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Procida. “Tapiro d’oro a…Claudio Velardi”

Non è tutto oro ciò che riluce

Gentile Velardi,

le consegno un bel Tapiro d’oro perché…
…non molto tempo fa scrivevo sul suo blog di come, a mio parere, stiate perdendo tempo, soldi e esaurendo la pazienza degli operatori locali inseguendo un tipo di marketing che presumibilmente non darà i frutti da voi auspicati poiché non correlato dalle aspettative.
Molti anni di praticantato nel mondo del turismo internazionale mi permettono di sostenere che la regione da lei presieduta in questo settore è la più bella dell’intero globo e i pessimi dati delle presenze turistiche che state ricevendo creano del notevole sconcerto nei veri professionisti di questo meraviglioso settore.

A conferma di questo, anche se credo non ve ne fosse bisogno, ieri sera ho sentito parlare da Striscia la notizia del problema dei depuratori della costa campana che non funzionando stanno immancabilmente depauperando quel meraviglioso litorale agli occhi dei turisti e non solo.

Che dire; forse sarebbe stato meglio effettuare in primis il riordino dei medesimi come di altre cose assolutamente necessarie nella regione, riscontrabile in qualsiasi logica aziendale, prima di intraprendere campagne pubblicitarie che confermeranno ancor di più nell’opinione generale che presumibilmente non sappiamo fare turismo.
Mentre di quello che necessitiamo o immediatamente utile per il turismo non vi è ancora lettura o parola, forse probabilmente tra dieci o più anni; si sa qui come vanno le cose.
Qui di seguito le invio un mio post, scritto in occasione del tanto annunciato programma To Much More che evidenzia quello sopradetto.

Questi signori, Brambilla & Co., che attualmente stanno amministrando il settore turistico nazionale, hanno più volte affermato che nei decenni passati il compartimento ha riscontrato notevoli carenze gestionali, amministrative e progettuali; alle quali mi sono, ma non da solo, prontamente associato elencando il come questo importante distretto sia sempre più diventato il ricovero clientelare per politici trombati, raccomandati e nullafacenti che accumunavano le loro incompetenze nell’improduttività generale.

L’ennesimo cambiamento ed i ripetuti annunci dei governi che si sono succeduti nell’ultimo trentennio e più, hanno solamente contribuito alla mediocrità del nostro turismo, confermando i dilettantismi a danno degli operatori, dell’indotto e della nazione stessa; comportando al nostro indirizzo l’ilarità e lo stupore generale da parte dei veri professionisti del turismo internazionale.

Dopo le ultime elezioni dello scorso aprile 2008, l’interesse dimostrato attraverso variegati proclami da parte del nuovo direttivo aveva invero creato qualche speranza negli addetti ma i risultati dei dati pervenutici, le statistiche ed il modo, a mio parere infantile, di programmare il marketing internazionale, come la probabile inesperienza a rimediare ai problemi interni del passato, hanno mantenuto inalterata la certezza che stiamo continuando a martellarci i testicoli da soli cercando inutilmente di dimostrare al mondo che ci stiamo o ci siamo lavati e puliti ma dimenticando di cambiarci le mutande, come dal famoso detto dei nostri cari avi.

Risulta infatti evidente che la trasformazione positiva, come in qualsiasi altro settore aziendale, vada innanzi tutto avviata dal miglioramento del prodotto mentre solo a posteriori attraverso un piano di marketing mirato che diversifichi ed elenchi i risultati ottenuti.

Quello recentemente proposto risulta addirittura chiaramente copiato dagli stessi errori del passato (italia.it), ripagato e riproposto, come nel recente caso delle strategie dell’Enit con il tanto decantato “To much more” e così ben descritto da Francesco nel suo blog (http://millionportalbay.wordpress.com/2009/03/31/italiait-more-or-less/), risalta ancor più che la quasi totalità di questi inutili e dannosi personaggi, che sono stati incautamente demandati ed eletti ad inconcludenti discussioni sul turismo, darebbero maggiori soddisfazioni se rivolti probabilmente ad un altro lavoro; diciamo agricolo.

Il danno che ne deriverà sarà presumibilmente irreversibile ed ancora una volta i giornali esteri del settore con le maggiori associazioni mondiali ci descriveranno con la solita ironia mentre il Colosseo, che rappresenta l’immagine dell’Italia nel mondo, continuerà a chiudere le visite alle 16:00; esempio unico di turismo professionale … il loro.

La storia la sappiamo e le rane che si gonfiano per apparire più grandi per dimostrare la propria magnificenza dopo un po’ scoppiano, ma lasciano uno stagno pieno di brandelli e sporco, alla cui pulizia dovranno sopperire i prossimi e dopo questi altri ancora, peggiorandone di volta in volta la possibilità di una definitiva e chiara soluzione.

Patate, forse è meglio raccogliere patate ma senza alcuna offesa per gli utili raccoglitori dei buonissimi tuberi.

Luciano Ardoino

Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/

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