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Procida. Tonni rossi: stop a fucili dopo la denuncia LAV

mattanza tonni procida - IL MattinoDOMENICO AMBROSINO Procida. I 3200 tonni rossi allevati nella baia del Caraugno non saranno fucilati. I responsabili dell’area marina protetta Regno di Nettuno e la capitaneria di porto di Procida hanno negato l’autorizzazione alla mattanza, tramite una speciale carabina, chiesta dalla società turca Akua Italia che gestisce l’impianto situato all’interno del parco marino. Il motivo del no: il divieto, imposto dalla legge, di introdurre all’interno dell’area marina protetta, armi, esplosivo ed ogni altro mezzo distruttivo e di cattura.

Il magistrato Albino Ambrosio e il dottor Riccardo Strada, rispettivamente presidente e direttore generale del Regno di Nettuno spiegano il divieto: «Non potevamo concedere un nulla osta che la legge proibisce. Ora restano due modi per risolvere la questione: portare le gabbie con i tonni al di fuori delle acque dell’area marina e quindi procedere alla mattanza, oppure effettuare l’operazione secondo il metodo tradizionale che, però, potrebbe comportare nuovi altri problemi a causa dell’enorme quantità di sangue che andrebbe a finire in mare».

A questo punto l’Akua Italia ha chiesto al ministero dei Beni ambientali un’autorizzazione speciale che consenta l’uccisione dei tonni tramite la tecnica di questo fucile usato anche per la caccia allo squalo e che, secondo gli esperti, rende meno incruenta l’operazione. Ma sulla vicenda grava la denuncia alla magistratura da parte della Lav – la Lega antivivisezionista – che, oltre a contestare la concessione rilasciata dalle autorità preposte all’attivazione dell’allevamento, ha presentato anche un’istanza di sequestro preventivo delle armi destinate ad uccidere i tonni in quanto il nulla osta concesso, non può estendersi all’introduzione delle armi.

Fonte IL MATTINO del 23 Ottobre

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