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Traffico veicolare: bisogna proteggere i più deboli

PROCIDA – Oramai è sempre più evidente che la questione relativa al traffico veicolare, ed in generale all’intera mobilità sull’isola di Procida, non è più un problema relegato alla sola stagione estiva quando raddoppia (da 10.000 a 20.000) il numero di persone raccolte in poco più di tre chilometri quadrati.

Su questa posizione è l’ing. Franco Cerase il quale non è certo nuovo ad intervenire sull’argomento in quanto da tempo, ed alle varie amministrazioni susseguitesi negli ultimi decenni, ha sempre richiesto interventi concreti ed incisivi che, evidentemente, anche questa volta tardano ad arrivare. Nei giorni scorsi proprio l’ing. Cerase ha inviato una lettera al Sindaco Dino Ambrosino, e per conoscenza al Comando della Polizia Municipale ed alla locale Stazione dei Carabinieri, nella quale scrive: “Sig. Sindaco, mi permetto di segnalare ancora una volta la condizione di invivibilità dell’isola per il traffico. La situazione è decisamente peggiorata per quanto si potesse ritenere impossibile peggiorare quanto già era pessimo. Ma, alla attese deluse di interventi idonei ed attesi dalla vs. nuova amministrazione, che in mancanza hanno ulteriormente ringalluzzito i già molto indisciplinati moto-automobilisti, si è aggiunto l’irresponsabilità dei genitori, che hanno messo bambini ignari di ogni norma di codice stradale su biciclette elettriche, e i lavori stradali in corso.

Ho ripetutamente sostenuto che la situazione richiede provvedimenti radicali e coraggiosi rispetto ad un problema grave determinato da scelte inutili, costose, inquinanti che rendono addirittura lenta la mobilità dell’isola. Sono sempre inascoltato e resto tale.

Ma, quanto meno, si facciano rispettare le elementali norme di decenza, civiltà e del codice della strada. Manca qualsiasi rispetto dei diritti inalienabili dei più deboli (pedioni, anziani, bambini) che andrebbero tutelati dai tutori dell’ordine. Velocità eccessive, sorpassi assurdi in spazi viari ristretti, ed altre infrazioni al c.s. mai punite, perfino nelle zone interdette al traffico per lavori. Ai pedoni, alle difficoltà di movimento per i lavori, sia aggiungono difficoltà da moto e da bici addirittura in doppio senso, posteggi a dir poco indecenti (manca poco a posteggiare sotto il bancone dell’esercente dove ci si reca), rendono la situazione assolutamente intollerabile. Ne risentono negativamente anche i servizi pubblici essenziali da quelli sanitari a quelli connessi alla mobilità con il servizio pubblico.

Ritengo necessario ed urgente adottare rigorosi provvedimenti per, quanto meno, far rispettare le norme del codice della strada e le più elementari norme di civiltà che, in definitiva, consisterebbe nel tutelare i più deboli che non sono certo i moto-automobilisti (aggiungerei anche i bici-elettricisti)”.

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Un commento

  1. Concordo pienamente con quanto denuncia l’ing. Cerase. Si potrebbe dire che Procida, da questo punto di vista, sia un paese anarco-egoista che vive al di fuori delle regole dello Stato. Credo che il mancato rispetto delle più elementari norme del codice della strada e, soprattutto, del buon senso siano dovute alla scarsa conoscenza delle regole e, ancor di più, al prevalere dell’interesse personale su quello della collettività. Il solo fatto di fermarsi in mezzo alla strada per salutare questo o quell’amico, bloccando il già complicato scorrimento del traffico, la dice lunga sulla capacità di rispetto delle esigenze altrui che, soprattutto per i giovani ma non solo, sono sempre secondarie alle proprie, anche insignificanti, esigenze. Si è sempre cercato di attribuire il caos estivo all’arrivo dei “forestieri”, la vita invernale sull’isola dimostra invece che il caos è endemico e risiede proprio nella mentalità delle persone, e non soltanto per il rispetto delle norme sulla circolazione, Mi associo quindi alla richiesta dell’ing. Cerase con la speranza che i provvedimenti siano improntati al rigore e non al permissivismo nefasto degli ultimi trenta anni.

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