Trasporti Marittimi: Futuro della Caremar e nuovo Piano Orario

Lettera aperta del 21 sett. 2011
Al Pres. della Giunta Regionale, al Presidente del Consiglio Regionale
Al Presidente della IV Commissione permanente
Circa il futuro della Caremar ed il Piano Orario varato dalla GR,
in vigore dal 1 ottobre 2011

Egregi On.li Presidenti,
le questioni da tempo sollevate da questa Associazione nell’ambito del settore marittimo rimangono tutt’ora tutte aperte, se non aggravate a seguito dei maldestri interventi dell’attuale Assessore al ramo Vetrella che, al di là delle denunciate difficoltà legate al bilancio regionale ed ai finanziamenti non garantiti da Roma, riproduce nei metodi e nel merito una sostanziale continuità con il passato.

La pratica e l’abuso ormai decennale dell’affidamento delle linee al di fuori di una trasparente gara europea che, se applicata, metterebbe fine alla politica dei privilegi, degli affari e dei ricatti ed assesterebbe un duro colpo al costituito cartello armatoriale che controlla il mercato del Golfo di Napoli; le politiche tariffarie ed il livellamento in alto di tutte le tariffe: un contentino ai privati che fa venir meno sia la funzione sociale che assolve una società pubblica e sia il libero confronto concorrenziale che ha nella tariffa un punto di forza; la mancata libera concorrenza, negata anche nell’accesso ai cosiddetti servizi residuali che il Regolamento preserva a favore di chi già gode di una linea; la mancata applicazione del deliberato consiliare circa la Co.Re.Ma. e l’insistenza dell’Assessore in coro con i privati per la privatizzazione del cento per cento della Caremar; …. sono alcuni pezzi di una problematica ben più ampia che la Regione si ostina ancora a non affrontare.

Il tutto in un costruito sistema di trasporti marittimi che non definisce il ruolo della società regionale Caremar e che si presenta squilibrato a favore di privati armatori che non esitano a ricorrere a levate di scudi con illegali serrate per consolidare la loro presenza senza regole e/o per ritagliarsi qualche privilegio in più a quelli loro elargiti nella passata legislatura; un sistema che, in barba alle disposizioni insite nella legge 3/2002, assegna alle istituzioni “periferiche” ed alle associazioni degli utenti solo una presenza di facciata, negando loro finanche l’accesso agli atti.
.
Recentemente il nuovo Piano Orario dei servizi obbligatori, cosiddetto OSP: esso è una successione di numeri, anche se razionale, che non esprime quei concetti di fondo e di qualità che vanno dalla tutela dei diritti allo sviluppo di un territorio, anche in termini di sostegno alla sua economia. E in questo quadro esso “ dimentica” la centralità di Mergellina per alcune corse sociali ed il ruolo che Pozzuoli ha sia per la mobilità dei residenti e dei lavoratori pendolari delle isole flegree, sia per lo sviluppo di un turismo culturale che ancora oggi viene affidato ad un naviglio che non garantisce né i tempi nè la qualità che gli anni 2000 richiedono. Un Piano che si caratterizza al negativo anche per la soppressione di alcune corse storiche in partenza da Ischia e per quanto viene denunciato dai Sindaci di Capri ed Anacapri: il tutto trasmette il sentore di una scelta di campo a favore di qualcuno ed una scarsa sensibilità istituzionale verso uno sviluppo che ha i suoi valori fondanti nel sociale, nella cultura, nell’economia collettiva.

Il Piano orario, mi permetteranno di insistere, non può non essere che il punto di arrivo di un costruttivo confronto tra più soggetti, con il coinvolgimento popolare; una felice intesa interistituzionale, in uno col mondo dell’imprenditoria e dell’utenza, anche su un terreno di valori, quale la democrazia e la partecipazione. Ciò non è avvenuto in maniera sostanziale dal momento che la Regione Campania ha curato solo un aspetto di facciata, negando addirittura ai partecipanti al tavolo del confronto regionale ( tra cui la scrivente associazione) il rilascio di documenti utili per una riflessione più accurata e compiuta di esso.

Un Piano OSP, quello varato, che ha in sé anche delle furbizie inaccettabili dal momento che allo stato, non è dato sapere quali corse verranno affidate alla Caremar e quale linee saranno affidate ai privati. Manca in esso, cioè, il sottopiano dei servizi essenziali ( commerciali di prima necessità e sociali, servizi a favore del pendolarismo per studio e per lavoro ) che devono garantire al minimo ed in ogni circostanza la certezza del collegamento delle isole con la “ terraferma” che non può essere affidata alle buone intenzioni di nessuno e meno che mai a chi sta in campo per trarre un giusto profitto dai servizi che offre. Una mancata indicazione in tal senso, apparentemente insignificante, determina nell’opinione pubblica, e soprattutto in chi è costretto a pendolare, una giustificata diffidenza verso le istituzioni e serie preoccupazioni e tanti interrogativi di merito a cui le SS.LL. hanno il dovere di dare adeguate e convincenti risposte istituzionali.

Non va sottaciuto nella logica di cui al capoverso precedente, specie in questo momento di rilancio del sistema dei trasporti marittimi, il ruolo del servizio regionale Caremar e la necessità di rendere detta società efficiente ed economicamente autosufficiente con l’assegnazione ad essa delle linee essenziali produttive che con le loro entrate siano capaci sia di garantire la continuità sia di bilanciare le perdite che i servizi sociali più deboli, che pure è chiamata ad effettuare, determinano.

In attesa di concrete risposte e, se ritenuto necessario, di essere ascoltato di persona, vogliano accettare cordiali saluti
Nicola Lamonica

Potrebbe interessarti

A partire da oggi 4 gennaio 2020 fino al 3 marzo partono i Saldi in Campania

NAPOLI – “Come ogni anno affidiamo alla stagione dei Saldi la speranza di una iniezione …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *