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Procida specchio fedele delle tristezze nazionali

stupidodi Michele Romano

Lo stato confusionale, semi belluino, in cui versa la nostra società tanto da raffigurarsi “Torre di Babele” dove si mescolano violenza, abusi, corruzione, illegalità e vistosi strati d’ingiustizia, pone in modo impellente, al centro della storia dell’intera comunità, l’interrogativo filosofico sul rapporto su se stessi e il mondo per salpare verso un “modus vivendi” che tende al superamento dell’isolamento, della selvaticità e, approdi verso lidi dove s’incontra la “pietas” e gli “amorosi sensi”, elementi essenziali per condurre nel porto la navicella umana e non naufragare negli abissi dell’individualismo.

Il punto di partenza lo indica, con efficacia ineguagliabile, Sant’Agostino, reduce da un vissuto non proprio esemplare, nelle “Confessioni” quando afferma: io ero diventato per me stesso, un problema. Ecco l’interrogativo urgente che ciascuno di noi si deve porre in una quotidianità così malata, rancorosa, insultante, aggressiva, invidiosa e disamorata. Ciò significa aprire la propria porta alle interpellanze filosofiche, intese come frutto ingenuo, come sentire ed ascolto spontaneo, quasi fanciullesco, di conoscere, comprendere gli eventi, le cose che ci circondano, entrare nel senso e nel significato della vita, chiamare gli amici per riabbracciarsi, con umiltà, alla coscienza altrui. Indica il bisogno di mettersi in fuga dalla vita quotidiana e cercare un luogo per pensare alla costruzione di un salto di qualità nella quotidianità comunitaria, attraverso un perenne interrogarsi. E qui trova la sua umiltà di efficacia l’indicazione data da S. Ignazio di Loyola con la pratica degli esercizi spirituali seguendo il percorso della meditazione dello scambio tra “affinità elettive”.  Entrando nel cuore della società italiana, la presenza filosofica, ha una funzione fondamentale da esplicare: essere l’antidoto alla stupidità. Il Paese, al di là dell’acuta crisi socio-economica, è investita da un’orgia d’imbecillità che si percuote, anche su una piccola isola come Procida, come emanazione devastante di ciò che trasmette la platea nazionale. Gli esempi più eclatanti vengono da tanti variegati soggetti della politica, dall’informazione televisiva, stampata e della rete, di ogni specie: destra, sinistra, movimentista. L’unica cosa che li differenzia è la suddivisione in due categorie: imbecilli superficiali e imbecilli profondi. È sufficiente osservarli nel video per comprendere a quale categoria appartengono. Allora qual è il problema? Come diceva Oscar Wilde: “non c’è peccatore tranne la persona stupida, portatore di danni irreparabili a chi ne viene a contatto, tanto da possedere un tasso di pericolosità superiore a quella di un delinquente.”. Visto il contagio dilagante, spetta alla filosofia alzare le difese immunitarie e avvisare i naviganti dei pericoli che stanno correndo.

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Un commento

  1. Seguo spesso

    gli articoli di Romano e spesso condivido qualcosa. Ma,sinceramente parlando,questo è totalmente inaccettabile.
    Forse sarebbe meglio parlare meno di Santi e Platone, e invece parlare di fatti concreti,di lavoro,di proposte che aiutino la gente a progredire e lavorare,invece di inutili sermoni che non servono a nessuno,se non all’ego smisurato dell’articolista.

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