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Tassa di sbarco, evitiamo questa vergogna per i figli di Procida

di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Domani 13 agosto il Consiglio Comunale di Procida si appresta a deliberare l’aumento del contributo di sbarco che passerebbe dagli attuali 2 euro a 3 euro.
Ciò, oltre a determinare un rincaro dei biglietti ordinari per l’isola di Procida penalizzerebbe ulteriormente tutti quei “Figli di Procida” che si vedranno costretti a pagare biglietti ancora più cari ogni volta che decidono di tornare sulla propria isola.

Sono veramente tanti i Procidani sparsi fuori dall’isola. 
Sono nati e cresciuti a Procida, ci sono rimasti fino a venti, trenta, quarant’anni e più. Poi motivi di lavoro in genere, ma anche motivi di studio e scelte di vita li hanno portati a risiedere lontano dall’isola.
E’ assurdo pagare per una famiglia di 4 persone circa 100 euro ogni volta che si decide di rientrare a Procida e qualcosa in più se si viene con l’auto al seguito, senza contare il pagamento del contributo di sbarco per mettere piede sulla propria isola.

Ebbene quest’amministrazione non solo non si è attivata sulla proposta che portiamo avanti da più di un anno per sensibilizzare i tavoli competenti sulla questione caro biglietti per i procidani che risiedono fuori; non solo non ha mantenuto l’impegno preso con noi in commissione per l’eliminazione del contributo di sbarco per i Figli di Procida; ma domani si appresta addirittura a decretarne l’aumento a 3 euro. 
Una sfida che raccogliamo ma che ci vedrà impegnati in una dura battaglia per porre fine a questa mortificazione. 
Se domani dovesse verificarsi quello che paventiamo, pubblicheremo non solo i nomi e i cognomi di tutti quelli che voteranno a favore di questa ingiusta vessazione ma non faremo sconti a chi pubblicamente si dichiara sensibile al senso di comunità, impegnato a far rivivere tradizioni e a rinsaldare legami storici, a dichiararsi accogliente e solidale, e poi si appresta a chiudere la porta a tutti quei procidani che per ragioni varie risiedono fuori, che portano Procida nel cuore e che sono autentici e gratuiti ambasciatori delle nostre bellezze e tradizioni ovunque si trovino.
A questi nostri concittadini che riteniamo non debbano giammai essere considerati ospiti o turisti ma pur sempre padroni di casa domani gli diciamo grazie chiedendo loro un mortificante obolo di tre euro ogni volta hanno desiderio e/o necessità di rimettere piede sulla propria isola.

Noi di “Procida in Movimento” metteremo al centro della nostra comune attenzione e sensibilità tutti quei Procidani che, per motivi familiari, di lavoro, di studio risiedono fuori dall’isola e che si vedono costretti a subire un vero salasso economico quando decidono di ritornare a Procida per le vacanze, per ritrovare i parenti, per partecipare ad eventi e cerimonie, per semplice affetto. Il nostro impegno comune ci vedrà impegnati in un’azione che altrove ha visto Sindaci, amministratori locali, la stessa ANCIM ed armatori condividere la necessità di abbattere i costi dei biglietti di passaggio marittimo per tutti quegli isolani emigrati altrove. E, ad oggi, isole piccole e grandi della nostra Italia, vedono attuato e praticato il giusto riconoscimento di isolani anche per tutte quelle famiglie che sulle isole non risiedono più ma che conservano con esse legami, affetti, tradizioni, amicizie.
Al pari, come “Procida in Movimento”, nei prossimi giorni spiegheremo le ragioni che ci portano a considerare più giusta ed equa prevedere l’abolizione del contributo di sbarco per tutti e l’introduzione della tassa di soggiorno come avviene in quasi tutte le località turistiche vicine e lontane. Una scelta che consideriamo motivata anche dai numeri di un turismo che cambia e certamente più corretta per l’incidenza sui servizi che riusciamo ad offrire.

Ma oggi il nostro primo impegno è rivolto all’eliminazione del contributo di sbarco per tutti quei procidani che vivono fuori.
Contributo di sbarco che ha visto esonerati i cugini di Monte di Procida per ragioni di legami storici, sociali, culturali e non per i nostri procidani fuori dall’isola, con cui il legame di sangue ed affettivo dovrebbe essere di gran lunga più forte e presente in tutti noi.
Avere oggi questa sensibilità, avvertire questa necessità, attivarvi per dare un segno tangibile della vostra condivisione, da valore ed onore al vostro ruolo di rappresentanti istituzionali e soprattutto avvalora quella scelta politica di considerare la nostra una comunità allargata che chiede a gran voce dimostrazioni di inclusione e non di discriminazione, di appartenenza e non di estraneità, di fidelizzazione e non di ospitalità.

 

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