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Un procidano, Giacomo Di Palo, protagonista di una importante scoperta scientifica

PROCIDA – Procida terra di naviganti, poeti, artisti ma anche di giovani preparati ed intraprendenti che, superato il “vincolo” primordiale del legame allo “scoglio”, una volta fuori dalle mura amiche danno prova del loro valore. E’ il caso di Giacomo Di Palo, trent’anni procidano di nascita, il papà, oggi in quiescenza, è il conosciutissimo Michele che per anni, orgogliosamente, ha vestito la divisa della Polizia Municipale di Procida, dopo la laurea in biologia molecolare e collaborazioni con importanti strutture mediche ed universitarie, in Italia e all’estero, si è trasferito a Londra con la moglie.

Giacomo, in uno studio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha tracciato la prima mappatura molecolare nel genoma umano delle regioni del DNA ossidate dai radicali liberi ROS (Reactive Oxygen Species). La ricerca è stata coordinata dalla professoressa Barbara Majello, del Dipartimento di Biologia, e dal professore Stefano Amente, del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Nucleic Acids Research, offrono per la prima volta una fotografia delle posizioni in cui il nostro genoma è soggetto a danni da ossidazione.

I ROS sono i principali induttori dell’invecchiamento cellulare e sono responsabili dell’insorgenza d’importanti danni cellulari alla base di numerose patologie, quali cancro, malattie neurodegenerative, infiammazione, disturbi cardio-circolatori.

Nel DNA una delle quattro basi (A;T;G;C) che compongono la doppia elica, la G (deossiguanosina), è particolarmente suscettibile all’azione dei ROS che, attraverso un processo di ossidazione, la modificano in una G-ossidata (8-oxodG) alterando la stabilità del DNA. E’ ben noto che la presenza della G-ossidata nel DNA induce a sua volta danni alla struttura del DNA, quali mutazioni e instabilità del genoma. In condizioni normali la cellula è in grado di riparare questo danno al DNA, tuttavia, quando la produzione di radicali liberi è eccessiva, i nostri sistemi di difesa non riescono più a far fronte all’eccesso di ROS liberi che generano danno cellulare in un fenomeno che chiamiamo stress ossidativo. Contrastare lo stress ossidativo con antiossidanti, è alla base ad esempio del rilancio delle moderne linee guida su una corretta alimentazione per la salvaguardia della nostra salute.

I risultati hanno dimostrato che l’ossidazione del DNA non è casuale, ma si accumula in regioni specifiche del genoma, in particolare in quelle, denominate siti fragili, soggette a rottura nelle cellule cancerose. La localizzazione nel genoma umano di tutte le G ossidate, descritta nell’articolo scientifico, aprirà la strada alla comprensione dei meccanismi alla base delle patologie umane legate alla sovrabbondanza di radicali liberi, quali l’invecchiamento, cancro e malattie neurodegenerative.

Lo studio coordinato dai professori Majello e Amente ha utilizzato sofisticati approcci interdisciplinari di genetica molecolare, biologia cellulare, bioinformatica e chimica, che ha visto la collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, il Dipartimento di Chimica federiciano e l’Università del Minnesota, USA.

Tante le manifestazioni di affetto indirizzate a Giacomo di Palo, in modo particolare attraverso i social, a sottolineare lo stretto legame tra l’isola di Procida ed i suoi “figli”.

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