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Procida: Un'Opera all'Opera

Quali sono i punti di riferimento artistici di Giuseppe Verdi? Quale il suo percorso di studi, l’universo culturale dal quale ha potuto attingere? Quali i suoi rapporti con A. Boito e W. Shakespeare? … ed ancora: Come si ascolta un’opera? Come si distingue un registro vocale? Qual è il lavoro dietro le quinte che va fatto per allestire un’opera? Quali i mestieri dello spettacolo,dallo scenografo al coreografo, dal regista al tecnico del suono, dal lighting designer all’attrezzista? Queste ed altre domande sono al centro del lavoro cui hanno cercato di dare risposta nella stesura del libretto “Falstaff” di Giuseppe Verdi, gli allievi delle classi 3A, 3B e 3E della scuola secondaria di I° grado “A. Capraro” di Procida. Partendo dal magnifico carteggio che il Maestro tenne con Arrigo Boito, si sono messi in risalto i dubbi e le idee che ruotarono attorno alla creazione dell’ultima opera verdiana. Quello tra Verdi e Boito fu un rapporto difficile, animato inizialmente da una diffidenza reciproca poi, tuttavia, il loro connubio artistico si rivelò vincente, soprattutto nel Falstaff in cui musica e parole sembrano nascere da un’unica fonte creativa. In questo Progetto intitolato “Pomeriggi all’opera”, tenutosi durante il tempo prolungato (lunedì dalle ore 13.40 alle ore 16.30) gli alunni hanno conosciuto Fenton e Nannetta , due giovani innamorati, che con le loro voci mettono in scena sentimenti antichi e moderni, offrendo la loro contrastata storia d’amore, l’ironia dei personaggi e la magia degli ambienti come spunto per avviare gli alunni all’analisi ed al commento di quest’ opera lirica.
La guida all’ascolto, secondo la Prof. Francesca Intartaglia, docente di musica e referente del progetto, è stata dedicata alla scoperta degli elementi che entrano in gioco in questa pagina del teatro musicale ed ha avuto la finalità di mettere in luce il profondo senso drammaturgico e musicale ad essi affidato da Verdi e da Boito. Dall’analisi dell’opera, come ci viene ricordato, sono stati elaborati vari percorsi didattici che hanno introdotto gradualmente gli alunni all’opera lirica portando attenzione alla melodia,a ciò che nel linguaggio parlato chiamiamo intonazione e che ci porta al cuore del linguaggio operistico. Quanto più le emozioni delle persone sono intense, animate, accese, tanto più varia è la linea melodica ed ampi gli intervalli che la formano. Da qui la scoperta del timbro degli strumenti, il collegamento del motivo allo spartito, gli schemi sulla misura, fino all’analisi degli spartiti canto-pianoforte.
Questo progetto, sottolinea la Prof. Intartaglia, così come “Omaggio a Concetta Barra”, “Napoli milionaria”, il “Sindaco del Rione Sanità”, “I Misteri con la Via crucis”, “l’Odissea” ed altri ancora sono il chiaro esempio di una scuola- laboratorio aperta al territorio e che, con il riordino scolastico, non vedrà più le educazioni lavorare il pomeriggio. A tal proposito, conclude la Prof. Intartaglia, Giuseppe Verdi, nell’atto terzo parte seconda, al termine della sua unica opera comica ed alla veneranda età di ottant’anni, ricorda a noi tutti che è inutile prendersela con le contraddizioni del mondo, in fondo è tutta una burla, siamo stati gabbati dalle riforme a tre E, e a tre I, ed alla fine della giostra ride bene solo chi ride, peccato che la risata è molto amara!

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