulla necessità di mantenere in loco una struttura attrezzata, casomai rafforzando tutti i servizi offerti ai cittadini residenti e ai turisti. Fatti come questi – conclude l’assessore Capodanno – inoltre, devono costituire un ulteriore forte sprone, in modo particolare per la dirigenza della ASL competente, per attivare tutte quelle azioni possibili per colmare le criticità e le lacune lamentate.”

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