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Procida. WebEpoque parla di Blogolandia e intervista Rudy Bandiera

Il fenomeno Blogolandia aveva attirato la mia attenzione fin dagli esordi. Blogolandia, come la definiscono sul sito, è un urban blog network: una rete di blog su base territoriale. Ogni blog è dedicato ad una sola Città o Comune d’Italia ed è curato da 1 cittadino/blogger (o più d’uno) appassionato/a del proprio territorio comunale. In coda all’articolo troverete l’intervista a Rudy Bandiera, il responsabile del progetto.

A meno di un anno dal lancio i numeri testimoniano il successo dell’iniziativa e dimostrano come fosse molto sentita l’esigenza da parte dei cittadini di far sentire la loro voce. Gli editori hanno raggiunto la cifra di 300 in questi giorni.

La rete, una volta di più, dimostra di essere luogo di democrazia. Dove tutti indistintamente possono far sentire la loro voce: da Napoli come da Acqui terme. A quando i blog anche nelle amministrazioni, con i commenti aperti a tutti?

I blog sono strumenti con una grande forza, pur essendo adatti a tutti. Anche se oggi ancora molti italiani non sono sufficientemente smaliziati nell’uso della rete per gestirne uno, o per rendersi conto della sua potenza. Blogolandia ha suggerito proprio questo e l’ha reso a portata di clic.

Oggi far sentire la voce nella propria città è diventato un po più semplice, si crea conversazione e la cronaca viene fatta dal basso, dal cittadino, da chi la città la vive ogni giorno. Le notizie postate hanno un sapore diverso da quelle lette sui giornali, hanno più carattere.

Blogger, avanti tutta!

Sentiamo la voce diretta di chi sta lavorando al progetto: Rudy Bandiera, il responsabile del network, che ha risposto alle nostre domande.

Come è nata l’idea di Blogolandia? Vi aspettavate questo successo?

L’idea di Blogolandia è nata in maniera quasi “naturale”, per sopperire a quella che si considerava una mancanza dei media tradizionali: dare la voce e l’opportunità di farsi sentire anche a quei piccoli centri che altrimenti, a causa proprio delle loro dimensioni, non avrebbero visibilità. Una sorta di “Democrazia 2.0? nella quale qualunque comune italiano, dal più piccolo alla metropoli, ha la possibilità di esprimere se stesso attraverso i propri cittadini. Il “Sindaco virtuale” di Blogolandia non è altro che un cittadino che decide di aprire un urban blog sul network: la carica ovviamente non è politica ma ha solo una valenza simbolica. Per quello che riguarda il successo, beh francamente ci aspettavamo di averne si. Quello che non ci aspettavamo è l’esplosione velocissima del successo. Siamo partiti da 11 mesi e abbiamo già circa 200 blog e 400 redattori; è un ottimo risultato.

Qual’è lo spirito che muove l’iniziativa? Chi sta dietro il progetto? Cosa ci guadagna?

Si tratta del più grande network di blog urbani del Paese. In pratica il nostro obiettivo e fine ultimo, è quello di fare una informazione capillare e alternativa rispetto quella che arriva dai media classici. Il progetto è stato pensato da Massimo Boraso, titolare dello studio Boraso.com, Giorgio Soffiato titolare e project manager di MarketinArena e viene seguito da me, Rudy Bandiera che mi occupo di tecnologia da diverso tempo attraverso il sito hwGadget.com. Per ora i guadagni di Blogolandia sono nulli. Non ci sono pubblicità o adSense all’interno della piattaforma e quini non ci sono entrate. Questo è stato fatto per partire nel modo più trasparente possibile, senza pressioni dovute al business. Ovviamente nulla vieta di implementare queste forme di guadagno in un futuro relativamente prossimo.

Urban blog network. mi sembra di capire che i concetti di base del progetto siano: territorio – informazione – social network. Quale fattore sta determinando il successo di blogolandia?

Quello che dicevo nella prima risposta: siamo l’unico network che da la possibilità a tutti di parlare e di raccontare della propria città. Abbiamo comuni, come ad esempio Pragelato o Licenza, che non arrivano ai 1000 abitanti. Queste realtà sarebbero virtualmente invisibili, se non avessero la possibilità di raccontarsi attraverso Blogolandia.

Quali sono le evoluzioni rispetto al progetto originario da cui siete partiti?

Non ci sono state grosse evoluzioni rispetto al progetto originale per un motivo molto semplice: il progetto, semplice e lineare, era fluido e perfetto così. Quando si studia una struttura semplice e dinamica, è difficile doverla modificare in corsa, con grande risparmio di tempo e di mezzi.

Che piattaforma utilizzate e perchè l’avete scelta? in futuro ci saranno novità in questo senso?

Usiamo un Word Press multy user (MU) perchè ci da, grazie alla sua grande flessibilità, la possibilità di gestire i blog in maniera centralizzata e relativamente semplice ed agile. Inoltre si sa che Word Press è una piattaforma molto avanzata dl punto di vista SEO e molto semplice da usare: era il miglior compromesso tra performance, qualità e semplicità. Per quello che riguarda il futuro ci sono grosse novità, ma per ora non mi posso sbilanciare. Dico solo che nei primi mesi del 2008 ne vedremo delle belle.

Quali sono gli strumenti del web2.0 che tu ritieni fondamentali nel tuo lavoro?

Io personalmente sono molto legato ad una cosa che 2.0 non è ma che è ancora il cardine della comunicazione su Internet e del lavoro svolto sul Web: la posta elettronica. Sembra banale ma secondo me viene troppo spesso sminuita o sottovalutata. Detto questo penso che i blog siano il presente, l’internet 2.0 allo stato dei fatti, ma penso anche che ci siano mezzi straordinariamente potenti che si stanno affacciando al Web. Sto parlando dei Social Network come Facebook, che oggi è sicuramente uno dei mezzi più flessibili, potenti e capillari che si possa avere a disposizione dalla rete. E’ difficile lavorare nel ramo dell’Internet 2.0 prescindendo dai social network o dai vari servizi 2.0 come Youtube o Linkedin: non è un caso che Blogolandia abbia un gruppo sia su FaceBook che su YouTube a disposizione di tutti.

Fonte: www.webepoque.it

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