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Questione abbattimenti, Scala (F.I.): Strumentalizzare cosa?

di Menico Scala*

PROCIDA –La demolizione di un immobile eseguita sull’isola di Procida, per la quale non possiamo che esprimere solidarietà alla famiglia colpita dal provvedimento, ha rappresentato un ulteriore segno di debolezza e di sconfitta della politica, a tutti i livelli.

Dopo circa nove anni le ruspe dello Stato sono tornate in azione e sul territorio c’è preoccupazione e tanta tristezza. Il tutto è aggravato da un silenzio amministrativo inspiegabile.

Di nuovo ci siamo fatti carico, noi componenti del gruppo “Per Procida”, come per il Pronto Soccorso e gli altri problemi dell’isola, di affrontare la delicata tematica dell’abusivismo edilizio, lasciato in balia di ogni vuoto operativo amministrativo. Il recente abbattimento di certo non sarà l’ultimo, e l’urgenza ci porta di nuovo a discutere di questa problematica.

In primis volevo ricordare che nel corso delle gestioni precedenti la macchina amministrativa ha sempre lavorato, anche a rischio personale, cercando di trovare una soluzione, di  non abbandonare il territorio ma portando avanti iter amministrativi in modo da poter trovare qualche soluzione alle esigenze abitative e di sviluppo sociale ed economico, aggrappandosi ai tentativi di legge regionali e nazionali e a nuove pianificazioni per rispondere alle necessità del territorio e dei propri cittadini, affinché finisse l’essere considerati di Serie B ma equiparati al popolo italiano che ha avuto riconosciuto tutte le forme di sanatoria approvate nel tempo.

“Quelli di prima” posero ben altro impegno e presenza quando si trattò di evitate i precedenti abbattimenti, coinvolgendo l’intero Consiglio Comunale. Il Sindaco Ambrosino, che all’alba degli abbattimenti del 2009, da consigliere di minoranza, voleva convocare assemblee in piazza per dare risalto alla problematica. Perché oggi, che ha il “potere” di farlo, non solo non ha coinvolto il Consiglio ma non è stata evasa la nostra richiesta, dopo diversi giorni, di convocare urgentemente il civico consesso per parlare dell’argomento?

Allora non si disponevano dei riferimenti dispositivi che successivamente fu possibile deliberare e nonostante ciò qualcosa si fece, si cerco di anticipare il legislatore nazionale e quello regionale.  L’Amministrazione attuale, di fronte alle richieste della Procura, non risulta abbia fatto valere le prerogative del Comune. Avete sottaciuto e dimenticato che la precedente amministrazione una soluzione l’ha cercata facendo riferimento all’ennesimo tentativo di salvaguardare i cittadini messo in atto dal Presidente Caldoro con la legge regionale al comma 65 dell’art. 1 della legge regionale 5/2013  e con l’approvazione del regolamento da parte del Consiglio Comunale,  con delibera n  56 del 05 agosto 2013  ancora vigente e inviato alla Procura e a tutti gli organi competenti.

 Come ben ricordo, molti Comuni limitrofi chiesero lumi su come il Comune di Procida stesse affrontando il problema abbattimenti chiedendo copia dello stesso Regolamento.

Questo Regolamento è tuttora in vigore e l’Amministrazione ha l’obbligo di rivendicarne la messa in atto e di sollecitare il governatore Vincenzo De Luca e la sua giunta, che nel marzo 2017, in linea con la Giunta precedente, ha approvato linee guida sull’abusivismo che mirano a consentire all’ente locale di acquisire al patrimonio un bene sul quale pende un ordine di demolizione e di fittarlo favorendo i cosiddetti “occupanti per necessità”, cioè quelli che l’abuso lo avevano fatto perché avevano bisogno di una casa, affinché rendano operative tali linee guida.

