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Renzi: Un “Ulisse” prode e coraggioso

michele romanoDi Michele Romano

Caro Eugenio Scalfari, caro Dario Fo, persone che ho sempre visto come punti di riferimento per la loro saggezza e creatività, noto con profondo rammarico e tristezza, che le pregiudiziali avversioni contro Matteo Renzi vi stanno conducendo, da una parte, a supportare tutta la brodaglia politica e socio-culturale che ha ridotto il Paese nella situazione che è sotto gli occhi di tutti, dall’altra, mi preoccupa che un Premio Nobel geniale diventi il megafono e tarantolato che appena scopre qualcuno dei suoi assennato, responsabile e fautore di un agire politico che cerca dialogo, confronto e soluzione per il bene comune, come si è riscontrato negli ultimi tempi il deputato del M5S, nonché Vice Presidente della Camera, Luigi di Maio, impazzisce perché l’obiettivo che si è posto, insieme al “Totem” Casaleggio, non è quello di ammazzare il “Gattopardo” ma di alimentarlo con un “casino” permanente. Certamente il giovane “viola” racchiude in se tutte le contraddizioni che caratterizzano la persona nella vita e nella storia dell’Universo, per cui è soggetto ad errori, sbagli, qualche sciocchezza, intemperanza, forzature. Ma, chi ha fissato dentro la propria mente e il proprio cuore i “tabula rasa” del filosofo Leibniz, gli deve dare atto e merito di essere un “Ulisse” prode e coraggioso, determinato a condurre la nave, dopo un procedere periglioso e tempestoso, verso la bonaccia del porto in cui si possa accendere la fiammella della speranza di uscire dalla crisi sociale, politica, economica ed etica in cui siamo avviluppati ed iniziare a vedere un futuro migliore per le prossime generazioni. Così, seguendo ciò che dice Erasmo da Rotterdam nell’Elogio della Follia, che soltanto i che i bambini e i vecchi sono liberi dal pregiudizio e amano orientarsi verso l’imprevedibilità, noi, odierni anziani, lasciamo perdere i volti creduli e stanchi del giornalismo televisivo ed in rete, sosteniamo, con spirito creativo ed educativo, senza se e senza ma, il tentativo, un po’ folle, di questo fanciullo pascoliano dentro il cuore delle tenebre del politicume italiano.

Infine una digressione che riguarda l’isola di Procida, prossima ad eleggere, nel 2015, i nuovi governanti. Il mio augurio è che, dal grigiore in cui annaspa l’attuale ceto politico locale, il Santo Michele possa compiere il miracolo di partorire dei “Vincenzo Nobile” per ridare fiducia e speranza ad una comunità alquanto incupita, sfilacciata dento uno strato melmoso gestionale che orami sembra sopraffarla.

P.S.: Sulla corrispondenza di amorosi sensi tra l’attuale Sindaco e il capogruppo di “Insieme per Procida”, inerente la condivisione gestionale del porto di Marina Grande in nome di una procidanità “pro domo suo” che già tanti danni ha arrecato allo sviluppo socio-economico territoriale, come si constata: Al peggio non c’è mai fine.

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2 commenti

  1. caro michele rispetto come al solito le tue opinioni e mi permetto di dissentire da quaqnto affermi nella prima parte del tuo fine intervento con un ” panegirico ” pro Renzi che finora nulla ha fatto per il popolo, anzi l’ha reso più povero con gli ultimi rincari delle tesse localìi e sulla casa….delle riforme di cui va sbraitando da mesi tipo la riforma del senato a me cittadino interessa ben poco, mi interessa che sulla mia pensione guadagnata con 40 anni e più di lavoro gravino meno tasse come nel resto dell’europa di cui i nostri politici si riempiono la bocca quando fà comodo a loro………per la seconda parte sono pienamente d’accordo con te cordiali saluti

  2. Aggrapparsi

    al cavallo vincente( per ora) è esercizio inutile.

    La realtà dei fatti è completamente diversa. Con Renzi stiamo andando di male in peggio,vedasi l’andamento dell’economia; stiamo precipitando,sempre che già ci stiamo,nel burrone senza fondo-

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