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Sepe, la casa a Bertolaso e la tattica del martirio

sepe-lunardi.JPG“Un mio collaboratore si attivò”. Ma zero domande e zero trasparenza.

di Marco Politi – Il Fatto Quotidiano 22-6-2010.

Cristo c’è stato solo una volta. E poiché gli portano rispetto credenti e diversamente credenti, sarebbe ora che gli uomini di Chiesa lo lasciassero in pace quando scoppia uno scandalo e si parla di affari soldi e operazioni non trasparenti. Adesso che i giudici di Perugia vogliono vederci chiaro nei rapporti fra la “cricca” e Propaganda Fide, è tutto un fiorire di accenni al Calvario, alla Croce. alla Madonna, al martirio e al perdono.

Golgota

“Vado avanti con serenità”, ha esclamato ieri in conferenza stampa il cardinale Crescenzio Sepe, mentre dava lettura di un suo messaggio: “Accetto la croce e perdono, dal profondo del cuore quanti, dentro e fuori la Chiesa, hanno voluto colpirmi . Perché invocare la croce? Dove sono i cattivi, pronti a piantare chiodi nel corpo di un martire? C’è una magistratura: che svolge il proprio compito. C’ è una stampa che fa il proprio dovere; visto che ogni milione di euro malgestiti (qui si va a milioni, si badi bene) va a pesare sulla popolazione tutta. Qualcosa non funziona quando a domande di chiarezza si replica agitando l’ombra dei crucifige .

Domenica il cardinale ha celebrato messa e sui media è un fiorire di esclamazioni, che sembrano tolti di peso da una Passione medievale. “Dopo il, calvario la resurrezione” (Corriere della sera). “Porto la croce, ma mi siete vicini” (Repubblica).

La grande riforma, che papa Ratzinger poteva fare e finora non ha fatto, sarebbe quella di insegnare alla Curia vaticana e alla Chiesa italiana il linguaggio e la prassi della totale trasparenza quando si parla si soldi.

Nelle pieghe del Concordato

La’ riforma del Concordatò nel 1984, còn l’abolizione della congrua e l’introduzione dell’8 per mille alla Chiesa cattolica, avrebbe potuto essere una grande occasione. Perché in Germania – patria del pontefice – se un ente riceve soldi pubblici, dev’essere pubblico anche il suo bilancio. Quindi le diocesi tedesche, che ricevono la “tassa della Chiesa”, pubblicano serenamente lo stato del proprio patrimonio fino all’ultimo centesimo. In Italia no Si è inventata la scappatoia di dare soltanto il rendiconto dell’8 per mille, evitando di pubblicare diocesi per diocesi la situazione patrimoniale.

D’accordo, il Vaticano – come Stato estero – è ancora un’altra cosa rispetto alla Chiesa italiana, ma allora non si faccia dare dallo Stato italiano due milioni e mezzo di euro per restaurare (e non si sa nemmeno se lo ha fatto sul serio) un palazzo extraterritoriale. Strano concetto: si è extraterritoriali nelle vicende giudiziarie e lo si dimentica passando all’incasso. Come quando, pochi anni fa, il Vaticano – che a norma di Patti Lateranensi ha diritto di ricevere acqua dallo Stato italiano – pretese (e ottenne) di non pagare nulla per il deflusso delle acque sporche. C’è un bizzarro pudore ai vertici ecclesiastici quando entrano in ballo i denari. Si parla di beneficenza e si nega trasparenza. E quando viene fuori qualche imbroglio, si incolpano oscuri avversari e si producono sospiri sulla “croce da portare”.

Zitti tutti

Peraltro ieri a Napoli è andata in onda una “comunicazione alla stampa”, non una conferenza stampa. Sta facendo scuola il metodo Berlusconi, che fugge dall’appuntamento stampa con Zapatero per non rispondere ai cronisti? Sepe non è fuggito, anzi si è presentato. Ma “per rispetto ai magistrati” (anche questo, dalla Germania agli Usa, altrove è impensabile) ha chiesto di non fare domande.

Briciole di verità

Il cardinale ha letto una dichiarazione in tre punti. Sì, a Bertolaso l’appartamento è stato dato dal professor Francesco Silvano (braccio destro del porporato per le operazioni economiche sin dai tempi del Giubileo), ma poi “non me ne sono più occupato”, men che mai di “intese e modalità”. Serviva a Bertolaso per “vivere in un ambiente più sereno”. (A via Giulia pare l’atmosfera sia stata serenissima). Punto due: “Per i lavori di Piazza di Spagna (palazzo di Propaganda Fide) fu accertata la competenza dello Stato italiano”. I tecnici avrebbero riscontrato danni provocati dalle “continue vibrazioni del passaggio della vicina metropolitana”. (Sarebbe interessante sapere. quanti contributi hanno avuto gli altri immobili di privati cittadini o imprese intorno a Piazza .di Spagna).

Terzo: la vendita a Lunardi del palazzo di via dei Prefetti, prezzo stracciato 4.16 milioni di Euro avvenne a condizioni giuste perché l’immobile era vecchio e malandato. Codicillo finale: Angelo Balducci, l’ex Presidente del Tar del Lazio De Lise, e il professor Silvano avevano titoli ed esperienza per assistere il cardinale negli affari immobiliari.

IL FATTO QUOTIDIANO

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