Se l’attuale Amministrazione non condivide tutto ciò, se ha scelto gli abbattimenti, lo dica, revochi intanto il Regolamento, senza nascondersi dietro decisioni esterne con comportamenti da Ponzio Pilato.

Va ricordato e sottolineato che la demolizione in questione viene effettuata sebbene in un caso analogo, riguardante sempre il Comune di Procida, il Giudice della Esecuzione presso il Tribunale di Napoli, Dott.ssa A. M. Napolitano, con provvedimento del 17.7.2015, abbia sospeso l’ingiunzione a demolire, atteso che: 1) l’ente territoriale ha in corso la procedura di acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale; avverso tale procedura pende ricorso al T.A.R. Campania e quindi dato una nuova speranza per poter evitare che questi “propri beni” possano essere demoliti. Nel caso di specie, in relazione all’immobile dell’esecutato, il dirigente dell’U.T. C. del comune di Procida aveva già emesso, ai sensi dell’art. 7 della legge 47/85, ben due ordinanze di demolizione, rimaste entrambe inottemperate nel termine di novanta giorni assegnati per la spontanea esecuzione. 

A fronte di tale inottemperanza di abbattimento, secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, deve ritenersi materializzata l’acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale. Acquisizione che una volta perfezionata può comportare o l’esecuzione della demolizione disposta dal dirigente dell’Ufficio Tecnico o la conservazione dell’immobile nel patrimonio comunale che, nel rispetto delle norme vigenti in materia di housing sociale di edilizia pubblica riguardanti i criteri di assegnazione degli alloggi, riconosce  precedenza a coloro che, al tempo dell’ acquisizione, occupavano il cespite, previa verifica che gli stessi non dispongono di altra idonea soluzione abitativa.  Procida ha recepito tale normativa, approvando il necessario Regolamento, va completata stabilendo la prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione di opere sanzionate, ove possibile.

L’immobile che si è abbattuto era un immobile comunale acquisito dall’Ente e l’Amministrazione aveva il dovere di agire a tutela di un bene per legge passato alle sue competenze e, invece, vediamo che non solo lascia privare l’Ente di un bene che poteva decidere di aggiungere al suo patrimonio ma si accolla un mutuo di 157 mila Euro per abbatterlo. Ciò significa peraltro che quello portato a termine dall’Autorità Giudiziaria nei giorni scorsi non resterà unico. E non si può dire di non sapere, e proprio su questo argomento lascio le considerazioni rivolte da altri per capire la verità nascosta, ma sento il senso di rabbia dei cittadini che è da condividere totalmente.

Peraltro per la Corte Europea, allorquando per lo stesso fatto è già stata applicata dalla Pubblica Amministrazione una sanzione, è assolutamente precluso all’Autorità Giudiziaria fare altrettanto e dobbiamo essere più che solidali con l’azione che vogliono proporre i nostri concittadini di percorrere tutte le strade legali fino ad arrivare alla Corte Europea. Ciò vale per l’abbattimento già eseguito, come per gli altri previsti.

Per concludere sembra opportuno sottolineare il maldestro tentativo di far ricadere responsabilità sul centrodestra perché tutte le iniziative messe in atto in ogni sede istituzionale, dal Governo, in Parlamento fino al Consiglio Comunale non abbiano avuto il successo sperato, richiamando finanche l’ultimo tentativo parlamentare a firma dell’on. Falanga. E’ notorio che chi ha condannato i cittadini campani ad un diverso trattamento in materia di abusi edilizi da Bassolino a Renzi, ai parlamentari PD, al suoi alleati Verdi e associazioni ambientaliste i quali hanno affossato ogni aspettativa.  

Nell’esprime una valutazione negativa e dannosa da parte dell’Amministrazione, riassumiamo le nostre sollecitazioni in un odg, con l’auspicio che sia assicurata una maggior tutela al cittadino e all’Ente per quanto avvenuto e per il futuro.

*Consigliere Comunale gruppo “Per Procida”

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