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Procida. Trasporti marittimi e insularità: i servizi di primario interesse pubblico non vanno privatizzati

(AGI) – Roma, 23 gen. – La privatizzazione della Tirrenia si puo’ fare, ma lasciando in mano pubblica la gestione della ‘continuita’ territoriale’, ovvero la garanzia dei collegamenti con le isole: e’ quanto sostiene l’USCLAC-UNCDIM (Unione dei capitani di lungo corso al comando e dei capitani direttori di macchina) aderente a Federmanager. Secondo l’organizzazione, quindi, non ci sono ostacoli ‘ideologici’ alla privatizzazione della Tirrenia, una volta garantita la ‘continuita’ territoriale’. Posizione, del resto, sottolinea il presidente della’Unione, Antonino Nobile, in linea con “il percorso individuato dal Ministro Matteoli: scorporo di tutto cio’ che costituisce assicurazione della continuita’ territoriale dello Stato, dal resto dei servizi gestiti dal Gruppo Tirrenia di Navigazione.” I servizi di primario interesse pubblico, spiegano all’Unione, possono essere derogati dal processo di privatizzazione, cosi’ come stabilito dal Trattato di Amsterdam, nella parte in cui la normativa “riconosce le sofferenze e gli svantaggi provocati dalla insularita’, quali ostacoli per lo sviluppo socio-economico delle relative popolazioni. Prevede, comunque, la determinazione preventiva dei servizi da assicurare”. “Fummo i primi, gia’ nel 2008 – prosegue la USCLAC-UNCDIM – a chiedere al riguardo un tavolo di presso l’Assessorato al Turismo e ai Trasporti della Regione Sicilia. Siamo felici nel constatare che la nostra posizione e’ stata fatta propria da piu’ parti in maniera corale. Il ritardo nella proposizione, chiaramente, ha determinato le preoccupazioni e lo stato di incertezza degli ultimi mesi, con riflessi negativi sulle economie delle isole. Non ci siamo mai opposti, invece, in maniera preconcetta alla privatizzazione degli altri collegamenti marittimi del Gruppo Tirrenia di Navigazione. Condividiamo, comunque, l’operato del Governo che, in considerazione della tempesta finanziaria mondiale e delle previsioni di crescita per i prossimi anni, nel ‘decreto anticrisi’ di recente approvazione, ha previsto un finanziamento aggiuntivo di 65 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011. “USCLAC-UNCDIM – conclude Nobile – chiede con forza al Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti una completa aderenza al Trattato di Amsterdam per assicurare la continuita’ territoriale dello Stato poiche’ ipotesi diverse non sarebbero sostenibili ma provocherebbero esclusivamente una decadenza dei servizi, una contrazione dell’occupazione nel settore e nell’indotto oltre a mettere fortemente in crisi le economie delle Isole Minori”. (AGI)

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