Savina Caylyn. Chi l’ha visto RAI3

Eccovi il servizio che la famosa trasmissione di RAI 3 Chi l’ha visto ha dedicato alla vicenda dei marittimi sequestrati nell’ultima puntanta andata il onda il 21 settembre 2011. [youtube M7jwEqf2o44]Un grazie alla Rai e a Monica Sciarelli per aver aperto le porte della sua trasmissione a questa drammatico moento che stanno viviendo i 22 marittimi della petroliera Savina Caylyn, sequestrati dai pirati somali nel golfo di Aden l’8 febbraio scorso e prigionieri ormai da 230 giorni in attesa che l’armatore napoletano, D’Amato e lo Stato Italiano facciano di tutto ciascuno per le loro competenze per liberarli e riportarli sani e salvi nelle braccia delle loro comunità, delle loro famiglie che soffrono pene ormai insostenibili: Procida, Gaeta, Paino di Sorrento, Trieste, India.  Lor sono cittadini di due Stati  che hanno pieni diritti come gli altri. Ricordiamo , e ringrazio sempre il giornale on line LIBEROREPORTER l’unco che da sempre sta seguendo queste vicende, che un altra nave ITALIANA la MV ‘ROSALIA D’AMATO’ è trattenuta in Somalia in ostaggio dai pirati somali da 158giorni in attesa che qualcuno paghi un riscatto per il suo rilascio. Il riscatto medio pagato per ogni nave si aggira attualmente intorno ai circa 5 milioni di dollari. Un triste anniversario che comunque va ricordato. Del mercantile battente bandiera italiana è proprietario e gestore a società di navigazione italiana ‘PERSEVERANZA SHIPPING SRL’ di Napoli. Insieme alla nave sono prigionieri in Somalia anche i sui 21 membri dell’equipaggio. Si tratta di 6 marittimi italiani e 15 filippini. Degli italiani 4 sono campani: Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta, Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale di macchina, entrambi di Procida, Giuseppe Maresca, secondo ufficiale di coperta di Vico Equense, Pasquale Massa primo ufficiale di coperta di Meta di Sorrento, ma residente in Belgio. Gli altri due sono siciliani: uno di Messina, il comandante Orazio Lanza e l’altro di Mazara del Vallo, il direttore di macchina Antonio Di Girolamo. Dei 15 filippini, che condividono la prigionia con i marittimi italiani si conosce solo il nome di due di essi. Si tratta di Raymundo Lequin jr e Edgar Erbert. La nave italiana venne catturata lo scorso 21 aprile a circa 350 miglia marine a sud-est di Salalah, Oman, nel Mar Arabico dell’Oceano Indiano mentre era in navigazione da Paranagua in Brasile a Bandar Imam Khomeini in Iran. L’attacco al cargo italiano venne compiuto da un barchino carico di pirati che era stato lanciato da una ‘Nave Madre’, probabilmente il peschereccio FV ‘JIH CHUN TSAI 68’ anch’esso catturato dai pirati somali. Sempre più volte i banditi del mare utilizzano le barche catturate come ‘navi madri’ servendosi anche dell’equipaggio come scudi umani. Come tutte le navi della compagnia anche essa era stata noleggiata a tempo. Le navi di proprietà della Perseveranza infatti, sono noleggiate da importanti gruppi italiani e internazionali come Cosco, Armada Group, Cargill e altri. La ‘ROSALIA D’AMATO’ al momento del sequestro era in possesso di un valido certificato di gestione della sicurezza con ‘INDAGINI NAVI E SERVIZI SRL’ ed era assicurata da ‘Standard P & I Club a Charles Taylor & Co.’. Attualmente la nave è alla fonda al largo delle coste somale del Puntland.

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